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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Brain Damage

(La maledizione di Elmer)
 

Regia:

Frank Henenlotter

 

Soggetto e sceneggiatura:

Frank Henenlotter

 

Musiche:

Gus Russo

Clutch Reiser

 

Fotografia:

Bruce Torbet

 

Effetti speciali:

Gabe Bartalos

 

Produzione:

Edgar Ievins

 

Personaggi e interpreti:

Rick Herbst

Gordon Macdonald

Jennifer Lowry

Theo Barnes

Lucille Saint Peter

 

Origine:

Usa-1988

 

Durata:

1h e 30' - colore

 

Casa di distribuzione:

Capitol

 

Voto:

9

 

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BRAIN DAMAGE - LA MALEDIZIONE DI ELMER


Brian è un giovane come tanti altri, che vive con il fratello in un condominio di New York. Un giorno però scopre di avere un altro coinquilino, un mostricciatolo di nome Heylmer. Il mostro si nutre di cervelli, discende da una stirpe presente sulla Terra da prima dell’uomo e può donare sensazioni meravigliose. Altro che Lsd. La vita di Brian ovviamente cambia: di notte gira la città con Heylmer per procurargli cervelli umani, di cui il mostro è particolarmente goloso. Finirà per uccidere persino la fidanzata, ma le cose si metteranno male quando si ripresenterà l’antico proprietario di Heylmer.

Brain damage è stato interpretato come un inno alla droga, Henenlotter invece affermò che la sua intenzione era completamente opposta. In ogni caso, ci troviamo di fronte ad uno dei capolavori horror degli anni ottanta. Realista, allucinato, psichedelico, splatter, ironico, pornografico, underground. Henelotter, appassionato di Z-movie, strumenti chirurgici e documentari sul sesso, è uno che ha dato una svolta al genere (con Brian Yuzna e Clive Barker). Infatti non gira un nuovo film dal 1993 (anno di Basket Case 3), il che dimostra che qualcosa nel cinema non funziona. Alcune scene di Brain damage, tra cui la fellatio con risucchio del cervello attraverso la bocca, quella sulla metropolitana, il sogno psichedelico con l’acqua blu che invade la camera, o semplicemente la lunga carrellata su Brian che cammina per strada, resteranno nella storia. Henenlotter riesce persino a commuovere con la morte del piccolo, simpatico Heylmer.

Meraviglioso.

a cura di Roberto Frini

 


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