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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Demoni
 

Regia:

Lamberto Bava

 

Soggetto:

Dardano Sacchetti

 

Sceneggiatura:

Dario Argento

Lamberto Bava

Franco Ferrini

Dardano Sacchetti

 

Fotografia:

Gianlorenzo Battaglia

 

Montaggio:

Piero Bozza

Franco Fraticelli

 

Musica:

Claudio Simonetti

Artisti vari

 

Scenografia:

Davide Bassan

 

Trucco:

Rosario Prestopino

Barbara Morosetti

Giacinto Bretti

Sami Habib Ahmed

 

Effetti speciali:

Sergio Stivaletti

Angelo Mattei

  

Aiuto regia:

Michele Soavi

 

Produzione:

Dario Argento

 

Distribuzione:

Titanus

 

Personaggi e interpreti:

Urbano Barberini (George)
Natasha Hovey (Cheryl)
Karl Zinny (Ken)
Fiore Argento (Hannah)
Paola Cozzo (Kathy)
Fabiola Toledo (Carmen)
Nicoletta Elmi (Ingrid)
Stelio Candelli (Frank)
Nicole Tessier (Ruth)
Geretta Giancarlo (Rosemarie)

 

Origine:

Italia-1985

 

Durata:

1h e 30' - colore

 

Voto:

8,5

 

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DEMONI


Un cieco chiede alla propria donna: <Tu, hai paura?> La paura è un sentimento molto particolare, c’è chi non riesce a provare paura se vede scorrere ettolitri di sangue e bave verdastre. Preferisce le atmosfere particolari, gli scricchiolii, l’assassino in agguato nel buio. Ricordo la prima di “Demoni” ad uno storico Fantafestival: molti spettatori se ne andavano disgustati, qualcuno faceva una sosta in bagno. Eppure il film di Bava fu uno dei maggiori incassi di quell’anno, e l’ultimo horror italiano di grande successo, tanto che se ne fece subito un seguito (“Demoni 2-l’incubo ritorna”, altrettanto buono). Considerato che, a parte il Fulci del periodo d’oro e alcuni casi isolati (tipo “Zombi holocaust” o “Virus” o “Antropophagus”), è anche uno dei film più violenti e gore prodotti dalle nostre parti, la cosa stupisce alquanto. Evidentemente da allora ad oggi qualche razza aliena ha fatto il lavaggio del cervello agli italiani. Una ragazza, Sharon, riceve da un tizio con una placca di metallo che gli copre parte del volto due biglietti per la prima di un film dell’orrore al cinema Metropol di Berlino. Ci va insieme all’amica Kathy. Le ragazze conoscono due coetanei, George e Ken. Prima che cominci la proiezione, una giovane donna di colore, Rosemary, indossa una maschera esposta nel teatro che poco prima un cieco aveva intimato alla compagna di non toccare. La maschera ferisce la donna. Il film nel film narra di come Nostradamus avesse previsto l’avvento dei demoni sulla Terra. Quattro giovani giungono in un cimitero e qui trovano una maschera. Uno dei giovani se la mette e si trasforma in un demone. <Faranno dei cimiteri le loro cattedrali, e delle città le vostre tombe.> Il giovane uccide i compagni. Intanto anche la ferita sul volto di Rosemary ricomincia a sanguinare. La donna si reca in bagno, e proprio come accade nel film, si trasforma in un orribile e feroce demone. La prima vittima è una sua amica. In poco tempo molti spettatori vengono aggrediti e infettati. George, Sharon e gli altri scoprono che le uscite sono murate e credono che interrompendo il film possano fermare quell’orrore. Si recano in cabina di proiezione, scoprendo che non v’è alcun operatore. I macchinari funzionano da soli. La pellicola viene distrutta, ma inutilmente. Il cieco, a cui un demone ha strappato gli occhi, grida che è quella sala ad essere maledetta. Per difendersi dai demoni costruiscono una barricata con le sedie. Ben presto, però, vengono tutti infettati, anche quattro ragazzi entrati nel cinema per sfuggire alla polizia. Restano soltanto George e Sharon. I due riescono ad abbandonare il cinema, ma sul tetto trovano il tizio con il volto deturpato che distribuiva i biglietti. Egli è uno dei protagonisti del film, il primo ad avere indossato la maschera maledetta. George e Sharon lo uccidono. Ma scoprono che la città è infestata dai demoni. Fuggono, e vengono soccorsi da alcuni superstiti. Sharon però è stata morsicata e si trasforma in un demone.

“Demoni” non è qualitativamente all’altezza della precedente produzione horror di Dario Argento, lo storico “Zombi” di Romero, a cui tra l’altro si ricollega nel finale, con la città ormai preda dei mostri e l’elicottero che sfonda il tetto, ma resta un ottimo film. D’altra parte Lamberto Bava, regista molto dotato tecnicamente, non è Romero. E però qui è particolarmente ispirato. Riesce soprattutto a dare un ritmo vorticoso alla narrazione, cosa non facile, considerato che la prima mezz’ora scorre su un doppio binario. L’idea del film nel film è particolarmente azzeccata, anche perché permette di raddoppiare gli orrori. L’uso della musica hard-rock e heavy-metal (straordinario il brano finale dei Saxon), già sperimentato da Argento in “Phenomena”, completa l’opera, aggiungendo alla violenza parossistica un martellamento sonoro quasi costante. Da vedere e rivedere alcune scene, in special modo quelle legate agli splendidi effetti speciali di Sergio Stivaletti. Ma una almeno è memorabile: la fuga di due ragazzi attraverso il condotto dell’aria condizionata, che ha un finale degno dei fumetti di Creepy. Ottime le musiche di Simonetti. Inoltre va rilevata, tra gli sceneggiatori, la presenza di Dardano Sacchetti (già collaboratore di Fulci): la sua mano s’avverte. Gli attori (tra i quali spicca Michele Soavi, qui anche aiuto-regista) non brillano, ma è un particolare poco rilevante. Il Barberini rambesco fa sorridere (e infatti tutta la lunga sequenza sulla moto è la parte più debole del film) e la bionda del finale, ancorché molto carina, in pochi secondi d’apparizione sfiora il ridicolo. Va menzionata invece, in un ruolo secondario, la presenza di un’attrice che farà carriera, Eliana Miglio (all’epoca Eliana Hoppe). Comunque, “Demoni” è giustamente una di quelle pellicole che mandano in fibrillazione gli amanti del gore: se non l’hanno mai trasmesso in televisione un motivo ci sarà.

 

a cura di Roberto Frini

copyright by Roberto Frini

 

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