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LA CASA SFUGGITA Uno scrittore di nome Alex si reca, insieme alla fidanzata Rita, in una casa abbandonata e in disfacimento. In passato la dimora era un albergo chiamato Locanda al Crocevia e fu teatro di misteriosi fatti dove gli ospiti morirono in circostanze inspiegabili. L’uomo, munito di appunti e di una mappa della casa, con l’intenzione di scrivere un libro sull’abitazione e sui suoi misteri, costringe la compagna, nonostante le sue proteste, a passare la notte nella casa. Ma qualcosa lì dentro vive ancora. Le vicende di alcuni vecchi ospiti – uno scrittore, una violinista, un matematico – riprendono vita e tornano dal passato mischiandosi con quelli dei due giovani, in un vortice di orrore, sangue e violenza. Il giovane regista Ivan Zuccon torna alla regia, dopo i belli “L’Altrove” e “Maelstrom: Il figlio dell’Altrove” confezionando un film di ottimo livello. Basato sui racconti La casa sfuggita, La musica di Erik Zahn e La casa stregata di Lovecraft, la pellicola risulta curata nei minimi dettagli. La regia di Zuccon è professionale, attenta e mai banale, dando al film un discreto ritmo e carico di tensione. Ci sono dei momenti, grazie anche alla musica ossessiva e agli effetti sonori, che lasciano balzare dalla poltrona dal terrore. Un grosso merito del regista dal momento che oggi è difficile trovare pellicole che fanno veramente paura. Ottimi e sanguinosi gli effetti speciali di Massimo Storaci. Alcune scene sono veramente agghiaccianti e disturbanti, impossibile non menzionare quella in cui la violinista si strappa la carne a morsi. Le prove degli attori sono buone, senza sbavature e alquanto professionali. Anche se alla fine non tutto viene svelato e qualche punto risulta un po’ confuso il film è bello così com’è. Ivan Zuccon è a tutt’oggi uno dei pochi registi horror italiani che sa fare cinema e che osa di più. La mia speranza e la mia curiosità sarebbero di vederlo all’opera con grossi budget. Per il momento gustiamocelo così. Vorrei sottolineare nuovamente che provare paura di questi tempi è difficile vedendo un film dell’orrore. Ivan Zuccon c’è riuscito.
a cura di Ivo Gazzarrini (copyright by Ivo Gazzarrini)
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