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ALIEN 4 - LA CLONAZIONE Morta nel precedente episodio, Alien 3, Ripley torna a vivere grazie a un complesso esperimento di clonazione reso possibile attraverso una cellula di Dna presa dal feto che Ripley aveva in grembo, Dna molto particolare che abbina il patrimonio genetico umano con quello alieno. Il Clone 8, cioè la nuova Ripley, dovrà scoprire cosa si nasconde dietro i terribili esperimenti di ingegneria genetica condotti sull'astronave Auriga e quale strano carico ha portato a bordo il gruppo di pirati dello spazio capitanati da Elgyn. Francamente
sono sempre stato un fanatico di Alien (quale creatura misteriosa, crudele e
diabolica migliore?) e dispiace non poter parlare con entusiasmo di questo
quarto capitolo, anche se di quarto ha ben poco visto che il film cambia
completamente volto. Ma forse è proprio questo cambiamento “forzato” che
delude le aspettative di un grande fan come il sottoscritto, ormai felicemente
abituato alle tipiche atmosfere e colpi di scena che i precedenti tre capolavori
avevano regalato. Pensare che l’idea di portare in vita Ripley era molto
interessante. Ma
cosa c’è effettivamente in Alien 4 – La Clonazione che non va? Non
parliamo poi dello spaventoso cast: un conglomerato (a parte Sigourney
ovviamente) di torvi uno più brutto dell’altro mai visto prima. Il regista
Jean-Pierre Jeunet sembra essersi divertito a fare enormi primi piani sui volti
dei personaggi ridicolizzandoli in maniera assurda. Ma
l’atmosfera, forse uno dei difetti maggiori del film, quella viene proprio a
mancare e così, il “nostro” Alien non è più una creatura che si nasconde
furbamente pronta a sbucare all’improvviso come ci aveva tanto abituato. Deludenti
sono anche gli effetti digitali; in diverse sequenze si notano quasi subito e lo
spettatore si accorge, senza troppi problemi, di avere a che fare con qualcosa
di finto. In
sostanza un brutto ritorno, ma per fortuna c’è Sigourney Weaver che, grazie
alla sua grande interpretazione di “Ripley Nera”, riesce a tenere alto
l’interesse della pellicola. Ridateci il nostro vecchio e caro Alien!
a cura di Massimo Ferrara
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