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MEDLEY - BRANDELLI DI SCUOLA La paura dello studente prima del compito in classe. Zarantonello (in inglese si traduce Henenlotter?) dirige il suo lungometraggio come un dannato equilibrista, suscitando inevitabilmente l’ammirazione dello spettatore. Girare uno splatter con pochi soldi, in Italia, parrebbe impresa ardua, se non impossibile. D’accordo, MEDLEY non è propriamente un film de paura, però funziona a meraviglia dall’inizio (bellissimi i titoli di testa) alla fine; riuscendo (miracolo) a combinare l’horror estremo con lo humour più folle e corrosivo e dando una lezione a chi piange sulle sorti del cinema nazionale. Ma anche ai registi colti che si fanno finanziare dal ministero per realizzare film (quelli sì) da vomito. Riesce bene il connubio tra le immagini e gli splendori rock della colonna sonora di Andrea Guerra, anche in virtù di un montaggio molto curato. Almeno due scene sono da antologia: il massacro del professore nei corridoi della scuola con conseguente decapitazione e la visita (non di cortesia) di una ragazza alla compagna di banco che s’è data malata per evitare l’interrogazione. Così come è da ricordare il finale sconclusionato e beffardo. Insomma, nothing storie di fidanzatini idioti alla Muccino: riuscirà il buon Zarantonello (che fa anche l’attore) a trovare qualcuno (purché non sia la tv) che gli dia i soldi per un altro film? A proposito: quest’estate, in varie rassegne estive, verrà presentato un suo cortometraggio, “Alice dalle 4 alle 5”. Chi può, non lo perda. Giudizio: assolutamente consigliato.
a cura di Roberto Frini
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C I N E M A |
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