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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Totò nella Luna
 

Regia:

Steno
 

Soggetto:

Lucio Fulci

Steno

 

Sceneggiatura:

Sandro Continenza

Ettore Scola

Steno

 

Fotografia:

Marco Scarpelli

 

Montaggio:

Giuliana Attenni

 

Scenografie:

Giorgio Giovannini

 

Musiche:

Alexandre Derevitsky

 

Direttore di produzione:

Pio Angeletti

 

Aiuto regista:

Mariano Laurenti

 

Sonoro:

Roy Mangano

 

Produzione:

Mario Cecchi Gori

  

Interpreti:

Totò (Pasquale Belafronte)
Sylva Koscina (Lidia)
Ugo Tognazzi (Achille)
Luciano Salce (Von Braun)
Richard McNamara (Campbell)
Sandra Milo (Tatiana)

Jim Dolen (O'Connor)
Giacomo Furia (Bardi)

 

Origine:

Italia-1958

 

Durata:

1h e 35' - b/n

 

Casa di distribuzione:

Fonit Cetra Video

 

Voto:

8

 

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TOTO' NELLA LUNA


Le migliori parodie sono quelle che non sembrano affatto delle parodie, ma che diventano dei film di genere a tutti gli effetti. Steno, maestro del cinema italiano, in questo ci sapeva fare. Di parodie se ne intendeva e amava come pochi altri le storie bislacche. Basta vedere piccoli gioielli come “Arriva Dorellik”, “Tempi duri per i vampiri” o “Psycosissimo”, per rendersene conto.

“Totò nella Luna” è uno dei tanti capolavori comici di Steno, sicuramente uno dei più divertenti film interpretati da Totò, ma è anche un fantasy con i fiocchi. Totò veste i panni dell’iracondo editore della rivista Soubrette, mentre Tognazzi è un aspirante scrittore di fantascienza che si adatta a fare il fattorino nella stessa rivista. Incredibili i duetti tra i due magnifici attori, su cui Steno costruisce (con l’allievo Lucio Fulci) una vicenda che lascia senza fiato per la sua bizzarria, con tanto di servizi segreti, onde extraterrestri, duplicati tonti e arrapati, scienziati inetti, vamp in puro stile anni cinquanta ed un viaggio sulla Luna fatto con tutti i crismi (almeno per l’epoca). Gli enormi baccelli vengono da “L’invasione degli ultracorpi”, ma vari sono i riferimenti ad altri famosi film di fantascienza. Però ciò che fa di “Totò nella Luna” un grande film sono le battute del comico napoletano, la maschera da <idiota> di Tognazzi, il magnifico bianco e nero, le grazie non ancora felliniane di Sandra Milo, la bravura di Salce, gli occhi degli Ufo. E il finale, dove Totò, perso sulla Luna, dice che lui è un corpo, e dunque ha bisogno di una corpa. La trasformazione del cosone Tognazzi in una splendida fanciulla è surrealismo puro, arte visiva e delirante, e anticipa persino i quadri macabri del Fulci a venire.

Fondamentale.

 

a cura di Roberto Frini

 

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