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INDEPENDENT FANTAHORROR FESTIVAL

 

Si è svolto a Collesalvetti, in provincia di Livorno, il primo “Independent Fantahorror festival”, una rassegna di film fantahorror succulenta, caratterizzata anche da un concorso per film amatoriali.

Il festival, organizzato dal sito Horrordrome, l’associazione cinematografica “Il nido del cuculo”, la scuola musicale Clara Schumann e la regione Toscana, è iniziato venerdì 27 ed è terminato domenica 28 settembre 2002. Tre giorni intensi, con proiezioni 24 ore su 24. Quando l’ho saputo mi sono detto: “cazzo, una rassegna horror a due passi… non posso mancare!”. Purtroppo sono potuto andare solo l’ultima giornata.

Intorno alle tre del pomeriggio io e mia moglie siamo partiti. Arrivati sul posto della rassegna un uomo uscito dalla sala mi chiede dove poteva trovare un bancomat. Gli rispondo che non lo so, che non sono del posto. Lo guardo andare via mentre borbotta fra se “grazie lo troverò, uno ci sarà in giro”. Continuo a guardarlo chiedendomi “ma chi cavolo è? Mi ricorda qualcuno”. Ho saputo successivamente da Alex Visani, anche lui sul posto con due film in concorso, che quell’uomo era Ruggero Deodato, porc… Devo ammettere che le uniche volte che l’ho visto in tv era molto più giovane e adesso è molto cambiato, vabbè.

Tornando ai contenuti del festival, Deodato era ospite alla rassegna in qualità di Presidente della giuria del concorso. Gli altri giurati: Gordiano Lupi (scrittore), Antonio Tentori (scrittore e sceneggiatore), Ombra (horrordrome) Bolognesi Fabio (esperto di cinema di genere) e Alessio Porquier (esperto di cinema di genere). Ospite d’onore: Antonio Margheriti, omaggiato con i film Il pianeta errante, Danza Macabra, Space men e Apocalipse domani, tutti proiettati nelle giornate di venerdì e sabato. Oltre poi ai film di Ruggero Deodato The Barbarians, La casa sperduta nel parco e l’immancabile Cannibal holocaust sono stati trasmessi molte altre pellicole quali: La casa di Raimi, Il demone sotto la pelle di Cronenberg, Basket case di Frank Henenlotter, Aftermath di Nacho Cerdà, Demonia di Fulci, Damonen brut di Andreas Bethmann, Naked Blood di Hisayasu Sato, Eraserhead di David Linch e molti altri. I film in concorso erano: Lo stronzo assassino di Stefano Bovi e Gianluca Ortolani, Delirium Klown massacre e Reality snuff? di Davide Pesca, Gay Holocaust di Piero Galli, Thanatos e Toykillers di Fabrizio Spurio, Se la notte finisse di Piero Cannata, Zombi new millennium e Carne morta di Alex Visani e Teddy b from outer space di Davide Ragona, unico corto a cartone animato del concorso.

Dentro la sala erano stati allestiti due stand stracolmi di film horror/splatter, gadgets, libri e riviste. Un sorriso mi si è stampato sulla faccia quando ho visto una copia di Guru meditation (ed. Ghost) esposta su uno dei banchi.

Dentro stavano proiettando il film indipendente italiano Perturbamento di Ernesto Fialdini. Una cosa terribile e noiosa. Un film visionario dove il regista voleva emulare, secondo me, David Linch senza però riuscirci. Magari la colpa è che non l’ho visto iniziare, fatto sta che dopo un’ora sono uscito e ancora adesso che scrivo mi chiedo il senso di quello che ho visto, senza riuscire a darmi una risposta.

Dopo Perturbamento siamo passati a Prologo/Backstage di Piero Cannata un lavoro indipendente fuori concorso di ottima fattezza. Una comitiva di ragazzi si reca in una casa per girare un film amatoriale sulle gesta di un serial killer che indossa una strana maschera e mentre girano si rendono conto che fra di loro c’è un vero assassino. Devo dire che alcune scene facevano saltare sulla poltrona e per un lavoro amatoriale è un ottimo segno. Un’opera che deve molto a Scream ma che è stata portata sullo schermo da Cannata in maniera personale e efficace. Durante il corto si sono levati applausi e anche alla fine. Meritati.

Il video di Cannata ha lasciato il posto a Roger Fratter con il suo ultimo film dal titolo Abraxas. Non male. Tre giovani si recano in Toscana per cercare di aiutare una loro amica, vittima di una setta satanica che sacrifica giovani donne nelle colline di San Gimignano e Volterra. Molto sesso, poco splatter anche se quel poco è ben realizzato dal solito Maurizio Quarta. Dopo Fratter è stata la volta di Meet the feebles di Peter Jackson in lingua originale. La platea è impazzita e alla fine è scoppiata in fragorosi applausi. La proiezione del successivo corto Boglin 1: book of the universe è lo stacco che porta alla premiazione. Il corto, girato dall’organizzatore del festival, Ombra, è un’opera fatta in casa e si vede. Niente musica, scene lunghe… insomma come ha detto Ombra prima della proiezione è la prima volta che prendevano in mano una telecamera e si vede. Comunque le buone idee non mancano. La storia vede un ragazzo che, con l’aiuto di un libro, tenta in ogni modo di portare nel nostro mondo una creatura tipo Critters/Gremlins. Buona dose di effetti splatter, naturalmente fatti in casa.

Infine la premiazione. Deodato, il presidente della giuria è in forma, scherza con tutti e si complimenta con ogni partecipante e organizzatore, prima e dopo la premiazione. Eravamo circa una quarantina di persone e si era creata una situazione particolare che aveva dell’intimo.

Cominciano con i nomi dei vincitori. Premio per i migliori effetti speciali a Piero Galli con il suo Gay Holocaust. Applausi. Non l’ho visto. Peccato.

Premio speciale della giuria ad Alex Visani con il suo Carne morta. Applausi. Premio meritato. Inutile parlare di Carne morta. Ho già scritto una recensione sul film e ribadisco che il suo lavoro è stupendo, fatto bene e cazzo, come appassionato di film horror ribadisco: se lo merita.

Siamo al premio per il miglior corto, che va a Piero Cannata con il lavoro Se la notte finisse. Dopo lo scrosciare degli applausi, i complimenti dei giurati con abbraccio di Deodato al giovane regista assistiamo alla proiezione del lavoro di Cannata. Cala il silenzio in sala. Una ragazza dipinge su un fianco di una collina. All’improvviso un urlo di una donna la fa trasalire, lei si alza e corre per capire cosa sta succedendo, cercando di seguire la direzione dell’urlo. Entra in una casa abbandonata e viene uccisa a martellate. Silenzio in sala. Un gruppo di ragazzi, molto tempo dopo decide di avventurarsi nei boschi e cade vittima dello psicopatico che si aggira nella casa. Alla fine ancora applausi per Cannata. Il corto, della durata di 16 minuti circa è stupendo. Piero Cannata si rivela essere un perfetto mix di Kevin Williamson/Wes Craven. Non c’è imitazione però da parte del giovane regista. Con la cinepresa fa miracoli, resti attaccato allo schermo tanto è la sua bravura, contando poi i mezzi che ha a disposizione. Gli attori poi, tutti dilettanti e amici del regista sono perfetti, recitano senza sbavare in nessuna sequenza. La scena del killer che (in simil Scream2 ) cerca di entrare in macchina, mentre due dei ragazzi sono chiusi dentro farebbe diventare piccolo lo stesso Craven.

Spero che sia Visani che Cannata abbiano la possibilità di avere per le mani i mezzi che si meriterebbero, allora si che ne vedremo delle belle. In italia però, mah!

Il festival prosegue con altri film, in programmazione Gamera: guardian of the universe e Tetsuo.

Io e mia moglie ce ne andiamo, soddisfatti. E’ stato un bel festival. Spero ce ne sia un secondo il prossimo anno. The end.

 

a cura di Ivo Gazzarrini

copyright by Ivo Gazzarrini

 

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