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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Il pianeta delle scimmie

(Planet of the apes)
 

Regia:

Tim Burton

 

Soggetto:

Tratto da un romanzo

di Pierre Boulle

 

Sceneggiatura:

William Broyles Jr.

Lawrence Konner

Mark Rosenthal

 

Fotografia:

Philippe Rousselot

Paul Hughen

 

Scenografia:

Rosemary Brandenburg

Peter Joung

Rick Heinrichs

 

Musica:

Danny Elfman

 

Montaggio:

Chris Lebenzon

 

Effetti speciali:

ILM

 

Make-up:

Rick Baker

 

Costumi:

Colleen Atwood

Carlos Rosario

 

Personaggi e interpreti:

Marc Wahlberg (Leo Davidson)

Tim Roth (Thade)

Helena Bonham Carter (Ari)

Michael Clarke Duncan (Attar)

Kris Kristofferson (Karubi)

Estella Warren (Daena)

Lisa Marie (Nova)

 

Produzione:

Richard D. Zanuck

 

Origine:

Usa-2001

 

Durata:

2h - colore

 

Casa di distribuzione:

20th Century Fox

 

Voto:

8,5

 

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IL PIANETA DELLE SCIMMIE


Nel 2029, durante una missione spaziale di recupero, l’astronauta Davidson s’inoltra in una tempesta elettromagnetica che lo scaglia attraverso il tempo e lo spazio… Atterrato rovinosamente su un pianeta completamente dominato dalle scimmie nel quale gli uomini sono considerati poco più che animali, Davidson dovrà affrontare mille difficoltà per cercare di ritornare all’astronave base. Aiutato da una scimpanzé, Ari, e da un gruppo eterogeneo di umani e scimmie, il pilota  intraprende una disperata corsa contro il tempo e contro il feroce generale Thade, un percorso che lo condurrà infine ad una sorprendente rivelazione.

  

Giudizio critico: E’ improbabile ed improponibile un parallelo con la precedente opera del 1968, vuoi per sostanziali differenze di plot vuoi per il diverso approccio presentato dai due registi. Bisogna altresì cercare di evitare inutili nostalgie nei confronti del primo film, datato e non privo di difetti, che ha visto la sua fama crescere negli anni in virtù di un certo feticismo dei fans più incalliti piuttosto che su reali meriti. Burton propone una lettura più leggera e divertita e, non rinunciando al suo classico sarcasmo, sforna un prodotto godibilissimo dal punto di vista spettacolare anche se incoerente a livello di sceneggiatura. Se l’attenzione del pubblico è inizialmente concentrata sugli incredibili make up del talentuoso Rick Baker, non bisogna assolutamente dimenticare le scenografie ed i costumi che, ancora più dei trucchi, giocano qui un ruolo di primo piano. Veri e propri quadri, con precise scelte estetiche a cominciare dai toni colore, sono i reali protagonisti del film. Se la versione originale presentava personaggi dalle psicologie più dettagliate e plausibili, quella Burtoniana fa agire le scimmie come realmente dovrebbero, coniugando mimica facciale, movimenti del corpo spesso acrobatici e suoni gutturali oltre al dono della parola. Purtroppo, come quasi sempre accade per le produzioni di questo regista, ci troviamo di fronte ad un soggetto e sceneggiatura che fanno acqua da tutte le parti (non possiamo approfondire in questa sede, a rischio di svelare troppi elementi della storia…) e la scelta di Mark Wahlberg come protagonista si rivela disastrosa, in quanto il giovane attore appare privo delle capacità e del carisma necessario per un simile ruolo. Molto più indovinati sia la Carter che Roth, vero perno della vicenda nella parte del perfido e iracondo generale Thade. Abbiamo a che fare con l’ennesimo caso di una stupenda cornice che contiene un quadro assai mediocre nei contenuti, ma Burton intende proporre proprio una visione del genere, e se tralasciamo i buchi di trama, rimaniamo esterrefatti per la tecnica e il talento visionario di questo moderno maestro delle fiabe. Inoltre  non bisogna dimenticare, ripeto, che anche Il pianeta delle scimmie 1968 non era certo esente da sbavature, seppur illuminato da un titanico Charlton Heston e dalla mano sapiente, in fase di scrittura, di Rod Serling, il creatore di The Twilight Zone.

  

Curiosità, errori e citazioni:

Interminabili sedute di trucco per gli attori, alle volte lunghe fino a 8 ore dopo le quali occorreva lavorare ancora sulle scene. Cameo per alcuni interpreti del film originale. Memorabile frase di Davidson ad inizio film: “Mai mandare una scimmia a fare il lavoro di un uomo!”

 

a cura di Elvezio Sciallis

 

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