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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Mangiati vivi!
 

Regia:

Umberto Lenzi

 

Soggetto e sceneggiatura:

Umberto Lenzi

 

Scenografie e costumi:

Massimo Antonello Geleng

 

Montaggio:

Eugenio Alabiso

 

Fotografia:

Federico Zanni

 

Effetti speciali:

Paolo Ricci

 

Musiche:

Budy Maglione

Carlo Cordio

 

Produzione:

Luciano Martino

Mino Loy

 

Personaggi e interpreti:

Robert Kerman

Janet Agren

Ivan Rassimov

Paola Senatore

 

Origine:

Italia-1980

 

Durata:

1h e 30' - colore

 

Casa di distribuzione:

Medusa

 

Voto:

6,5

 

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MANGIATI VIVI!


Mangiati vivi! è uno dei tanti film italiani che hanno subito, nel corso del tempo, deplorevoli tagli e che solo ultimamente sono stati distribuiti in versione uncut. Tuttavia lo si può apprezzare anche senza la scena clou dello smembramento di Paola Senatore. Il film comincia con una serie di omicidi consumati nelle strade di New York: tre uomini vengono uccisi da una freccetta avvelenata scagliata da un indio. Lo splendido tema musicale iniziale, opera del maestro Carlo Cordio ( tra l’altro ripreso da Lenzi nel film Incontro nell’ultimo paradiso ) introduce poi Janet Agren mentre scorrono i titoli di testa. Janet interpreta Sheila Morris, una giovane donna che sta cercando la sorella Diana, misteriosamente scomparsa. La polizia ritiene che Diana, plagiata da un santone, Jonas, sia finita nella giungla infestata dai cannibali. Sheila decide di andarla a cercare, e assolda l’avventuriero Mark perché l’aiuti. Per i due non sarà facile uscire vivi dalla giungla, mentre Diana verrà uccisa dai feroci cannibali. Lenzi ha uno stile inconfondibile, e riesce come pochi altri a miscelare l’avventura pura (anticipando persino Indiana Jones)  e il sadismo, il gore più estremo e l’erotismo morboso, la polemica ecologista e la follia umana. Mangiati vivi! rappresenta la quintessenza del b-movie, arrivando persino a riproporre materiale di repertorio ( la scena  <documentaristica> del pitone che divora la scimmietta, già utilizzata da Sergio Martino nel suo La montagna del dio cannibale) e situazioni ampiamente sfruttate. Eppure funziona e attrae, anche per la presenza ipnotica e straniante di Janet Agren, il cui fascino s’accresce proprio quando sembra capitata sul set per puro caso. Da notare che un personaggio simile (la bella signora alla ricerca della sorella scomparsa) lo riproporrà nel film  Quella villa in fondo al parco. Il suo corpo nudo dipinto d’oro non lo si potrà scordare tanto facilmente.

Magnetico.

a cura di Roberto Frini

 


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