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VISIONA...

 

SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Lara Croft: Tomb Raider
 

Regia:

Simon West
 

Soggetto:

Sara B. Cooper 
Mike Werb
Michael Colleary
Simon West

 

Sceneggiatura:

Patrick Massett
John Zinman

 

Scenografie:

Kirk M. Petruccelli

 

Architetto scenografo:

David Allday
John Fenner
David Lee
Jim Morahan
Leslie Tomkins
Su Whitaker

 

Arredatore

Sonja Klaus

 

Costumi:

Lindy Hemming

 

Trucco:

Paul Engelen
Hilary Haines
Colin Jamison
Janet Jamison
Melissa Lackersteen
Janeen Schreyer

 

Fotografia:

Peter Menzies Jr.

 

Montaggio:

Stuart Baird
Dallas Puett
Glen Scantlebury

 

Musiche:

Bono
Adam Clayton
Bootsy Collins
Larry Mullen Jr.
Nine Inch Nails
Graeme Revell
Trent Reznor
The Edge

 

Musiche addizionali:

Johann Sebastian Bach

 

Aiuto regia:

Emily Bullock
Ben Burt
Patrick Clayton
Simon Crane
Gerry Gavigan
Sallie Anne Hard
Emma Horton
Terry Madden
Paul Taylor
Sarah Walker

 

Suono:

Philip Alton
Tony Bell
Steve Boeddeker
Colin Charles
Mark Curry
Wendy Czajkowsky
Daniel Di Prima
Thom 'Coach' Ehle
Ronald Eng
Frank E. Eulner
Frank Fleming
David Grimaldi
Nina Hartstone
Peter Holt
Robert Ireland
Doug Jackson
Michael Jonascu
Andy Koyama
Steve Maslow
Charles Maynes
Bill Meadows
Chuck Michael
Jon Michaels
Nigel Mills
Chris Munro
Paul Munro
Alan Robert Murray
Ashley Revell
Nigel Stone
Addison Teague
sound effects editor
Kerry Dean Williams
Mike Wood

 

Effetti speciali:

Ian Biggs
Richard Brown
Paul Clancy
Chris Corbould
Steve Crawley
Dave Eltham
David Eves
Nick Finlayson
Darrell Guyon
John Holmes
Stephen Hutchinson
Dave Keen
James Lee
Steve Lewis
Ian Lowe
Jim Machin
Tom Murtagh
Stephen Onions
Jeremy Pelzer
Andy Smith
Richard Todd
John Van Der Pool
Brian Warner
Sam Woodward

 

Effetti Visivi:

Andrea Adams
Rob Allman
Paul Amer
Iain Anderson 
Marilyn Anderson 
Laya Armian
Jonathan Attenborough
Murray Barber 
Steve Barnes
Gavin Baxter
Steven Begg
Sara Bennett
Hitesh Bharadia
Philip Borg
Will Broadbent
Nicola Brodie
Jon R. Brown
Mara Bryan
Angus Cameron
Kevin Campbell
Tim Caplan
Grant Connor
Michelle Corney
Colin Coull
Gary Coulter
Victoria Coxon
Rowe Craig
Stuart Cripps
Sean Danischevsky
Evan Davies
Gavin Digby
Wayde Duncan-Smith
Louis Dunlevy
Frederic Dusand
Mark Eggenweiler
Simon Eves
Jonathan Fawkner
Ian Fellows
Ian Frost
Caroline Garrett
Bargellesi Giacomo
Paul Goodfellow
Sheila Gorman
Davina Gottschalk
Katherine Granger
Ruth Greenberg
Andy Hague
Joey Harris 
Neil Harrison 
Ben Hayden
Kieron Helsdon
Robert Hemmings 
Martin Hobbs
Mark Hodgkins
Mark Hopkins
Lorea Hoye
Robin Huffer
Neil Hughes
Paula Hughes
Laurent Hugueniot
Antony Hunt
Adam Inglis
Drew Jones
Pete Jopling
Laurent Kermel
Amar Koeri
James Lamb
Sharon Lark
Ray Lau
Jennifer Law-Stump
Matt Leonard
John Leonti
Penny Leyton
Katherine Little
Richard Little
Nick Lloyd
Nicolas James Lloyd
Sarah Lockwood
David Man
Steve McGee
Joel Meire
Mark Michaels
Ivor Middleton
Rick Mietkowski
Alice Mitchell
Karl Mooney
Ben Morris
Steve Murgatroyd
Mark Nelmes
Helen Newby
Paul Oakley
Dylan Owen
Dominic Parker
Alex Payman
Simon Payne
Craig Penn
Joseph Pepper
Antoinette Perez
Lynn Perez
David Phillips
Mark Pinheiro
Mill Film 
Ian Plumb
Andrew Quinn
Leigh Raby
Rudy Raijmakers
Sandra Roach
Richard Roberts
Tom Rolfe
Sally Ross
Alex Rothwell
Gregory Salter
Olivier Sarda
Chris Shaw
Dan Sheerin
Jennifer Simonds
Debra Smith
Sophie Sorensen
Steve Street
Maria Stroka-Robinson
Dusan Strugar
Rangi Sutton
Michael Talarico 
Olcun Tan
Richard S.G. Thompson
Gavin Toomey
Ben Turner
Marc Twinam-Cauchi
Kitty Veevers
Lars Vinther
Victor Wade
Niki Wakefield
Rachel Ward
Matt Welford
Ben White
Royston Willcocks
Angie Wills
Arthur Windus

 

Direttore di produzione:

Chris Kenny

 

Produzione:

Stuart Baird
Alyssa Cartegena
Lawrence Gordon
Chris Kenny
Bobby Klein
Lloyd Levin
Michael Levy
Jib Polheimus
Ilya Salkind
Jeremy H. Smith
Colin Wilson

 

Interpreti:

Angelina Jolie
Jon Voight
Iain Glen
Noah Taylor
Daniel Craig
Richard Johnson
Chris Barrie
Julian Rhind-Tutt
Leslie Phillips
Rachel Appleton
Henry Wyndham

 

Origine:

Usa-2001

 

Durata:

1h e 40' - colore

 

Voto:

7

 

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LARA CROFT: TOMB RAIDER


La pubblicità d’un cellulare abbinata alla promozione di un film è (forse) l’ultima, allucinante trovata di una cinematografia che è sempre più un’industria. D’altra parte, non possiamo pretendere che un film tratto da un gioco virtuale abbia una dimensione umana (sarebbe, probabilmente, una contraddizione in termini). Premesso che del videogame chi scrive ne sa ben poco (giusto che spopolò, o almeno così dicono, qualche tempo fa) e che comunque “Tomb raider” esce forse con un po’ di ritardo rispetto al successo del gioco, è giusto giudicare l’opera di Simon West (“Con Air”, “La figlia del generale”) senza prevenzioni e senza moralismi, che tanto sappiamo d’esser tutti, in un modo o nell’altro, adepti del dio tecnica. Allora, Lara Croft è un’esperta di tombe antiche, figlia di un lord morto in circostanze misteriose. Vive con un maggiordomo che vorrebbe farne una Lady degna del suo rango e con un esperto di computer e cibernetica. Un giorno Lara scopre nascosto nella villa un vecchio orologio e all’interno un altro orologio decisamente più prezioso. Esso è una chiave (l’occhio onniveggente) che può aprire lo scrigno entro cui sono contenuti i due lati del triangolo. Lati che, uniti durante l’allineamento dei nove pianeti, aprono le porte del tempo e conferiscono a chi attua l’operazione un potere immenso, pari a quello di Dio. Ovvio che ci sia chi vuole la chiave, per poi trovarsi nel posto giusto quando vi sarà l’eclisse. Lara entra dunque in azione per combattere contro la setta degli Illuminati. L’amore per il padre morto (anch’egli un Illuminato) la metterà però dinanzi a un terribile dilemma. E qui ci interrompiamo per non svelare l’arcano. Diciamo subito che “Tomb raider” è migliore di quel che pensavamo. Ha un buon ritmo, e non è affatto una cosa scontata. Non viene dato spazio ad inutili vicende sentimentali (a meno di non considerare tali le lacrime che Lara versa per il padre morto), per esempio, sempre in agguato quando c’è di mezzo Hollywood. West fa dell’eroina virtuale una fanciulla che non si perde in eccessive melensaggini, una dura dallo sguardo magnetico. Atmosfera e ambientazioni esotiche (c’è anche Venezia) fanno pensare alle avventure di James Bond, ma il richiamo ai vari “Batman” è comunque evidente. La fotografia e l’illuminazione evitano però la facile strada del dark, ormai trita e ritrita. Non mancano i mostri, come in ogni fantasy che si rispetti, le scene di combattimento sono poche ma ben girate, e il regista non eccede nemmeno con gli effetti computerizzati, il che gli avrà supponiamo attirato le ire dei produttori. Si ha infatti la sensazione che “Tomb raider” abbia avuto una gestazione piuttosto lunga in sede di montaggio, e che sia stato sforbiciato parecchio. Ciononostante l’impianto regge, Angelina Jolie non sarà (decisamente) candidata all’Oscar come miglior attrice ma ha il phisique du role, la si guarda volentieri e lascia il segno (specie quando strizza i suoi begli occhi ed emette un curioso verso a metà tra un miagolio e un ruggito), anche se la presunta carica sexy dell’originale è piuttosto mortificata. Tanto per dire, il famoso costume (calzonicini e canotta) lo indossa solo nella scena iniziale. Poco per i tecno-voyeur. Simpatici i due aiutanti, memorabile la scena in Cambogia quando Lara, dopo un tuffo nella cascata, vorrebbe telefonare a casa e se ne esce con un: <Il mio cellulare s’è bagnato.> Sbagliamo, o Simon West, regista dal talento militaresco, ha remato contro? L’unica scena in cui l’eroina poteva usare il famoso telefonino (non diciamo la marca) sprecata così. Ecco la botta all’industria che non t’aspetti e che riconcilia con il cinema, quello vero.

 

a cura di Roberto Frini

copyright by Roberto Frini

 

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