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LA MUMMIA - IL RITORNO Non è la prima volta che, vedendo un film tanto celebrato per gli effetti speciali, resto indifferente proprio dinanzi agli strabilianti trucchi computerizzati, ormai tutti uguali. “La mummia- il ritorno” avrebbe avuto ben altre frecce al suo arco e invece ha sprecato tutto (o quasi), affondando nella banalità e nel già visto. I primi trenta, quaranta minuti sono notevoli, il ritmo incessante e l’atmosfera giusta. La sequenza della fuga dal museo a bordo dell’autobus, con le mummie alle costole che corrono velocissime sulle facciate dei palazzi, lascia davvero ben sperare. Ma è un fuoco di paglia. Stephen Sommers (suo il notevole “Deep rising”) preferisce compiacere il pubblico meno esigente, fotocopiando il primo episodio, accumulando situazioni comiche, parentesi melodrammatiche, personaggi inconsistenti, strizzate d’occhio di una cinefilia stantia (insopportabili i continui riferimenti a Spielberg, che d’altronde è il re della Universal), combattimenti e scene kolossal alla De Mille (tanto per far capire quanti soldi sono stati spesi). Il successo gli ha dato alla testa. Così anche la bella trovata della barca volante, da film d’avventura vecchio stile, viene malamente sprecata. Alla fine a trionfare è un senso d’inutilità, anche se il film raramente annoia. E la delusione per la scarsità delle scene horror è cocente. Scarsi gli attori, che in un film così finiscono per contare come il due di picche, ma ad abbassare il livello di simpatia dell’intero cast ci si mette anche il solito marmocchio rompipalle, saputello e inespressivo. Peccato. Giudizio: sprecato.
a cura di Roberto Frini
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