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A pecora
racconto thriller
scritto da Alberto Ghiraldo
data di pubblicazione: 01/12/2003 -
copyright by Alberto Ghiraldo
Mi chiamo
Pablo Fiocco. Ho 34 anni e sono del capricorno.
Il mio oroscopo di oggi dice che ho forti
probabilità per un “incontro amoroso con un nato dell’acquario”. Io però penso
che i segni di terra siano i migliori. La mia ultima ragazza era dello scorpione
e insieme facevamo molte porcate: come quella volta che l’abbiamo fatto sulla
scrivania del mio ufficio in pausa pranzo. Si chiamava Paola, la mia ultima
ragazza, ed era una zoccola di prima categoria.
La sua posizione preferita era a pecora. Anche all’Arcuri
piace stare a pecora: lo ha detto in una di quelle interviste doppie che fanno
le iene su italiauno.
Ha pure presentato il festival quest’anno, la Arcuri,
non la mia ex. A me il festival di Sanremo mi è sempre piaciuto, ma quest’anno
faceva cagare. La canzone più brutta era di un gruppo che parevano i cugini di
campagna e che cantavano “casa mia” o qualcosa del genere. A me piacevano Leali
e la Corna.
Ma la cosa che più mi fa impazzire è la pasta alle
acciughe. Io con la pasta di acciughe ci vivrei, mi ci laverei pure i denti alla
mattina: così mi toglierei quel gusto da rigurgito che mi impasta la lingua
quando mi sveglio.
Il mio medico di base mi ha prescritto degli esami
per questo fatto. Dice che ho una valvola che non si chiude bene nello stomaco.
Io non so che cosa voglia dire, ma con la pasta di acciughe questo gusto di
merda se ne andrebbe via di sicuro.
Io di lavoro faccio il giornalista free lance.
Scrivo recensioni di libri, film e spettacoli teatrali e poi li mando ai
giornali. Di solito mi danno dai venticinque ai trenta euro. Dipende dal
giornale e dalla lunghezza della recensione.
Ieri mi è toccato scrivere la recensione di un libro
di un amico. Oddio, più che amico mio è amico di una ragazza che era amica della
mia ex, e che adesso un po’ mi piace. Però abbiamo scopato solo una volta e
anche di fretta. Comunque il libro faceva cagare e a me dispiaceva scriverlo. Mi
dispiaceva perché avevo paura che questa tipa ci restasse male.
Questo libro si chiama grigioviola e già dal nome si
capisce che fa da cagare. Il tizio che l’ha scritto non l’ho mai visto di
persona, ma me lo immagino grasso e pieno di brufoli, non so perché. È un libro
che parla di cose strane e di morti.
L’unica cosa che mi è piaciuta è il titolo di un
racconto, perché questo libro è fatto di racconti.
Il titolo che mi è piaciuto è “PAM!” anche se il
racconto non l’ho letto perché mi sapeva da supermercato, che dove abito io di
sotto c’è un supermercato che si chiama così solo che si scrive p.a.m., coi
punti tra le lettere e senza il punto esclamativo alla fine.
Adesso sto girando in macchina per corso Australia:
non so bene come si faccia a trovare una puttana che sia dell’acquario.
Ieri notte ne ho trovato una che era dei pesci.
Appena mi sono spogliato ha cominciato a mordermi. Io se c’è una cosa che odio è
che mi si morda. L’ho sgozzata subito. Prima ancora di scoparmela.
Ero pure di fretta: dovevo battere al computer una
recensione di due cartelle su uno spettacolo di Capovilla: “l’oseo de me nono g’ha
ciapà sono”.
Capovilla è un regista veneto che fa da ridere. Io
questa commedia non l’ho vista, però il titolo suona bene: mi sono inventato
delle cose e ho parlato del dialetto. Non era tra le mie recensioni migliori.
Poi ho dovuto pulire tutto. Pulire è la cosa più
brutta: devi stare attento a non lasciare macchie di sangue in giro. Dentro la
ventiquattrore che ho sempre dietro, ho una bottiglia di varechina e uno
stura-lavandini rosso: li uso per pulire bene gli scarichi, che ho sentito dire
che i carabinieri del RIS di Parma hanno trovato delle tracce di sangue nello
scarico di un lavandino dopo dieci anni.
Stasera vorrei trovare una slava, però che non sia
albanese.
Quando dicono che i cartoni animati sono violenti a
me mi viene in mente la puntata dei Simpson dell’altro giorno. C’era la moglie
di Homer, quella col cespuglio in testa, che faceva una campagna contro
Grattachecca e Fichetto. E tutte le mamme gli davano man forte. Io non penso che
un bambino diventi violento per via di certi cartoni. Io credo che i libri
centrino di più.
Prima di leggere Superwobinda di Aldo Nove non ero
mai stato a puttane.
Mi chiamo Pablo Fiocco, ho trentaquattro anni e sono
del capricorno.
Stasera spero di trovare una slava dell’acquario:
magari poi finiamo a pecora.
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Alberto Ghiraldo
Mi chiamo Alberto Ghiraldo, ho 21 anni e studio Storia
e Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali allo IUAV di
Venezia. Da qualche anno scrivo racconti alcuni dei quali sono stati
pubblicati su riviste (Addictions, Il Foglio Letterario
e Il Foglio Clandestino) e su alcuni siti internet (il sito di
Stampa Alternativa). Per settembre ho ricevuto da parte di
Gordiano Lupi la proposta di pubblicare una mia raccolta di racconti,
speriamo la cosa vada a buon fine.
Apprezzamenti sui miei racconti sono arrivati anche da parte dei
curatori del sito internet della rivista letteraria Prospektiva.
Sono in cerca di editori per stampare i miei racconti e chissà che
prima o poi non ne trovi qualcuno. |
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