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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Star Trek VI: rotta verso l'ignoto

(The undiscovered country)

 

Regia:

Nicholas Meyer

 

Soggetto:

Leonard Nimoy

Lawrence Konner

Mark Rosenthal

(basato su "Star Trek" ideato da Gene Roddenberry)

 

Sceneggiatura:

Nicholas Meyer

Denny Martin Flinn

 

Fotografia:

Hiro Narita

 

Montaggio:

Ronald Roose 

 

Musica:

Cliff Eidelman

 

Effetti speciali:

Industrial Light & Magic

 

Personaggi e interpreti:

William Shatner (James Kirk)

Leonard Nimoy (Spock)

DeForest Kelley (McCoy)

James Doohan (Scott)

George Takey (Sulu)

Walter Koenig (Chekov)

Nichelle Nichols (Uhura)

 

Produzione:

Ralph Winter

Steven-Charles Jaffe

 

Origine:

Usa-1991

 

Durata:

1h e 48' - colore

 

Casa di distribuzione:

Paramount Pictures

 

Voto:

9,5

 

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STAR TREK VI: ROTTA VERSO L'IGNOTO


In questo sesto ed esaltante episodio, l'astronave Enterprise guida una battaglia per la pace.

Dopo anni segnati dalla guerra, la Federazione e l'impero di Klingon si preparano ad affrontare un incontro al vertice sulla pace. Ma la prospettiva di un incontro intergalattico con i nemici giurati preoccupa il capitano Kirk (William Shatner) che li definisce animali. Quando l'Enterprise viene ritenuto responsabile di un attacco subito da una navicella di Klingon, si scatena nuovamente la furia della guerra e i due mondi si preparano a quello che può essere il loro ultimo, mortale incontro.

Star Trek VI è probabilmente uno degli episodi più avvincenti, spettacolari e toccanti della famosissima saga partorita dal geniale Gene Roddenberry. Mai come in questo episodio la psicologia dei nostri più cari protagonisti viene così accentuata. I differenti sentimenti dei capitani Kirk e Spock, per la civiltà  dei Klingon, si mettono a confronto: Kirk, sorretto dal più profondo rancore (gli hanno ucciso suo figlio), altro non può fare che odiarli mentre Spock, per la prima volta legato da un sentimento umano e da un'irresistibile ambizione, vuole salvarli dall'estinzione.

Tuttavia nel corso dell'avventura, tali sentimenti si intrecceranno fino a raggiungere i loro cuori, seppur molto diversi (Spok è pur sempre un vulcaniano). Quando Kirk vedrà morire sotto i suoi occhi il cancelliere di pace Klingon, colpito da una crudele cospirazione, il suo cuore si aprirà completamente; "siamo tutti umani" proferirà il capitano a Spok in un toccante momento del film.

Star Trek VI è un film profondo che vuole ricordare agli uomini quali siano gli errori da non ripetersi (la storia del resto insegna) e che lo sviluppo e la convivenza delle civiltà (tutte, senza pregiudizi razziali) può avvenire solo quando la pace trionferà.

Eppure qualcuno potrebbe storcere il naso constatando che ai giorni nostri la storia, invece, sembra non aver insegnato proprio nulla. Ma come si sa in tutte le avventure di Star Trek la speranza è sempre la principale componente al quale viene data maggiore priorità. Il messaggio, anche se può sembrare un po' troppo filosofico e comunque da prendere in considerazione.

In questa nuova avventura il compito degli effetti digitali viene nuovamente assegnato al team della Industrial Light & Magic mentre per la regia torna il più vispo e sempre capace Nicholas Meyer che a suo tempo aveva già fatto faville con l'indimenticabile Star Trek II: l'ira di Khan.

Da notare gli ultimi venti emozionanti minuti del film: spettacolari sequenze girate in occasione di un'avvincente scontro con l'Interprise, l'Excelsior e il terribile caccia predatore Klingon che può aprire il fuoco anche quando è sotto il campo di simulazione rendendolo praticamente invisibile ai radar e all'occhio umano.

Con questo capitolo, i nostri più cari affezionati eroi (da Kirk a Sulu), ci lasciano definitivamente così come la mitica astronave Enterprise. I loro volti scavati dalla vecchiaia rattristano ogni spettatore che, ormai abituato come me al leggendario team, dovrà restaurare un nuovo rapporto con il più rivoluzionario e giovane equipaggio presentato nel successivo capitolo Generazioni.
 

a cura di Massimo Ferrara

 


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