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Dario Bizzotto

in occasione del progetto fumettistico Freak City


intervista

 

a cura di GHoST Community

data di pubblicazione: 04/02/2005 - copyright by Ferrara Edizioni

 
Presentati un po' ai lettori di GHoST Community, magari anche con una stringata autobiografia.

Dunque, a dire il vero le autobiografie non mi sono mai piaciute, in ogni caso il mio nome è Dario, sono nato a Treviso 21 anni fa, il 16 maggio del 1982. Ho avuto un'infanzia tutt'altro che tranquilla e a dieci anni ho cominciato a viaggiare con mio padre visitando gli svariati luoghi di questo mondo, in questo modo ho potuto conoscere in prima persona le molte culture e civiltà di questa terra, perdendo un po' quella coscienza di etnocentricità che in genere ci contraddistingue (almeno in giovane età).

In ogni caso, ho finito gli studi di grafica, ora frequento il corso di scenografia all'Accademia di Belle Arti di Venezia, inoltre lavoro in uno studio di grafica e ovviamente... disegno!

 

Come è nato il tuo interesse per i fumetti, e come si è sviluppato?

E difficile spiegare come nasce un interesse... innanzi tutto presumo nasca dalla curiosità, perché probabilmente di curiosità si trattava quando a quattro anni, in edicola chiesi a mia madre di comprarmi: MARVEL: X-man & L'uomo Ragno in "Il Ritorno di Arcade".

Evidentemente John Byrne mi aveva colpito; non sapevo leggere ma guardare i suoi disegni di supereroi mi piaceva tantissimo... in realtà poi obbligavo tutte le sere mia madre a leggermelo prima di andare a letto... ed avevo finito per impararlo a memoria.

Poi ho cominciato a leggermi fumetti da solo; quei costumi, quelle anatomie pazzesche... beh! Fantastico! Come si faceva a non innamorarsene.

Credo che il fumetto, nei casi meritevoli, sia un ottimo connubio di arti, letterarie e visive.

Attraverso immagini ferme è il lettore a crearne il movimento, i suoni e gli odori... e se i fautori di ciò che si stringe tra le mani sono bravi... il risultato è micidiale.

Credo che gran parte dei lettori di fumetti, finiscono poi per esserne rapiti... io ho cominciato a disegnare supereroi, mi è sempre piaciuto disegnare prima sbizzarrendomi con i dinosauri (forse perché mio padre è geologo) e poi con gli uomini in calzamaglia... i fumetti sono benzina pura per chi ama disegnare.

 

Quali sono i tuoi autori preferiti, non soltanto nel fumetto ma anche nel cinema e nella letteratura?

Dunque, cercherò di contenermi segnalandone quattro per tipo, altrimenti non la finisco più:

Fumetto: Alfredo Alcala, John Buscema, Hal Foster, Kentaro Miura

Letteratura: H.P.Lovecraft, J.J. Rousseau, Thomas Hardy, Coleridge

Pittura: Michelangelo, Piranesi, Doré, Turner

Cinema: A.Hitchcock, Billy Wilder, Hayao Miyazaki, Satoshi Kon

 

Puoi dirci la "tua" sul progetto Freak City?

Freak City è un progetto coraggioso, portato avanti dalla passione, per quanto il tutto segua un cammino uniforme, ogni autore ha piena libertà di "movimento", con questo non intendo dire che "tutto è lecito", ma semplicemente le storie che si leggeranno saranno felici figlie di chi le ha partorite, senza interventi esterni. Inoltre stili e forme narrative saranno diversissime a seconda dell'autore... è una scommesa... e noi stiamo giocando d'azzardo.

 

Come vedi l'attuale scena fumettistica italiana?

Guarda, io non sono molto informato su questo, a dire il vero ora sto leggendo fumetti solo per imparare a disegnare il meglio possibile e degli attuali fumetti italiani non ne leggo nemmeno uno... solo Rat-man perché mi fa ridere. Per quello che posso dire io, onestamente mi sembra un po' in crisi, in realtà l'Italia è sempre stato un "paesino" (a costo di far gridare allo scandalo i patrioti) non mi pare che a parte personaggi d'eccezione, sia mai stata in grado di offrire basi solide al proprio fumetto... ed il fumetto non è l'unico caso, per il cinema è la stessa cosa: Opopomoz non sembra certo un film capace di reggere la concorrenza di qualità... e i film di Muccino... ma per carità!

Credo che il problema sia la mancanza di coraggio.

 

Esistono a tuo parere autori in grado di rivaleggiare coi grandi italiani del passato o con gli autori stranieri che vanno per la maggiore?

A parer mio no, semplicemente perché chiusa un'era, diventa inopportuno fare confronti, i grandi del passato hanno insegnato ai grandi del presente, metterli a confronto mi torna difficile... con il tempo cambia anche la percezione delle cose.

Per quanto riguarda gli autori che vanno per la maggiore il discorso è diverso, perché spesso il numero di copie vendute non è affatto proporzionale alla qualità dell'albo stesso; Todd Mc Farlane (che a me piace) è bravo, vende milioni di copie del suo Spawn, ha lanciato uno stile nuovo, molto cool; ma paragonato ai nostri Ongaro e Bonadimani, la sua statura si riduce notevolmente.

 

Un fumetto, un libro, un film, un disco da consigliare ai lettori GHoST.

Ce ne sono tanti, ma con grande sforzo ne scriverò uno per tipo:

CD: "XIII" dei Rage.

Libro: "Le avventure di Gordon Pym" di E.A.Poe.

Fumetto: "Swamp Thing".

 

Cosa non ti piace del fumetto attuale.

Non apprezzo il fatto che si cerca la sintesi ad ogni costo, tutti vanno di fretta, a volte poi si vedono stilizzazioni forzate che non hanno senso.

 

Quale credi sia la tua cifra stilistica, e cosa vuoi esprimere col fumetto?

A questo non so proprio rispondere, so solo che ora sono ai piedi di una montagna tutta da scalare, in ogni caso, con tutte le mie risorse sto cercando di portare su carta quei paradossi che mostrano quanto l'uomo sia un animale tutt'altro che figlio della razionalità, a volte pare quasi la parodia della scimmia.

 

Quali sono i tuoi progetti attuali, oltre a Freak City?

Il più importante, oltre a Freak City è una serie a fumetti che tratta i personaggi del phanteom orrorifico, come la strega, il licantropo etc.

Inoltre ho da tempo un progetto che mostra lo scontro fra religioni, ma è un progetto ambizioso, che richiede grande preparazione e conoscenza delle mitologie mondiali (da quella cristiana a quella indiana) ed è per questo che sarà un progetto che (se il destino me lo consentirà) mi porterò dietro per tutta la vita... almeno ora è questo quello che penso.

 

Un motivo per leggere Freak City.

AHAH! ...ma perché sarà un libro "diverso", quantomeno singolare, ci sono nove cervelli e 18 mani che hanno potuto lavorare liberi come il vento!

 

 

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