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FANTAFESTIVAL: XXI EDIZIONE
FILM - CONCORSO THE
ATTIC EXPEDITIONS di Jeremy Kasten (Usa 2000) ANGEL NEGRO di Jorge Olguin (Cile 2000) BRUISER di George A.Romero (Usa 2000) LEGION
OF THE DEAD di Olaf Ittenbach (Germania 2000) FAUST di Brian Yuzna (Spagna 2001) ED GEIN di Chuck Parello (Usa/Portogallo 2000) PURE BLOOD di Ken Kaplan (Sud Africa 2001) STRANGELAND
di John Pieplow (Usa 1999) VERSUS di Ryuhei Kitamura (Giappone 2000) FILM – INFORMATIVA CHASING
SLEEP di Michael Walker (Francia 2001) CITIZEN
TOXIE: THE TOXIC AVENGER IV di Lloyd Kaufmann (Usa 2001) DEAD
OR ALIVE diTakashi Miike (Giappone 1999) GAMERA 3 REVENGE OF IRIS di Shusuke Kaneko (Giappone 1999) LABIRINTH OF DREAMS di Sogo Ishii (Giappone 2000) MARSHAL TITO’S SPIRIT di Vinko Bresan (Croazia 1999) MONKEYBONE di Henry Selick (Usa 2000) THE MUMMY’S THEME PARK di Al Passeri (Italia 2000) THE
NINE LIVES OF THOMAS KATZ di Ben Hopkins (Gran Bretagna 2000) LE RAT di Christophe Ali e Nicolas Bonilauri (Francia 2000) THE RING di Hideo Nakata (Giappone 1998) THE RING 2 di Hideo Nakata (Giappone 1999) Inoltre retrospettive dedicate agli zombi, alla Full Moon e sezione video (VIOLENT SHIFT 3, ORGAZMO e l’italiano TAFANOS tra gli altri…)
Roma, dal nostro inviato Stefano Bovi BENVENUTI… Roma, anche quest’anno per una (scarsa) settimana è stata invasa da un “particolare” tipo di turisti, niente borracce e cartine della città ma coltelli, pistole e artigli; niente facce stupite e bocche aperte a vedere il Colosseo ma denti affilati, occhi malvagi e desiderio di sangue: sono i mostri, gli alieni, gli assassini che hanno fatto capolino al cinema Savoy, moderna multisala ad ospitare il FANTAFESTIVAL, storica manifestazione cinematografica frequentatissima. Nonostante il grande successo di pubblico, l’importanza rilevante come unico festival di genere in Italia e il credito che gode all’estero il comune ha pensato bene di tagliare i fondi, riducendo di fatto i giorni dedicati alla manifestazione. Un plauso quindi agli organizzatori che continuano a “far vivere” il fantafestival, proponendo non solo la produzione statunitense ma cercando anche film di altre nazioni (Croazia,Sud Africa,,Portogallo,Cile…), mostrando quindi al pubblico il diverso approccio e la diversa sensibilità nell’affrontare temi horror, noir e fantascientifici. Tanti film dunque, divisi tra un corposo numero di anteprime tra concorso e informativa, sezioni dedicate alla retrospettiva sugli zombi e alla Full Moon di Charles Band, storica casa cinematografica produttrice di b-movie (molti dei quali girati in Italia) che ci ha dato ottimi film come Re-animator, Dolls, From-beyond (sotto il nome Empire) e forse troppe pellicole scadenti, soprattutto verso la sua fine (elenco molto lungo e triste…). Ospiti della “infernale”manifestazione sono stati Robert Englund, Brian Yuzna, Lloyd Kaufman, Ken Kaplan e Bill Lustig. I
FILM E dopo i complimenti passiamo alle note negative, tra le quali spiccano l’aumento del prezzo del biglietto (8000 pomeriggio + 10000 sera = 18000!!!) e l’eliminazione della traduzione simultanea tramite la simpatica (?) traduttrice a favore di titoli elettronici sistemati sotto lo schermo, che hanno costretto le teste dei poveri spettatori ad evoluzioni degne dei migliori film di kung fu per “cercare” di leggere qualcosa… Girato in un elegante bianco e nero, con una regia tesa a valorizzare i particolari creando tensione, LABIRINTH OF DREAMS (di Sogo Ishii, Giappone) stentava a decollare, soffermandosi troppo sull’atmosfera e sui primi piani dei protagonisti: la storia d’amore nata tra un autista e una ragazza che lavora sul suo autobus e i sospetti che lei nutre sulla natura psicopatica del suo uomo non appassionavano il pubblico, e il film scivolava nella noia mortale. Con DEAD OR ALIVE (di Takashi Miika, Giappone) andava già meglio, un classico poliziesco giapponese sull’onore e la giustizia ma con un finale incredibile e spiazzante, della serie se non vedo non ci credo! L’italiano (ma girato in inglese) THE MUMMY’S THEME PARK (di Al Passeri, Italia) raccoglieva applausi ironici e nervose risatine, menzione speciale negativa ai disastrosi effetti speciali e alle scenografie/miniature veramente irreali. FAUST (di Brian Yuzna, Spagna), invece, è una nuova versione del racconto sul mago che vende l’anima al Diavolo. Il film ha vinto il premio per i migliori effetti speciali (di Screaming Mad George) al festival di Sitges l’anno scorso. Grande attesa ampiamente ripagata per VERSUS (di Ryuhei Kitamura, Giappone), film-videogioco che mescola combattimenti a colpi di kung fu, zombi e “immortali”. Dei gangster si affrontano in una foresta maledetta, improvvisamente i corpi dei malavitosi uccisi e seppelliti precedentemente (ri)prendono vita, ma c’è di mezzo anche un mago/guerriero e una storia di reincarnazione, e questo e solo l’inizio… Prima della proiezione gli attori si esibivano in sala in una scanzonata lotta di arti marziali, dando già l’idea di come sarebbe stato lo spirito il film. Pur se troppo lungo e a volte ripetitivo il film è bello, ironico e splatter, giovanilistico nel montaggio e condito da ottima musica, meritatissima quindi l’ovazione finale del temibile pubblico del fantafestival. Delusione invece per PURE BLOOD (di Ken Kaplan, Sud Africa), presentato come primo film dell’orrore prodotto in Sud Africa (su una media di 2-3 film all’anno sic!); troppo confuso e incerto nel dosare la critica sociale e una storia di vampiri senza i classici canini. I problemi e le contrapposizioni di una nazione dal terribile recente passato, il film narra di una setta di vampiri calata all’interno della società, tutti facenti capo ad un fantomatico “generale”, morto da tempo e con il suo sangue conservato in una boccetta. Seguono incesti, un piano per rendere vampiri i cittadini e l’inevitabile storia d’amore del protagonista, ma il film non mette mai paura, è piuttosto una commedia-thriller… A fine proiezione rapido dileguarsi del regista Ken Kaplan e sguardo serio e annoiato di Brian Yuzna, seduto accanto al pubblico e comunque disponibilissimo a firmare autografi e quant’altro. BRUISER (di George A. Romero, Usa) parte con un’idea strepitosa ma poi si perde in una prevedibile storia di vendette e rivincite; immaginate un uomo qualunque, che subisce le piccole e grandi ingiustizie della vita da parte della moglie, nel posto di lavoro, per strada, persino dall’odiatissimo canolino della sua donna senza mai ribellarsi, una mattina però si sveglia senza i contorni della sua faccia! Cosa fa a quel punto? Bravi, avete indovinato, inizia a massacrare tutti. La pellicola è però un’occasione persa, un thriller minore ai capolavori a cui ci aveva abituati il grande Romero, tutto sommato godibile ma molto lontano da quello che poteva essere. Sommerso dagli schiamazzi e dalle battute della “frangia estrema del fantafestival” il povero film RING 2 (di Hideo Nakata, Giappone) non ha avuto scampo. Opera che predilige l’atmosfera, vincitore a Montreal, con una seconda parte molto bella e gotica contrapposta ad un primo tempo allucinante per quantità di chiacchiere e pesantezza della trama, il film parla di una misteriosa videocassetta che uccide dopo una settimana chiunque la vede, ma poi il film si sposta nel soprannaturale puro con un pozzo maledetto che fa da tramite all’aldilà… Belle inquadrature e fotografia a toni cupi e misteriosi, ma in sala si invocava GAMERA, spuntava come ogni anno il grido BENJAMENTA! (in ricordo di uno dei più brutti film presentati nella storia del fantafestival) e versi di ogni tipo, soprattutto il maiale, hanno accompagnato la visione di questa pellicola. Nella sezione video veniva presentato VIOLENT SHIFT 3 (di Andreas Schnaas, Germania), ripieno di scene splatter e umorismo involontario, dove il regista mischiava un campo di addestramento psicopatici assieme a zombi, ninja e piccoli demoni, creando una giostra gore recitata in modo tremendo ma divertente e provvista di buoni e sanguinosi effetti speciali (considerando il budget ristretto). Un altro bel film è LEGION OF THE DEAD (di Olaf Ittenbach, Germania), colmo di buoni fx, situazioni comiche contrapposte a drammatiche sparatorie e un’ottima ambientazione nel “nulla” del deserto di una cittadina americana; due ragazzi vengono rapiti da un serial killer, sfortuna vuole che il terzetto si fermi in una città (dire isolata è un eufemismo) dove c’è un sinistro personaggio e svariati mostri.Girato con capitali privati (il governo tedesco vieta i contributi per la produzione di film horror!) è un ottimo esempio di horror d’azione, con una trama non molto originale ma che riesce a interessare, proponendo anche qualche apprezzatissima scena sanguinosa. ED GEIN (di Chuck Parello, Usa/Portogallo) è la gelida cronaca della lenta discesa nella follia di un uomo, che dopo la morte della madre inizia a provare attrazione per la necrofilia, il cannibalismo e la mutilazione dei corpi; premiato a Sitges con il “gran premio”, la pellicola sceglie uno stile quasi documentaristico per descrivere la vicenda, evitando slanci virtuosistici della regia o facili effetti splatter, ma il film si regge soprattutto per la grande interpretazione degli attori.Risate e trash in CITIZEN TOXIE: THE TOXIC AVENGER IV (di Lloyd Kaufmann, Usa) ultimo nato in casa Troma. Stavolta il paladino di Tromaville deve vedersela con il suo doppione cattivo, e c’è anche Kabukiman! I film della Troma sono senza mezzi termini, o si amano o si odiano. In questo caso il regista (e gran capo della Troma) ci sommerge con camionate di ragazze nude, sanguinosi effetti splatter, litri di sperma e escrementi, personaggi assurdi…Un delirio totale quindi, ma il film è divertentissimo (a patto di lasciare il cervello a casa o in macchina, ben al fresco…). Molte le scene cult, tra le quali la presentazione dei super eroi che dovrebbero sostituire Toxie (mister delfino!) e il combattimento finale tra Toxie e Noxie, mentre nella pancia della moglie i loro due figli deformi combattono la loro personale battaglia per la vita a colpi di cordone ombelicale!
I VINCITORI Abolita la cerimonia di premiazione (pare per il fracasso dell’altro anno…) i risultati sono stati i seguenti: Miglior film: FAUST di Brian Yuzna
Miglior regia: VERSUS di Ryuhei Kitamura
Miglior attore: Steve Ralisback per ED GEIN di Chuck Parello
Miglior attrice: Sally Champlyn ED GEIN di Chuck Parello
Migliori effetti speciali: Screaming Mad George per FAUST
Premio Lucio Fulci: PURE BLOOD di Ken Kaplan Premio del pubblico: FAUST di Brian Yuzna
APPUNTI SPARSI Chiude il tutto la polemica con l’addetta al computer infastidita dalle battute degli spettatori, i fischi al premio per Pure Blood, le sciarpe della Roma ovunque e il simpaticissimo striscione posto sul palco con scritto ULTRA’CURVA GAMERA!
a
cura di Stefano Bovi
Sito ufficiale:
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