home  cinema  narrativa  musica  arte  misteri  articoli  interviste  link  archivioghost  news  forum  album  produzioni  info

TORNA INDIETRO

 

SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Terrore nello spazio

(Planet of the vampires)

(Planet of blood)

(The planet of terror)

(Terror in space)

(The outlawed planet)

(The planet of the damned)

(The demon planet)
 

Regia:

Mario Bava
 

Soggetto:

Tratto dal racconto “Una notte di 21 ore” di Renato Pestriniero (Oltre il cielo n. 61, Edizioni “Esse”, Roma, 1/15 giugno 1960)

 

Sceneggiatura:

Callisto Cosulich

Antonio Roman

Alberto Bevilacqua

Mario Bava

Rafael J. Salvia

Ib Melchior

  

Operatore camera:

Antonio Rinaldi

 

Musica:

Gino Marinuzzi

  

Montaggio:

Romana Fortini

 

Produzione:

AIP

 

Personaggi e interpreti:

Barry Sullivan (Mark Markay)

Norma Bengell (Sanya)

Angel Aranda (Wes)

Evi Marandi (Tiona)

Fernando Morales (Dr. Karan)

Ivan Rassimov (Carter)

Massimo Righi (Sallis)

Federico Boido (Kier)

  

Origine:

Italia-1965

 

Durata:

1h e 26' - b/n colore

 

Casa di distribuzione:

Domovideo

 

Voto:

10

 

TORNA INDIETRO


TERRORE NELLO SPAZIO


Nel 1965 il regista Mario Bava dirige quello che può essere considerato ancora oggi il capolavoro della s.f. italiana: Terrore nello Spazio.

Girato con pochissimi mezzi e un budget a dir poco ridicolo, Terrore nello Spazio è un chiaro esempio di come questo grande autore italiano sia riuscito a regalarci pellicole memorabili: Mario Bava è stato un regista di classe, un abile artigiano nel mondo del cinema horror e fantascientifico che, con pochissimi soldi, riusciva a dare il massimo di se stesso: una limpida testimonianza di come si possa fare dell’ottimo cinema senza l’ausilio di miliardi e miliardi come sono invece abituati i signori di Hollywood.

 

Il film

Un gruppo di astronauti a bordo di due veicoli spaziali captano strani segnali provenienti da “Aura”, un insolito pianeta di un lontano e sconosciuto sistema ricoperto da una tetra e fitta nebbia.

Inizialmente le due astronavi orbitano attorno al pianeta per tentare di decifrare i misteriosi segnali quando, all’improvviso, vengono attirati da un potente campo di forza che li costringe ad atterrare.

L’equipaggio della “Argus”, una delle due navi spaziali, perde improvvisamente i sensi, costringendo il comandante Mark, l’unico ancora cosciente, a un atterraggio di fortuna.

Quando la “Argus” atterra sul pianeta i membri dell’equipaggio, una volta rinvenuti, vengono colti da un attacco di follia e si scagliano contro il comandante; dopo pochi minuti, però, tornano di nuovo normali. Tuttavia uno di loro, essendo ancora in preda della misteriosa forma di pazzia, riesce ad uscire dall’astronave: Mark e i suoi uomini lo raggiungono poco dopo, trovandolo di nuovo cosciente e constatando anche che l’atmosfera del pianeta, coperto da fittissimi banchi di nebbia e nuvole di gas, è respirabile.

Nel frattempo, il radar di bordo della “Argus” rivela la posizione della “Galyous”, la sua nave gemella. Il comandante Mark e i suoi uomini, avendo appurato l’impossibilità di decollo della loro nave (una misteriosa forza gravitazionale la tiene ancorata al suolo), decidono di raggiungere la “Galyous” a piedi.

Dopo aver attraversato una palude di fuoco, la “Galyous” viene finalmente rinvenuta e la scoperta del suo interno è orribile: parte dell’equipaggio, compreso il comandante, è deceduto, tre uomini (scomparsi misteriosamente) mancano all’appello e tutte le apparecchiature per il decollo sono andante distrutte, rendendo così la “Galyous” inutilizzabile.

Mark comprende quasi subito il motivo dell’inspiegabile follia che ha flagellato il suo equipaggio: non è infatti stato un caso accidentale ma, bensì, voluto.

I cadaveri vengono avvolti in sudari di plastica e sepolti sotto mucchi di terra, con delle strane croci affisse accanto ai tumuli.

Mentre il comandante e i suoi uomini continuano a esplorare i dintorni, un uomo dell’equipaggio viene messo di guardia proprio vicino alla “Galyous”. Durante questo periodo l’uomo si sente chiamare da “qualcosa” e, quando Mark e gli altri ritornano sul posto, l’uomo è scomparso.

Intanto, nel luogo della sepoltura, si sta verificando un impressionante evento: i cadaveri, infatti, tornano misteriosamente in vita e, rompendo le loro coperture, si inoltrano nelle tenebre.

Durante il turno di riposo sulla “Argus” il comandante Mark sorprende un suo uomo mentre tenta di sabotare gli strumenti di volo della nave: è come se fosse posseduto da un’entità che lo costringe a compiere atti non voluti dalla sua volontà. Mark e i suoi uomini, ben presto, cominciano a capire che il pianeta è abitato da esseri intelligenti, capaci di controllare la mente degli astronauti quando questi dormono o sono in stato d’incoscienza.

Intanto, gli uomini di guardia fuori dalla “Argus” notano degli inspiegabili globi luminosi in mezzo alla nebbia e mettono così in allarme l’intero equipaggio: una delle guardie viene comunque colpita a morte.

Mark e i suoi uomini, riuniti all’interno dell’astronave, cercano disperatamente di trovare risposta agli strani fenomeni che stanno accadendo.

Il giorno dopo, gli astronauti continuano a esplorare i dintorni finché scoprono i resti di un’astronave di provenienza aliena. Al suo interno viene rinvenuto lo scheletro di un umanoide di grandi dimensioni.

Dopo aver esplorato l’intera nave spaziale, Mark e i suoi uomini tornano nei pressi dell’“Argus” ma, durante il tragitto, vengono avvistati alcuni compagni dell’equipaggio da loro ritenuti morti. Quest’ultimo straordinario evento costringerà Mark a disporre nuovi turni di guardia per consentire ai suoi uomini di riparare la strumentazione di volo della “Argus”, permettendo così di lasciare al più presto il pianeta. Ma, durante la notte, gli uomini di guardia  scompaiono misteriosamente  e Mark ne sorprende uno mentre tenta di sabotare le apparecchiature di volo dell’astronave. Ed è proprio in questo frangente che, nel corso di un’accesa colluttazione, Mark viene a scoprire tutta la verità: il pianeta Aura è popolato da alieni invisibili ormai prossimi all’estinzione. Essi hanno bisogno dei corpi degli astronauti per utilizzarli come “involucro” e dare un nuovo inizio alla loro civiltà.

Seguirà una dura lotta a base di raggi laser, al termine della quale riusciranno a salvarsi soltanto Mark e due membri dell’equipaggio.

I supersiti, una volta saliti sulla “Argus”, riescono a decollare e a mettersi in salvo. Ma il colpo di scena finale rivelerà che due di loro sono stati posseduti dalle entità aliene di Aura e che il loro prossimo obbiettivo è… l’invasione della Terra!

 

Segreti e curiosità

Frutto di una coproduzione italo-spagnola sostenuta anche dalla American International Picture (la casa produttrice dei film di Roger Corman), Terrore nello Spazio, come già detto, fu girato con un budget assai ridotto. Bava non aveva nulla a disposizione: soltanto uno squallido teatro di posa tutto vuoto che avrebbe dovuto rappresentare il pianeta Aura.

Eppure, nonostante i pochi mezzi a disposizione e la pressione insistente degli sceneggiatori della AIP nel pretendere ogni volta le modifiche di molte riprese per adattare meglio il film al pubblico americano, Bava riuscì a realizzare un capolavoro che, a distanza di anni, viene ancora oggi apprezzato e acclamato dalla critica specializzata.

Per lo scenario del tetro pianeta Aura, Bava utilizzò due grosse rocce di plastica (erano gli avanzi di un film mitologico) piazzandole proprio in mezzo al set, mentre per coprire il pavimento sparse qua e là zampironi fumogeni oscurando lo sfondo dove c’era soltanto una parete bianca. Poi, incredibile ma vero, semplicemente spostando quelle uniche rocce da un posto all’altro, Bava girò il film.

Tratto dal racconto Una notte di 21 ore (pubblicato nel 1960 dal veneziano Renato Pestriniero sulla rivista Oltre il cielo), Terrore nello Spazio è una pellicola affascinante, ricca di scenografie futuristiche dove fantascienza e horror si fondono abilmente, creando una miscela superba che, oltre ad essere incredibilmente azzeccata, riesce a rimanere assai funzionale nel creare la giusta tensione.

Non ci vuole quindi molto a capire che alcune scene dell’ormai famoso Alien (girato però quindici anni dopo con un budget stratosferico) siano state rifatte pari pari da Mr. Ridley Scott e compagnia bella e che, quindi, tali signori si siano permessi di prendere molti spunti dallo stupendo lavoro di Bava, partorito nel lontano 1965 con estrema meticolosità artigianale.

Per scrivere il soggetto di Terrore nello Spazio la produzione si avvalse di ben sei sceneggiatori: oltre allo stesso Bava, per la cronaca, vi parteciparono anche l’affermato scrittore Alberto Bevilacqua e il noto critico cinematografico Callisto Cosulich.

Da notare anche l’ingegnosa furbizia di Bava nel non rivelare per tutto il film la vera provenienza dei cosmonauti. Lo spettatore, infatti, viene ingannato fino alle scene conclusive, anche se, da una più attenta visione del film, si può notare l’ambiguità di certe azioni da parte degli astronauti: il tempo viene misurato in modo diverso e le croci issate non sono certamente come quelle che noi conosciamo, senza contare poi che la Terra non viene neanche nominata. Se vogliamo quindi essere più precisi, il colpo di scena finale si divide in due differenti fattori assolutamente geniali che lasciano di stucco l’impreparato spettatore.

In America il film di Bava venne curiosamente intitolato Planet of the Vampires perché ritenuto anche un film di vampiri: la scena del ritorno in vita degli astronauti morti ha colpito molti studiosi di cinema vampiresco come Alain Silver e James Urini che tra l’altro, nel loro importantissimo libro The Vampire Film (New York, 1975), citano il film del regista italiano.

In conclusione Mario Bava, con questo straordinario film, non solo ha anticipato diversi temi e situazioni che verranno riproposti nel cinema successivo ma ha dato anche vita a una nuova, insuperabile e affermata leggenda italiana: la sua.

 

a cura di Massimo Ferrara

 


MATERIALE ESCLUSIVO IN ARCHIVIO GHoST

 

C

I

N

E

M

A

home  cinema  narrativa  musica  arte  misteri  articoli  interviste  link  archivioghost  news  forum  album  produzioni  info


Dr. Falken Scambio Banner - Fino a 25000 e oltre esposizioni in regalo