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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Virus

(L'inferno dei morti viventi)
 

Regia:

Bruno Mattei

(Vincent Dawn)

 

Sceneggiatura:

Claudio Fragrasso

J. M. Cunnilles

 

Fotografia:

J. Cabrera

 

Montaggio:

C. Barroni

 

Musiche:

Goblin

 

Produzione:

Beatrice Film

 

Personaggi e interpreti:

Margaret Evelyn Newton

F. Garfield

S. Karay

Robert O'Neill

 

Origine:

Italia-1980

 

Durata:

1h e 30' - colore

 

Casa di distribuzione:

General Video

 

Voto:

6

 

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VIRUS


Molti lo definiscono come il peggior film degli anni '80, altri lo venerano e lo considerano una vera e propria chicca del vecchio panorama Bmovie italiano.

In realtà Virus è un film tutto da vedere, consigliato soprattutto a chi, stanco degli ormai tramontati Mondo-Movie, si vuole gustare un prodotto sincero, ricco di trovate così orripilanti da innervosire anche un autentico voyeur.

L'artefice di tanta cattiveria si chiama Bruno Mattei, meglio conosciuto dai suoi fans come Vincent Dawn, uno dei tanti pseudonimi con cui si cela per esigenze commerciali. Negli anni '70, Mattei, seguendo la scia di altri registi del suo calibro (tra cui spiccano dei nomi più interessanti come Massacesi e Fulci), tentò anch'egli la strada del pornosoft, senza riuscire però a riscuotere il successo sperato. Il suo nome cominciò ad emergere soltanto con Virus del 1980 e ancora oggi è con questo film che viene ricordato dalla critica. E' inoltre doveroso segnalare il suo antecedente Mondo Movie: Nuova Guinea: l'isola dei cannibali, dal quale, in Virus, vengono riciclate molte scene. Questo però, a causa di notevoli incongruenze nel montaggio vengono inserite nel film forzatamente, rendendo il secondo tempo estremamente ridicolo.

La trama è solo un pretesto per mostrare al pubblico spezzoni di Mondo e documentari nei quali si vedono scioccanti macellazioni di animali realmente praticate in Nuova Guinea.

Le vicende procedono con una sequenza frammentaria e con una sceneggiatura incapace di mantenere la continuità della storia: in una centrale nucleare un guasto agli strumenti determina lo sprigionarsi di un fumo particolarmente tossico, che, guarda caso, è in grado di far tornare in vita i nostri cari (ma affamati) defunti. Fin qui tutto bene, ma poi, prendono il via una serie di vicende che, senza alcun ordine logico, portano quattro commandos a svolgere una pericolosa missione in Nuova Guinea. Fra un morto vivente e l'altro i nostri eroi incontrano per caso una coppia di giornalisti intenti a preparare un servizio filmato sugli indigeni.

Alla fine, i sei protagonisti troveranno rifugio in una centrale nucleare dove scoprono che in realtà i fumi radioattivi facevano parte di un progetto segreto per il debellamento delle popolazioni del terzo mondo.

Con queste pretese ecologistiche e umanitarie, Mattei cerca invano di giustificare le innumerevoli scene di inumana ferocia.

Sono inoltre moltissimi i riferimenti a Zombi di Romero (dal quale viene anche "rubata" la splendida musica dei Goblin) ma non mancano però quei momenti di pura originalità con cui Mattei, almeno in parte, riesce a riscattarsi: un gatto che fa capolino dalla panza di una vecchia, un bambino zombie che viene fucilato senza nessuna pietà e nessun falso moralismo, e, quasi nel mentre un signore poco schizzinoso riesce addirittura a sboccare in posizione eretta. Queste sono alcune delle molte infamie vergognose che potrete assaporare nel film, ovviamente condite da ottime scene di puro feticismo.

Ai giorni nostri, un film come Virus non sarebbe passato incensurato neanche all'estero e solo questo fatto dimostra come questo tipo di cinema non abbia avuto la possibilità di crescere e perfezionarsi ma sia stato sostituito (almeno qui in Italia) da un filone horror banale e ripetitivo destinato a soccombere. Infatti, Virus, insieme ad una manciata di altri film (Apocalipse domani, Le notti del terrore, Incubo sulla città contaminata, ecc.) introduce un discorso che non verrà più preso in considerazione neanche dallo stesso Mattei. Quest'ultimo, scrollandosi di dosso la fama di regista squattrinato, fondò la Flora film, una casa di produzione che fu in rivalità con la Filmirage di Massacesi. Con la Flora, Mattei ha coprodotto Killing, byrds, raptors e ha portato a termine Zombi 3 di Fulci.

Brillante è anche stata la carriera di Claudio Fragrasso (lo sceneggiatore di Virus), definito da Fulci come "Uno che fa un gran chiasso e non capisce un c...".

Virus non è da confondere con l'edizione francese di Apocalypse domani che prende lo stesso titolo. Esiste anche una seconda edizione di Virus intitolata L'inferno dei morti viventi.

 

a cura di Sergio Cirio

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