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Stefano Pavan

in occasione del progetto fumettistico Freak City


intervista

 

a cura di GHoST Community

data di pubblicazione: 04/02/2005 - copyright by Ferrara Edizioni

 
Presentati un po' ai lettori di GHoST Community, magari anche con una stringata autobiografia.

Classe '65, nato nel veneziano e trasferito in prov di Treviso, dove lavoro. Disegno da sempre, dipingo, suono, recito ma di queste e altre cose ce né una che mi viene benissimo: faccio il papà!

 

Come è nato il tuo interesse per i fumetti, e come si è sviluppato?

Come molti degli appassionati: da fanciullo, quando i fumetti erano l'intrattenimento più a buon mercato, quando c'erano solo due canali tv, quando eri a letto con l'influenza, la scarlattina , la pertosse (insomma un sacco di belle ragazze); i giornalini erano mezzi di scambio, di aggregazione, per chi del calcio e dello sport "non gliene po’ fregà de meno". E fin dai primi tempi, parallelamente, ho cominciato a scarabocchiare su qualsiasi foglio su cui si  potesse disegnare (persino sui cartoncini-supporto delle confezioni dei collants di mia madre).

 

Quali sono i tuoi autori preferiti, non soltanto nel fumetto ma anche nel cinema e nella letteratura?

Nei fumetti: Kirby! 'Nuff said!… Gimenez, Ross, Villa ecc.

Nel cinema: amo Tim Burton, Scorsese, il regista di "Smoke", il regista di "Ghost Dog" (non ricordo i nomi), Nicholson, Pacino, Connery, e l'animazione, classica e digitale.

Nella Letteratura: premetto che leggo eslusivamente Sci FI: Farmer, Zelazny, Vance ecc. non ultimo Lovecraft…

 

Puoi dirci la "tua" sul progetto FREAK CITY?

E' un progetto che nasce, pensate un po’, con una strana matrice marvelliana; Max Perissi è lo Stan Lee del momento, nel senso che ci ha fatto vedere un contenitore, vuoto, con poche righe di spiegazione, e ci ha detto, "OK ragazzi! Riempitelo!"

Salvo qualcuno che si è precipitato in bagno per riempirlo (scherzo!) la sfida non poteva essere più azzeccata: più libero si sente l'autore più la sua creatività troverà sfogo. Puro modus operandi stanleeniano. Niente di strano se un domani troveremo il film di Freak City con i titoli d'inizio tipo "Max Perissi Presenta"… 

 

Come vedi l'attuale scena fumettistica italiana?

Deprimente! Anche se non seguo molto, so che nel mondo degli indipendenti c'è un bel movimento di idee, legati ovviamente agli stimoli mediatici del momento e che ovviamente stentano a decollare.

  

Esistono a tuo parere autori in grado di rivaleggiare coi grandi italiani del passato o con gli autori stranieri che vanno per la maggiore?

Dovrei cimentarmi in letture nuove per il raffronto ma come ho già detto prima non seguo molto del panorama fumettistico attuale. Può essere un difetto od un pregio, non lo so, per quel che mi riguarda sono ancorato agli stili fumettistici a me cari, tanto che Adam McGovern, collaboratore fisso di The Jack Kirby Collector  e  ospite del "Kirby tribute book" uscito per la Pegasus in occasione di Lucca 2004, mi reputa uno dei possibili "eredi" del King a fianco di nomi come Ladroon, Scioli e Veitch. Per me è una bella soddisfazione!

  

Un fumetto, un libro, un film, un disco da consigliare ai lettori GHoST.

"La Casta dei Metabaroni" di Jodorosky- Gimenez.

"Hyperion" di Dan Simmons.

"Zeder" di Pupi Avati.

"Up" di Peter Gabriel. 

 

Cosa non ti piace del fumetto attuale.

Il fumetto attuale manca di action! Il cinema e i video games stanno rubando il medium e nessuno se ne accorge. I comics sono pieni di momenti introspettivi, di occhioni languidi e riflessioni tra i personaggi. Personalmente vorrei che ci fosse più avventura e meno filosofia zen.

Mi piace pensare che qualcosa si sta muovendo, che internet possa dargli una rinfrescatina, mi piace pensare che autori giovani possano fare esperienze così che ne nascano delle storie nelle loro tavole.

  

Quale credi sia la tua cifra stilistica, e cosa vuoi esprimere col fumetto?

Più che raggiungere la perfezione sul tratto e la composizione delle tavole, a me interessa poter riuscire raccontare una storia che possa dare un'emozione e che sia godibile nella lettura. So di non essere un bravo scrittore, mi esprimo molto meglio a disegni, e molte volte mi perdo in centinaia di immagini non sapendo quale scegliere. La mia è una ricerca di sintesi e al tempo stesso di scorrevolezza della storia. Nell'evoluzione di un'artista, se si sa cosa cerca si è già a metà strada.

Sembra che non dica niente di nuovo ma gli input mi vengono dati da quello che vedo intorno, ogni santo giorno.

  

Quali sono i tuoi progetti attuali, oltre a FREAK CITY?

Un progetto di un editore indipendente di Santa Rosa, California sempre sui super-eroi, ispirati, manco a dirlo, ai personaggi di Kirby! ...partecipare al concorso via Internet della Dark Horse!

E se il buon Dio vuole, dare un seguito e una conclusione al Fourth World (e questa credetemi è pura follia! Ma mi piace).

Fare Capitan Uncino alla recita dei genitori alla Scuola dell'Infanzia di mio figlio Riccardo.

 

Un motivo per leggere FREAK CITY.

Tranne il sottoscritto ed il supervisor Max Perissi, che siamo i più anziani, il gruppo è composto da ragazzi giovani briosi e motivati. Le storie si dipanano in diverse direzioni, dove la chiave di lettura sta sempre in questa Città, una città da cui si può scappare e altre volte ci si deve ritornare, perché è bello pensare che in fondo ai vicoli bui di Freak city ci sia una scritta del tipo: To be continued...

 

 

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