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IO MEDESIMO SONO L'INFERNO

 

Per gli autori e i soci GHoST, disponibile

la versione multimediale gratuita.

Per maggiori info contattata la redazione.

 

In collaborazione con l'associazione culturale Extravaganza, il club GHoST presenta: "Io medesimo sono l'inferno", antologia collettiva di 12 rifacimenti di racconti classici del fantastico e del terrore.

Gli autori: Bruno Garavini, Ivo Gazzarrini, Emiliano Maramonte, Stefano Bovi, Franc'o'Brain, Paolo Di Maio, Walter Diociaiuti, Roberto Frini, Nicola Lombardi, Gordiano Lupi, Elvezio Sciallis e Dario Morgante.

Dalla prefazione di Roberto Frini:

Il titolo dell’antologia che state (spero) per leggere non è farina del mio sacco. Qualcuno tra voi avrà infatti riconosciuto il verso di un celeberrimo e immortale poema, “Il paradiso perduto” di Milton.

Non è mia nemmeno l’idea di utilizzare il verso del poeta inglese come titolo. M’è stata suggerita dall’ottimo Garavini, uno degli scrittori che hanno accettato con entusiasmo di misurarsi con il passato.

Badate bene, ho detto entusiasmo, non presunzione. Nessuno degli autori qui presenti è, almeno credo, così pieno di sé da volersi paragonare a Poe, Maupassant o Lovecraft.

Tutti noi però affondiamo le radici in ciò che i grandi maestri della letteratura e del fantastico hanno scritto tanto tempo fa.

Ebbene, la voglia di mettere insieme un’antologia di rifacimenti scritti appositamente (perdonatemi l’immodestia, ma sono quasi certo che un’operazione del genere non sia mai stata tentata prima) m’è venuta proprio chiedendomi quali e quante differenze vi possono essere tra uno scrittore di due secoli fa e uno contemporaneo, al di là del talento e della qualità delle opere.

Ecco il motivo del titolo: non sono forse tutti gli scrittori del fantastico e dell’orrore, bravi e meno bravi, geniali o mediocri, figli d’un medesimo inferno letterario? Non sono essi stessi l’inferno?

Per quel che mi riguarda, ho scelto Maupassant. Vale a dire uno dei maggiori narratori d’ogni tempo. Eppure non mi sono sentito un presuntuoso nell’affrontare la sua bellissima novella “Lui?”. Ho trovato che il tema della solitudine fosse abbastanza attuale (terribilmente attuale) da poterlo riproporre con un altro taglio. Senza per questo pensare di poter rendere migliore ciò che Maupassant ha sviluppato con tanta bravura.

Sta a voi lettori giudicare se il mio tentativo sia qualcosa di paragonabile a un sacrilegio, o no. Così come sta a voi decidere se godervi o meno, tanto per fare dei nomi, Franc’o’Brain che rilegge Bierce, Lombardi che affronta nientemeno che “Jekyll e Hyde” di Stevenson, Gazzarrini che si confronta con un classico dei classici di Poe o Di Maio che riporta alla luce le mostruose entità create da Lovecraft nel suo Necronomicon.

Personalmente, posso soltanto confessare che leggendo i racconti qui presenti mi sono divertito. Il che è già qualcosa, non vi pare? L’idea iniziale era di presentare i rifacimenti affiancati all’originale, ma sarebbe uscito un libro troppo voluminoso, problematico dal punto di vista editoriale e certamente non tascabile. Chissà, magari in un secondo tempo colmeremo questa lacuna.

Per il momento, spero che la nostra antologia spinga qualche lettore a recuperare alcuni racconti che non conosceva. Poiché è mia convinzione che la comprensione di ciò che l’uomo scrisse non può che migliorare la comprensione di ciò che l’uomo scrive e scriverà.

 

a cura della redazione

 

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