PROFONDO ROSSO
Profondo
Rosso da molti è
considerato come il miglior film di Dario Argento. Il suo titolo di lavorazione
era La tigre dai denti a sciabola, secondo la tradizione del regista dei
nomi zoonomici (vedi L’uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a
nove code e Quattro mosche di velluto grigio).
Argento
ricorre agli ultimi ritrovati della tecnica per gli effetti speciali affidandosi
a Carlo Rambaldi (il creatore di E.T.). Ottima l’ambientazione: arredi
tenebrosi, cigolii, maniglie che misteriosamente si aprono ed imposte che
sbattono; tutto quanto per condurre gli spettatori in un contorto ed
affascinante sentiero che si intreccia con la parapsicologia e l’orrore.
La
trama.
Mark
Daly, un giovane pianista, assiste impotente all’omicidio di una medium ma non
riesce a vedere in volto l’assassino. Mentre la polizia si gingilla, decide di
indagare per conto suo aiutato da una briosa giornalista, Gianna.
Ben
presto la situazione si fa pericolosa, infatti, tutte le persone che potrebbero
aiutare il protagonista vengono terribilmente uccise. Ma tanti sono i nodi da
sciogliere come una nenia infantile che precede l’arrivo dell’assassino,
numerose bambole impiccate, uno strano disegno in un’ancor più enigmatica
casa… E inoltre: chi sarà mai l’assassino? Forse il suscettibile professor
Bardi? La sadica bambina Olga? Il perverso Carlo? L’allegra Gianna dagli occhi
profondi e ingenui che dietro un velo di apparente dolcezza potrebbero
nascondere una verità mostruosa? Se farete attenzione alle scene iniziali lo
scoprirete!
Una
dichiarazione di Bernardino Zapponi.
“Ho
un bellissimo ricordo di Profondo Rosso, ha fatto un sacco di soldi.
Essendo lo sceneggiatore, diciamo il narratore, cercavo di dare un senso logico
a tutto l’insieme. Soprattutto mi divertiva inventare questo tipo di cose,
metterci cose riconoscibili perché la gente ha paura di ciò che riconosce, la
gente sa che cos’è l’acqua bollente nel bagno - se mette il dito si scotta
- ed allora si prende una donna e le si mette la testa nell’acqua bollente,
tutti sobbalzano dal raccapriccio, mentre se si ricorre ad una cosa che non si
sa cos’è, mettiamo un acido sconosciuto, allora non è credibile, si
distrugge tutta l’efficacia della scena. La gente conosce la lama del
coltello, il vetro che taglia, il dolore di tutti i giorni. Bisogna rifarsi a
questo tipo di mezzi e questo nel film c’era.”
Il
sondaggio.
Ho
chiesto ad alcune persone che hanno visto il film, di tutte le età, qual è la
scena più impressionante e indimenticabile. Ecco le risposte:
40%
L’entrata di un pupazzo a molla che precede l’uccisione di Giordani.
20%
Il finale con l’atroce morte del colpevole.
10%
Le immagini che mostrano la preparazione del killer, prima di agire.
5%
L’uccisione della medium, con Mark che assiste impotente alla sua caduta dalla
finestra.
5%
Il ritrovamento del cadavere nella stanza murata della villa.
a
cura della redazione
| LE NOTE DI
GHOST
La
distribuzione europea per Profondo Rosso è stata a dir poco
disastrosa. In Inghilterra i suoi 123 minuti originali sono stati ridotti
a 102 mentre in Francia sono stati tagliati ben 45 minuti. |
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