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LA ZONA MORTA Una delle più importanti prove che possono affermare doti da regista di classe, sono sicuramente le trasposizioni cinematografiche dei romanzi. Se poi le opere in questione appartengono a Stephen King l'impresa allora è assai ardua. Ma quando si affida il compito a registi d'eccezione come David Cronenberg si può stare più che tranquilli. Egli, infatti, con La zona morta ha dimostrato ancora una volta le sue crescenti qualità di regista e questo non lo dico soltanto perché Cronenberg è uno dei miei autori preferiti in assoluto ma perché il film in questione rimane una di quelle pellicole che maggiormente si avvicina all'affascinante mondo Kinghiano. La zona Morta è un film capace di tormentare il pensiero umano e nello stesso tempo di colpire freddamente al cuore. Un uomo di nome John Smith (con l'indimenticabile interpretazione di Christopher Walken), scopre di avere acquisito misteriosamente una dote soprannaturale ritrovandosi però con qualcosa in meno. Qualcosa per lui di molto importante: l'amore inevitabilmente interrotto da un destino già segnato. Ogni cosa (come in quest'inspiegabile dono ultraterreno) ha immancabilmente il suo prezzo. La vita è davvero bella? (come qualcuno afferma) quando, altro non fa, che offrirci pochi istanti di felicità (o forse vere e proprie illusioni dissipate nei ricordi) che tendono per prima a cessare lasciando così spazio a quelli più dolorosi? Un incidente automobilistico è il vero responsabile della modifica di un futuro mite dal quale John Smith, un insegnante di letteratura, non avrebbe mai voluto rinunciare, è la scintilla dominante per il destino del nostro personaggio che, dopo essere caduto in un coma dal quale si risveglia cinque anni dopo, si rende conto di aver acquisito capacità eccezionali: riesce a vedere il passato e prevedere il futuro delle persone con le quali entra in contatto fisico. Un dono che cambierà per sempre la sua vita, un dono che lo porterà ad essere per gli altri (quelli normali), un diverso evitato, un dono con un movente che soltanto alla fine scoprirà, quando la visione di un futuro apocalittico lo spingerà drasticamente a cambiarlo salvando così il mondo con la sua stessa vita. Da notare la curiosa dichiarazione espressa dallo scrittore Stephen King: "E' uno dei miei film preferiti, anche se non possiede la ricchezza e la complessità del romanzo. Di suo, David Cronenberg ha aggiunto un'atmosfera allucinata." Un'opera indelebile, magistralmente diretta, valorizzata da eccezionali interpretazioni e prodotta da Debra Hill, stretta collaboratrice di John Carpenter. Da non mancare assolutamente.
a cura di Massimo Ferrara |
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