Extreme | Narrativa GHoST


 

 

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(pubblicazione solo per adulti)


 

Racconti di:

 

Deborah Ossario

Franc’o‘brain
Federico Pazzona
Andrea Venanzoni
Fabio Todeschini
Alda Teodorani
Anthony Coia
Roberto Frini
Mirko Paganelli
Roberta Mochi
Gianluca Mercadante

 

Copertina e tavole originali:

Carma

 

Edizione e produzione:

Club GHoST

(settembre 2002)

 

Editing e supervisione:

Roberto Frini

 

Formato:

92 pagine A5

 

Copertina:

Cartonata b/n

 

Quando Massimo Ferrara mi accennò a questa nuova antologia, terza uscita della serie Extreme, e mi disse come aveva deciso di chiamarla, subito decisi di partecipare con un racconto. Sexy-Horror. Sì, mi piacque proprio questo titolo, e mi piace tuttora. È un titolo anglofilo, d’accordo, e mi par già di sentire il solito bastian contrario sentenziare che è facile trovare dei titoli accattivanti usando l’inglese, però sia <sexy> che <horror> sono termini entrati nel nostro linguaggio, non si può certo tacciare di esterofilia chi li usa (avete mai trovato su un giornale <bomba sessuale> invece di <bomba sexy>?). Il sesso e l’orrore sono temi affascinanti, e pericolosi da trattare, perché dopotutto ambigui: da una parte ancora considerati trasgressivi, dall’altra spesso abusati (specialmente il primo) e mai veramente approfonditi. Basta vedere certe (molte) pubblicità, oppure la maggior parte dei videomusicali su mtv (un po’ tutti uguali), vagamente sulfurei, dark e peccaminosi e pieni di sottintesi ma sempre innocui, o ancora alcune trasmissione televisive, per rendersene conto. Il sesso patinato e l’horror per ragazzi (ben vengano le copertine di Max e GQ o le ballerine seminude o i telefilm “Streghe” e “Buffy”, per carità, non saremo certo noi a fare distinzioni di stile e di gusto) fanno tendenza e sono piacevoli, ma alla fine non sviscerano i problemi e non increspano le acque. In “Sexy-Horror” di patinato non troverete granché. Invece qualche autore che cerca di andare un po’ al di là del consueto, con ogni probabilità, sì. Non sto a disquisire sulla qualità dei racconti (sono parte in causa, sarebbe imbarazzante), quella dovete giudicarla voi lettori, però posso assicurarvi che qua si danno mazzate a destra e a manca, senza rispetto e senza timore. Se qualcuno smetterà di leggere perché infastidito, ottimo, vorrà dire che lo scopo è stato raggiunto: forse quel qualcuno sarà stimolato a riflettere, forse si arrabbierà. Meglio ancora. In un’epoca in cui tutto è una gran melassa dai contenuti indistinguibili, reagire a una provocazione può essere salutare. D’altro canto, si può anche prendere i racconti di “Sexy-Horror” per quello che sono, cioè uno sfogo della fantasia che può, d’accordo, somigliare paurosamente a un incubo e a un atto di violenza, ma sempre di fantasia si tratta. Qualcuno diceva che la fantasia è un po’ come i sogni, e i sogni non possono essere controllati né censurati né sottoposti a interventi dall’alto. Almeno (per il momento) quelli.

 

Roberto Frini

 


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