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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

La nona porta

(The Ninth Gate)

 
Regia:

Roman Polanski
 

Soggetto e sceneggiatura:

Enrique Urbizu

John Brownjohn

Roman Polanski

 

Fotografia:

Darius Khondji

 

Scenografia:

Dean Tavoularis

 

Montaggio:

Hervé de Luze

 

Musica:

Wojciech Kilar

 

Produzione:

Roman Polanski

Orly Films

TF1
 

Interpreti:

Johnny Depp (Dean Corso)

Frank Langella (Boris Balkan)

Lena Olin (Liana Telfer)

Emmanuelle Seigner (la ragazza)

Barbara Jefford (baronessa Kessler)

 

Origine:

Francia/Spagna-1999

 

Durata:

2 h e 12' - colore

 

Casa di distribuzione:

Cecchi Gori

 

Voto:

6,5

 

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LA NONA PORTA


Dean Corso è una sorta di detective che tratta libri rari e antichi. Un ricco collezionista lo incarica di provare l'autenticità della sua copia de "La nona porta", un libro di invocazioni demoniache del XV secolo che ha condotto l'autore al rogo. Corso indaga ma il mistero si infittisce e i morti ammazzati aumentano.

Occorrono due ore e un quarto a Polanski per arrivare al termine di questa sua ultima fatica quando finalmente riesce a spogliare la moglie, bruciare il set e a pagare l'affitto. E quello dell'affitto (o del mutuo) sembra essere la motivazione più importante tra le tante che gli uffici stampa hanno cucito addosso a questa pellicola.

Polanski stesso afferma: "Mi annoiano l'esoterismo e la magia nera. Spero che gli spettatori se ne accorgano". Ed in effetti sì, se ne sono accorti gli spettatori, beffati da questo film salutato da molta critica connivente come un capolavoro, o almeno un lavoro valido, e ritrovatisi di fronte al peggiore tra i tanti lavori del regista di Rosemary's baby, Frantic e La fanciulla e la Morte.

Fotografato in maniera indecente e montato di notte mentre Polanski plausibilmente fa fatica a concentrarsi, La nona porta non riesce neanche per un istante ad accendere un po' di interesse nello spettatore. Noioso e narcolettico fino all'eccesso il film ha il discutibile compito di "smitizzare" il mondo dell'esoterismo, operazione in sé piuttosto inutile e altrettanto inutilmente tentata da Kubrik in Eyes Wide Shut, altro ingombrante film polpettone della stagione.

Oltre agli ampi dubbi nutriti sulle facoltà autocritiche di Polanski molti ne permangono anche sul parco attori. Johnny Depp infatti sembra sempre sul punto di abbandonare le riprese o comunque di svenire sul set ed Emmanuele Seigner ha la stessa espressione da vamp demente per due ore e un quarto, manco fosse colpita da paresi. Un ultimo appunto. Se Polanski si annoia tanto con l'esoterismo e compagnia bella (e si vede), perché mai sente l'esigenza di dedicargli un film?

 

a cura di Dario Morgante

(recensione estratta da Pianeta Cinema,

di Dario Morgante. Per iscriversi contattare

Dario all'e-mail: d.morgante@flashnet.it

Pianeta-Press: http://www.pianeta.it/pianetapress)

 

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