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DEMONI Un
cieco chiede alla propria donna: <Tu, hai paura?> La paura è un
sentimento molto particolare, c’è chi non riesce a provare paura se vede
scorrere ettolitri di sangue e bave verdastre. Preferisce le atmosfere
particolari, gli scricchiolii, l’assassino in agguato nel buio. Ricordo la
prima di “Demoni” ad uno storico Fantafestival: molti spettatori se ne
andavano disgustati, qualcuno faceva una sosta in bagno. Eppure il film di Bava
fu uno dei maggiori incassi di quell’anno, e l’ultimo horror italiano di
grande successo, tanto che se ne fece subito un seguito (“Demoni 2-l’incubo
ritorna”, altrettanto buono). Considerato che, a parte il Fulci del periodo
d’oro e alcuni casi isolati (tipo “Zombi holocaust” o “Virus” o “Antropophagus”),
è anche uno dei film più violenti e gore prodotti dalle nostre parti, la cosa
stupisce alquanto. Evidentemente da allora ad oggi qualche razza aliena ha fatto
il lavaggio del cervello agli italiani. Una ragazza, Sharon, riceve da un tizio
con una placca di metallo che gli copre parte del volto due biglietti per la
prima di un film dell’orrore al cinema Metropol di Berlino. Ci va insieme
all’amica Kathy. Le ragazze conoscono due coetanei, George e Ken. Prima che
cominci la proiezione, una giovane donna di colore, Rosemary, indossa una
maschera esposta nel teatro che poco prima un cieco aveva intimato alla compagna
di non toccare. La maschera ferisce la donna. Il film nel film narra di come
Nostradamus avesse previsto l’avvento dei demoni sulla Terra. Quattro giovani
giungono in un cimitero e qui trovano una maschera. Uno dei giovani se la mette
e si trasforma in un demone. <Faranno dei cimiteri le loro cattedrali, e
delle città le vostre tombe.> Il giovane uccide i compagni. Intanto anche la
ferita sul volto di Rosemary ricomincia a sanguinare. La donna si reca in bagno,
e proprio come accade nel film, si trasforma in un orribile e feroce demone. La
prima vittima è una sua amica. In poco tempo molti spettatori vengono aggrediti
e infettati. George, Sharon e gli altri scoprono che le uscite sono murate e
credono che interrompendo il film possano fermare quell’orrore. Si recano in
cabina di proiezione, scoprendo che non v’è alcun operatore. I macchinari
funzionano da soli. La pellicola viene distrutta, ma inutilmente. Il cieco, a
cui un demone ha strappato gli occhi, grida che è quella sala ad essere
maledetta. Per difendersi dai demoni costruiscono una barricata con le sedie.
Ben presto, però, vengono tutti infettati, anche quattro ragazzi entrati nel
cinema per sfuggire alla polizia. Restano soltanto George e Sharon. I due
riescono ad abbandonare il cinema, ma sul tetto trovano il tizio con il volto
deturpato che distribuiva i biglietti. Egli è uno dei protagonisti del film, il
primo ad avere indossato la maschera maledetta. George e Sharon lo uccidono. Ma
scoprono che la città è infestata dai demoni. Fuggono, e vengono soccorsi da
alcuni superstiti. Sharon però è stata morsicata e si trasforma in un demone. “Demoni”
non è qualitativamente all’altezza della precedente produzione horror di
Dario Argento, lo storico “Zombi” di Romero, a cui tra l’altro si
ricollega nel finale, con la città ormai preda dei mostri e l’elicottero che
sfonda il tetto, ma resta un ottimo film. D’altra parte Lamberto Bava, regista
molto dotato tecnicamente, non è Romero. E però qui è particolarmente
ispirato. Riesce soprattutto a dare un ritmo vorticoso alla narrazione, cosa non
facile, considerato che la prima mezz’ora scorre su un doppio binario.
L’idea del film nel film è particolarmente azzeccata, anche perché permette
di raddoppiare gli orrori. L’uso della musica hard-rock e heavy-metal
(straordinario il brano finale dei Saxon), già sperimentato da Argento in “Phenomena”,
completa l’opera, aggiungendo alla violenza parossistica un martellamento
sonoro quasi costante. Da vedere e rivedere alcune scene, in special modo quelle
legate agli splendidi effetti speciali di Sergio Stivaletti. Ma una almeno è
memorabile: la fuga di due ragazzi attraverso il condotto dell’aria
condizionata, che ha un finale degno dei fumetti di Creepy. Ottime le musiche di
Simonetti. Inoltre va rilevata, tra gli sceneggiatori, la presenza di Dardano
Sacchetti (già collaboratore di Fulci): la sua mano s’avverte. Gli attori
(tra i quali spicca Michele Soavi, qui anche aiuto-regista) non brillano, ma è
un particolare poco rilevante. Il Barberini rambesco fa sorridere (e infatti
tutta la lunga sequenza sulla moto è la parte più debole del film) e la bionda
del finale, ancorché molto carina, in pochi secondi d’apparizione sfiora il
ridicolo. Va menzionata invece, in un ruolo secondario, la presenza di
un’attrice che farà carriera, Eliana Miglio (all’epoca Eliana Hoppe).
Comunque, “Demoni” è giustamente una di quelle pellicole che mandano in
fibrillazione gli amanti del gore: se non l’hanno mai trasmesso in televisione
un motivo ci sarà.
a cura di Roberto Frini copyright by Roberto Frini
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