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ORRORI D'ITALIA

 

Molte volte si accusa il cinema italiano di essere ripetitivo, di perdersi fra commedie televisive e generazioni di trentenni in crisi, storie da “cortile” e drammoni iperrealisti buoni per un aspirante suicida.

Tuttavia in questi ultimi anni c’è stata una lenta ripresa del cinema di genere, soprattutto per quanto riguarda il poliziesco dove diversi cineasti vi si sono cimentati.

Nel caso del nostro genere preferito, il fantastico (e con questa parola intendo l’horror, la fantascienza, il thriller), ci sono stati segnali di ripresa anche se il pubblico nostrano non ha la minima idea di quante pellicole ITALIANE siano state prodotte in questi ultimi 7-8 anni, non solo quindi NONHOSONNO, ALMOST BLUE, MEDLEY e L’ARCANO INCANTATORE ma anche DARK WATERS, FAVOLA CRUDELE e I NAVIGATORI DELLO SPAZIO! Mi occuperò quindi solamente di queste pellicole sconosciute ai più, mai distribuite nei nostri cinema o distribuite per pochi giorni, magari uscite  solamente in videocassette inglesi o presentate (spesso tra i fischi e gli ululati, neanche fossimo tra un branco di lupi) al Fantafestival. C’è da dire che a volte una ragione per la mancata distribuzione di questi film è facilmente deducibile: alcune di queste pellicole non possono definirsi proprio capolavori indimenticabili, comunque un po’ di sano patriottismo non fa mai male visto come i furbi francesi esaltano nei festival i loro horror, e poi ci sono alcuni gioielli che andrebbero assolutamente visti.

L’elenco dei film “invisibili” è lungo e doloroso: si va dal thriller di Marcello Avallone co-prodotto col Venezuela LAST CUT (1996), storia dei drammatici eventi che coinvolgono un gruppo di giovani in crociera su un veliero dove si rivelerà la natura psicopatica di uno di loro, al fantascientifico BLUE TORNADO (1991) di Antonio Bido dove la fanno da padrone gli UFO e l’aeronautica, a SOFT AIR/ARIA COMPRESSA (1998) di Claudio Masin, distribuito per pochissimi giorni e che ci presenta una battaglia tra due gruppi di ragazzi con le pistole ad aria compressa in un bosco vicino Roma, solo che qualcuno a deciso di usare armi vere!

I NAVIGATORI DELLO SPAZIO (1993) di Al Maker, ovvero Camillo Teti, è un sequel-remake del film americano Navigator, più o meno la stessa storia con effetti speciali e budget molto minori. Il misero incasso di circa 3.500.000 nonostante regalassero alla prima al cinema simpatici cappellini da baseball, lo fanno entrare di diritto e con tutti gli onori nel girone infernale dei film invisibili. C’è però da dire che si guarda senza troppe pretese: la recitazione degli attori stranieri è nella media, l’amicizia tra il timido ragazzino e l’alieno/robot potrà commuovere il vostro fratellino di 5-6 anni, quindi fantascienza per ragazzini, con tutti i pregi e i difetti.

Altre vittime della distribuzione sono PLANKTON (1992) del creatore di fx Alvaro Passeri, horror marino ambientato su una nave abbandonata, il thriller di Bruno Mattei OMICIDIO AL TELEFONO (1993) e sempre del buon Mattei lo squalo di CRUEL JAWS (1995) che contiene materiale del film L’ULTIMO SQUALO di Enzo G. Castellari, presentato tra gli sghignazzi della gente al Mifed.

Seguono poi: SOLDATO IGNOTO (1994) di Marcello Aliprandi storia di un gruppo di soldati della seconda guerra mondiale che si rifugia in una villa, salvo poi scoprire che sono morti, e l’ultimo lavoro del già citato Alvaro Passeri THE MUMMY’S THEME PARK (2001), non riuscito però molto bene a causa dello scarso budget impiegato per le scenografie e tradito dalla recitazione degli attori americani, anche se ci sono un paio di buoni effetti speciali. La storia: uno sceicco vuole creare un luna park sotto una piramide, peccato che la mummia che riposa nel sarcofago non sia troppo d’accordo!

Divertente invece il film DE GENERAZIONE (1994), raccolta di corti che spaziano dall’horror alla fantascienza e al grottesco diretti da giovani registi come Alex Infascelli e Asia Argento, che si sono portati a casa il premio del pubblico al Mystfest a Cattolica qualche anno fa. Nei corti si parla di vampiri, di grotteschi fattorini ciccioni, dell’invisibile guinzaglio che le donne mettono ai maschi, di una lotteria dove al vincitore salta la testa e tante altre piacevolezze… Questo piccolo gioiellino si ispira al bel film francese ADRENALINE (1990), anche lì abbiamo infatti una serie di grotteschi episodi realizzati con una tecnica ancora migliore (SCULPTURE PHYSIQUE ha vinto a Cannes come miglior corto)

Non convince FAVOLA CRUDELE (1991) di Roberto Leoni, la trama che vede una bambina fantasiosa che crede di trovare il principe azzurro in uno psicopatico appena evaso e che poi lei stessa si rivelerà una piccola assassina, non riesce a dare quella giusta suspense che ci si aspetta, anche per colpa della recitazione non al meglio di alcuni attori. Nota di merito però è la bella ambientazione con il mare come co-protagonista invisbile della pellicola.

Un film che ha dato parecchio scalpore è stato FATAL FRAMES-FOTOGRAMMI MORTALI (1996) di Al Festa, sia per la sua travagliata realizzazione che per alcuni fatti extracinematografici come l’infuocata polemica che ci fu sulla rivista Amarcord tra il regista ed il giornalista Max Della Mora. Elogiato soprattutto dalla critica estera ed applaudito nei festival specializzati (dove ha vinto il “premio Lucio Fulci”al fantafestival di Roma) è uscito nelle sale dopo un anno di attesa incassando solo 27.000.000 circa, un vero peccato perché pur avendo alcuni difetti come l’eccessiva lunghezza e una certa frammentarietà della trama (dovuto a problemi di salute di alcuni attori), il regista ha una notevole tecnica di ripresa: Roma viene risucchiata in un sanguinoso videoclip ed illuminata in maniera superba, un incubo coloratissimo dove vengono messi in evidenza alcuni angoli più belli della città eterna e rielaborati in forma angosciante. La trama vede un serial killer che riprende i suoi delitti con la videocamera, ma tutto non è come appare realmente… Oltre a Rick Gianasi e Stefania Stella sono presenti glorie come Donald Pleasence e Alida Valli mentre gli effetti speciali sono di Steve Johnson e il make up di Dante Trani.

Altre pellicole perse nei labirinti della distribuzione sono il giallo-horror ambientato tra Londra, Il Cairo e Torino NEBUNEFF-IL GRANDE CUSTODE (1994) di Carlo Ausino dove qualcuno tenta di rimettere insieme le ceneri che furono di un mago egiziano, gli ultimi horror di Lucio Fulci, il fantascientifico L’UOMO DEL SOGNO di Paolo Marussig che ci propone i pericoli della dipendenza dalla televisione.

Altra pellicola interessante anche se troppo lenta e sempre in chiave fantascientifica è EPSILON (1995),  coproduzione italo-australiana , con la storia d’amore tra un uomo e una donna aliena diretta da Rolf de Heer.

La bellissima Vanessa Gravina è invece l’interprete del thriller LA RAGAZZA DI CORTINA (1994) di Maurizio Vanni (pseudonimo di Giancarlo Ferrando) dove un marito in versione zombi riappare per perseguitare la moglie, ma le sorprese sono molte in questo passabile giallo economico senza troppe pretese distribuito malissimo.

LA CORSA DELL’INNOCENTE (1992) di Carlo Carlei propone la classica storia di rapimenti  e testimoni però in chiave di favola nera. Bellissimo il surreale e sanguinoso inizio con il massacro della famiglia del bambino protagonista. Girata con filtri speciali, la pellicola fu criticata in Italia (e al festival di Venezia) per la sua somiglianza ad un certo cinema americano di azione, e proprio in America ha ottenuto un grande e meritato successo; molto bravo il piccolo protagonista Manuel Colao e Francesca Neri nel ruolo sofferto della madre del bimbo rapito e ucciso.

Vorrei tanto parlarvi bene dell’ultimo horror di Aristide Massaccesi RITORNO DALLA MORTE (1993) ma purtroppo è un film non riuscito, che presenta grandi difetti nella recitazione e nell’incapacità di creare suspence. Per gli amanti dello splatter poi è una vera delusione (tranne per una testa schiacciata e una sanguinosa autopsia, troppo poco…). Ricordo con dispiacere la prima al XIII Fantafestival di Roma: pienone di gente e grandi applausi all’inizio e fischi di delusione allo scorrere dei titoli di coda, un vero peccato! Va male anche con DARK FRIDAY (1994) di George B. Lewis (pseudonimo del regista Aldo Lado) thriller che parla di alcuni giovani che sequestrano due ragazze per ucciderle. Le immagini di Paolo Calissano che sulla moto corre al salvataggio della sua bella, un cuoco che cucina a ristorante chiuso e l’incidente di un’auto solo con i rumori fuori campo sono degli incubi che ancora adesso mi perseguitano, per il resto sceneggiatura piatta e scarso interesse.

DARK WATERS (1994) è invece una splendida co-produzione italiana, russa e inglese che non è stata mai distribuita nella nostra penisola (è uscito in Inghilterra direttamente in video). Il regista Mariano Baino (ideatore del bel corto Caruncula) mette in scena diversi elementi ottimamente miscelati tra loro: dal thriller “alla Dario Argento” ai mostri ispirati di Lovecraft con un intreccio appassionante dotato di una suggestiva regia. Bellissima la scena iniziale con la chiesa invasa improvvisamente dalle acque e l’inaspettata morte del prete ad opera di una croce che galleggiando gli entra in gola. Credibile la recitazione e apprezzabili gli effetti speciali (usati soprattutto nelle sequenze finali). La storia: una ragazza arriva  in un convento sul Mar Nero alla ricerca di indizi sulla morte della madre ed è sempre più attratta da quel luogo mentre strani omicidi avvengono in quel posto maledetto. Un misterioso medaglione sembra avere grande importanza mentre le suore adorano qualcosa di non umano…. E’ uno scandalo che non si sia voluto distribuire una pellicola come questa, oltretutto coraggiosa in quanto rifugge da facili effetti truculenti riuscendo a creare un’atmosfera di minaccia incombente. Un horror dove è completamente bandito l’umorismo.

Merita il premio “titolo più originale di questo articolo” il film TARTARUGHE DAL BECCO D’ASCIA (1999) di Antonio Syxty, sorta di curioso giallo-western girato ai giorni nostri con una suggestiva ambientazione innevata, dove la solitudine e la tensione per una guerra vicina scatena ansie tra i protagonisti mentre un bambino, figlio dei loro vicini, racconta ancora sotto shock il massacro della sua famiglia ad opera di uno sconosciuto. Il regista viene dal teatro e questo nella pellicola si nota, dando una certa introspezione e una esagerata lentezza, ma il film rimane comunque molto buono, soprattutto perché ha il potere di calare lo spettatore in una sorta di dimensione fuori dal tempo e avvolgerlo fino al finale a sorpresa.

Altri film in lavorazione come SAHARA KILLING di Carlo Ausino, IO SONO UN VAMPIRO di Max Ferro e il fantasy per ragazzi IL MONDO DI RUPERT (ispirato al famoso corto TROPPI GUAI PER WILBUR) di Flavio Moretti rischiano di fare una brutta fine se non saranno supportati da una buona distribuzione.

Che volete, evidentemente, tirano di più lavori come VALENTINE-APPUNTAMENTO CON LA MORTE che i nostri film…

 

 

ALTRE PELLICOLE DI GENERE DEGLI ULTIMI 7-8 ANNI

 

LA STRANA STORIA DI OLGA O. di Antonio Bonifacio; thriller

I COLORI DEL DIAVOLO di Alain Jessua; thriller

VIRTUAL WEAPON di Antonio Margheriti; poliziesco/fantascienza

L’ALTRA DIMENSIONE di Fabio Salerno; horror a episodi

DA DO DA di Nico Cirasola; fantastico

ANABOLYZER di Roger A. Fratter; horror

SETE DA VAMPIRA di Roger A. Fratter; horror

IL BUIO di Gianluigi Fedeli; horror

LA REGINA DEGLI UOMINI PESCE di Sergio Martino; fantascienza 

CONTAMINATION POINT 7 di Fabrizio Laurenti; horror

VISION di Gordon Lee; thriller

FRIGIDAIRE - IL FILM di Giorgio Fabris; fantastico   

SICK-O-PATHICS di Brigida Costa e Massimo F.Lavagnini horror a episodi

REWIND di Sergio Gobbi; fantascienza

GRAFFIANTE DESIDERIO di Sergio Martino; thriller

TAFANOS di Dipteros; horror

DELITTI A LUCE ROSSA di Emanuele Glisenti; thriller

ESERCIZI DI STILE di registi vari; episodi (fra i quali il fantasy e l’horror)

DUE VOLTE NELLA VITA di Emanuela Giordano; fantastico

 

 

a cura di Stefano Bovi

 

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