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HORROR IN BOWERY STREET La trama: il titolare di un negozio scova in cantina alcune bottiglie di “Viper”, un liquore che giaceva in una cassa dagli anni venti e lo mette in vendita a un dollaro ai vari vagabondi che capitano quasi giornalmente nella sua bottega. Sarà il barbone Freddy il primo ad acquistare il Viper. Questo alcolico provoca la morte per scioglimento di chi lo ingerisce e saranno molti a fare quella fine. Il film è ricco di personaggi bizzarri e curiosi: c’è il violentissimo Bronson, capo della comunità dei vagabondi che vivono nel cimitero delle macchine; l’obeso padrone del suddetto cimitero e la sua dipendente, che tenta ogni volta di farsela; il commissario di polizia e anche un mafioso. Il commento: il melting movie per eccellenza. Inizialmente nato come cortometraggio in 16 mm, diretto da un giovane Jim Muro (allora studente di cinema), e solo successivamente sono stati aggiunti altri personaggi e situazioni. Gli scioglimenti mettono in mostra colori e forme astratte e danno un tocco surreale alla pellicola. Il primo barbone, che frega la bottiglia a Freddy si scioglie dentro a un cesso, un altro sulle scale di un palazzo, gocciolando muco giallo in testa a un passante, un altro ancora esplode letteralmente inondando la strada di pezzi di ciccia… Il film è ricco di scene violente e molto realistiche (flashback del barbone Bronson sulla guerra in Vietnam, risse, violenze carnali). Sono presenti, inoltre, momenti molto comici e ironici. La versione italiana è tagliata, anche se di qualche secondo, quindi possiamo goderci lo stesso delle molte scene splatter e gore presenti nel film. Da vedere assolutamente.
a cura di Ivo Gazzarrini |
C I N E M A |
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