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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Alien 4 - La clonazione

(Alien Resurrection)
 

Regia:

Jean-Pierre Jeunet

 

Sceneggiatura:

Joss Whedon

 

Direttore della fotografia:

Darius Khondji

 

Musica:

John Frizzell

 

Scenografia:

Nigel Phelps

 

Effetti speciali:

Alec Gillis

Tom Woodruff

 

Costumi:

Bob Ringwood

 

Montaggio:

Herve Schneid

 

Produzione:

Gordon Carroll

David Giler

Walter Hill

Bill Badalato

per la Brandywine

 

Personaggi e interpreti:

Sigourney Weaver (Ripley)

Winona Ryder (Call)

Ron Perlman (Johner)

Dominique Pinon (Vriess)

Michael Wincott (Elgyn)

Brad Dourif (Gediman)

Dan Hedaya (Perez)

 

Origine:

Usa-1997

 

Durata:

1h e 48' - colore

 

Casa di distribuzione:

20th Century Fox

 

Voto:

7

 

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ALIEN 4 - LA CLONAZIONE


Morta nel precedente episodio, Alien 3, Ripley torna a vivere grazie a un complesso esperimento di clonazione reso possibile attraverso una cellula di Dna presa dal feto che Ripley aveva in grembo, Dna molto particolare che abbina il patrimonio genetico umano con quello alieno. Il Clone 8, cioè la nuova Ripley, dovrà scoprire cosa si nasconde dietro i terribili esperimenti di ingegneria genetica condotti sull'astronave Auriga e quale strano carico ha portato a bordo il gruppo di pirati dello spazio capitanati da Elgyn.

Francamente sono sempre stato un fanatico di Alien (quale creatura misteriosa, crudele e diabolica migliore?) e dispiace non poter parlare con entusiasmo di questo quarto capitolo, anche se di quarto ha ben poco visto che il film cambia completamente volto. Ma forse è proprio questo cambiamento “forzato” che delude le aspettative di un grande fan come il sottoscritto, ormai felicemente abituato alle tipiche atmosfere e colpi di scena che i precedenti tre capolavori avevano regalato. Pensare che l’idea di portare in vita Ripley era molto interessante.

Ma cosa c’è effettivamente in Alien 4 – La Clonazione che non va? Primo fra tutti è questo ridicolo umorismo che si è voluto dare al film (nei precedenti capitoli la serietà regnava) con battute cretine da parte dei personaggi e scene assurde (l’alito come password per l’apertura delle porte nell’astronave, ad esempio, è un’idea troppo demenziale).

Non parliamo poi dello spaventoso cast: un conglomerato (a parte Sigourney ovviamente) di torvi uno più brutto dell’altro mai visto prima. Il regista Jean-Pierre Jeunet sembra essersi divertito a fare enormi primi piani sui volti dei personaggi ridicolizzandoli in maniera assurda.

Ma l’atmosfera, forse uno dei difetti maggiori del film, quella viene proprio a mancare e così, il “nostro” Alien non è più una creatura che si nasconde furbamente pronta a sbucare all’improvviso come ci aveva tanto abituato.

Deludenti sono anche gli effetti digitali; in diverse sequenze si notano quasi subito e lo spettatore si accorge, senza troppi problemi, di avere a che fare con qualcosa di finto.

In sostanza un brutto ritorno, ma per fortuna c’è Sigourney Weaver che, grazie alla sua grande interpretazione di “Ripley Nera”, riesce a tenere alto l’interesse della pellicola.

Ridateci il nostro vecchio e caro Alien!

 

a cura di Massimo Ferrara

 

LE NOTE DI GHOST

La retribuzione di Sigourney Weaver nel primo Alien era stata di appena trentamila dollari mentre per questo quarto capitolo l'attrice ha voluto ben 11 milioni di dollari e naturalmente i produttori hanno esaudito la sua richiesta...

 

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