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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Rollerball
 

Regia:

John McTiernan
 

Sceneggiatura:

Larry Ferguson

John Pogue

 

Soggetto:

Tratto da Roller Ball Murders di

William Harrison

 

Fotografia:

Steve Mason

 

Montaggio:

John Wright

 

Musiche:

Eric Serra

 

Scenografie:

Dennis Bradford

Norman Garwood

 

Costumi:

Kate Harrington

 

Trucco:

Roy Bryson

Fran Cooper

Sandra Durocher

Marianna Elias

Karrieann Heisner

Patrice Iva

Heisner Karrieann

Lucie Lessard

Karen Mitchell

Peggy Nicholson

Fred Rogers

Sherilyn Segal

Mathieu Tessier

 

Sonoro:

Benjamin Beardwood

Norman Bernard

Lane Burch

James Burt

Eddie Bydalek

Carmen Flores De Tanis

Joe Dorn

Rickley W. Dumm

Robert Garrett

Alex Gibson

Scott Hecker

Jason W. Jennings

Kenneth L. Johnson

Yanik Laroche

Didier Lozahic

Louis Marion

Timothy Mehlenbacher

Michael Minkler

Myron Nettinga

Todd Niesen

Eric A. Norris

Roy Seeger

David Stanke

Bruce Tanis

John Taylor

Peter Zinda

 

Effetti speciali:

Conrad V. Brink Jr.

 

Effetti visivi:

Tom Baker

Martin Beaudoin

Laurent Ben-Mimoun

Kristen Branan

Melissa Carter

John Cornejo

Pierre Couture

Carole Cowley

Gregory Creaser

Mitchell S. Drain

Fortunato Frattasio

James David Hattin

Joel Hynek

Jon-Marc Kortsch

Ken Lam

Jennifer Law-Stump

Matt Linder

Mark Lipsmeyer

Ray McIntyre Jr.

David B. Moulder

Brad Moylan

Patrick Murphy

Terry Naas

Rocco Passionino

Jacqueline Rosado

Ray Scalice

John E. Sullivan

James D. Tittle

Jeff Wells

 

Produzione:

John McTiernan

Charles Roven

Beau St. Clair

Michael Tadross

 

Personaggi e interpreti:

Chris Klein (Jonathan Cross)

Jean Reno (Petrovich)

LL Cool J (Marcus Ridley)

Rebecca Romijn (Aurora)

Naveen Andrews (Sanjay)

Oleg Taktarov (Denekin)

David Hemblen (Serokin)

Janet Wright (Coach Olga)

Andrew Bryniarski (Halloran)

Kata Dobó (Katya)

 

Origine:

Usa-2002

 

Durata:

1h e 45' - colore

 

Casa di distribuzione:

Eagle pictures

 

Voto:

6

 

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ROLLERBALL


Lawrence Kasdan, in una recente intervista, dice: <Il problema che abbiamo sempre avuto con le critiche cinematografiche è che hanno la tendenza a semplificare troppo. Oh, quel film è meraviglioso. Oh, quel film è terribile. È raro che i film siano così: a volte solo cinque minuti sono meravigliosi. Ma le pressioni commerciali costringono a questo atteggiamento da pollice verso/pollice alzato.> Queste parole sono illuminanti sul rapporto tra industria e critica. I film con grossi problemi produttivi, con tensioni continue tra regista e finanziatori, spesso vengono abbandonati e mandati al massacro. È il caso di “Rollerball”, che s’è rivelato un insuccesso ed è stato stroncato dalla critica. Ma il film di John McTiernan si rivela meno brutto di com’è stato dipinto. Credo che il regista di “Nomads” e “Predator” sia ormai considerato dall’industria americana un cineasta poco assimilabile e quindi ingestibile. Alla stregua di molti altri registi emarginati, da Cimino a Carpenter, da Walter Hill allo stesso Kasdan. Il trattamento che in “Rollerball” viene riservato ai giocatori è forse simile a quello che Hollywood usa con i registi. Certo, la morale del film non è nuova, né storia e ambientazione risultano particolarmente originali. A parte il prototipo di Norman Jewison, altri film hanno affrontato gli stessi temi (ricordiamo almeno “L’eliminatore” di Glaser e “Giochi di morte” di People). Ciò che colpisce maggiormente di “Rollerball” è proprio il fatto che sia sbagliato, pieno di difetti, evidenti soprattutto nel finale, ma anche la ferrea volontà di McTiernan di girare un film che non fosse veicolabile sul mercato come un videogame innocuo. A parte i cinque minuti meravigliosi di cui parla Kasdan, che in “Rollerball” ci sono (l’inizio e la fuga notturna, girata con una fotografia sgranata e con una dominante verde), si ha la sensazione che McTiernan abbia volutamente realizzato un film grezzo, slegato, torbido, qualcosa di estremamente contrario a un’estetica sofisticata e adatta a qualsiasi tipo di pubblico e nello stesso un prodotto sopra le righe, fumettistico, anti-psicologico e ossessivo ai limiti della paranoia. I produttori volevano un giocattolo di fantascienza facilmente digeribile? McTiernan dirige invece un film dall’apparato scenografico futuristico ridotto, preferendo mischiare l’ironia beffarda e il terrore cupo. Un oggetto misterioso in tutti i sensi, costruito sugli sguardi e su una tensione implosiva, sulla musica hard-rock, su un montaggio corrosivo e sui movimenti continui della macchina da presa, su una violenza prosciugata e su una rabbia che s’intuisce autentica. Clamorosamente sbagliata anche la direzione (o la scelta?) degli attori. Talmente sbagliata da spingere a pensare che sia anch’essa voluta. Jean Reno (che viene da Besson, come l’autore della colonna sonora Eric Serra) è l’unico che sappia davvero recitare, ma s’agita in un ruolo di russo cattivo che abbassa parecchio il livello di credibilità di un film di per sé già poco convincente.

 

a cura di Roberto Frini

copyright by Roberto Frini

 

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