|
|
|
home cinema narrativa musica arte misteri articoli interviste link archivioghost news forum album produzioni info |
|
|
WALTER DIOCIAIUTI Intervista realizzata nell'ottobre 2001 Ciao
Walter! Allora, cominciamo subito con la classica domanda: perché tanta
passione per il genere fantastico? Mah,
che dirti? Tu credi davvero ci sia un perché??? Sono convinto che ognuno di noi
venga chiamato da sottili messaggi subliminali prodotti dalla propria mente…
Un qualcosa che ci è sempre appartenuto e che, ad un certo punto della vita, ha
cominciato, da una situazione di latenza, a manifestarsi in maniera netta e
chiara… In termini più razionali, potrei dirti che sin da piccolo sono sempre
stato affascinato dal mistero e dalle “storie strane”… Adoravo i racconti
di spettri e streghe di mia nonna… ed i film “paurosi” come li chiamavo
allora. Poi sono arrivati i libri, la fantascienza di Asimov…e l’horror più
puro!!! Insomma una potente ed incandescente miscela, Massimo. Esattamente
quando hai iniziato a scrivere per questo genere? So che nel cassetto hai già
un bel po’ di racconti pronti… Cosa ti spinge maggiormente a scrivere
racconti horror? Da
ragazzetto, ti parlo dei periodi del liceo, scrivevo poesie… diciamo che erano
il mio blues di allora: una sorta di
lamento interiore che mi permetteva di controllare e sedare lo spleen
di quel tempo. Come
scrittore sono piuttosto “giovane”. Ho cominciato nel 1998 dopo aver
rinunciato definitivamente alla carriera musicale professionistica. Ero
profondamente deluso da quell’ambiente, da quel mondo… Dopo
aver letto parecchi libri, tutti o quasi di genere, decisi che avrei provato a
buttare giù qualcosa. Quel qualcosa era il mio primo romanzo: Befania. Un anno e mezzo di
gestazione… Befania
del 1999 è il tuo primo romanzo pubblicato per GHoST. Come è nata l’idea per
questo progetto complesso? Esattamente,
Befania è il mio primo romanzo ed il mio primo scritto in assoluto. Sono
molto legato a quelle atmosfere claustrofobiche, infantili, fantastiche, quasi
oniriche. Il mio intento era quello di farlo sembrare una banale storia di
bambini, vicende di tutti i giorni che ad un certo punto prendono una piega,
diciamo così, particolare, molto particolare. Lo stile è volutamente narrativo, scarno, adatto a
quelle situazioni, a quel tipo di dialoghi risolutivi. La trama è fluviale, per
questo motivo preferisco evitare disquisizioni di carattere descrittivo che
avrebbero appesantito troppo la storia. Il tema centrale è fondamentalmente
quello dell’amicizia. Ma, ovviamente, la sua matrice tipicamente orroristica,
fantastica, predomina alla grande! Come mi è venuta l’idea? E’ una lunga
storia che sinceramente preferirei tenere per me. Un intreccio di esperienze
personali, tradizioni e …voli pindarici della mia mente!!! Oltre naturalmente
ad approfondite ricerche personali concernenti la stregoneria… So
che stai preparando anche un seguito: puoi anticiparci qualcosa? Nella
narrativa italiana e non quali autori preferisci maggiormente? Partirei
dai maestri d’oltreoceano. Cito fra tutti quello per antonomasia, il grande
RE. Il tanto incensato e criticato Stephen King. Il più grande senza ombra di
dubbio, nonostante alcuni dei suoi lavori siano piuttosto discutibili. Adoro
Lansdale, Laymon e Ann Rice (e tanti altri) per l’Horror, Ellroy e Harris per
il Noir, poi i grandi vecchi come Matheson, Bradbury e Asimov per la
fantascienza. Guardando un attimo dentro casa nostra, non posso non mettere in
rilievo la fiorente situazione attuale: ci sono parecchi giovani orroristi degni
di nota. Peccato per il totale disinteresse nei loro confronti da parte delle
grandi case editrici che continuano a snobbarli senza alcun motivo, a favore
della dilagante esterofilia… Qualche nome? Beh, a parte i soliti Lucarelli,
Baldini e Teodorani, ti cito quello di un autore non ancora conosciuto dal
grande pubblico: Gaetano Mistretta, uno scrittore e saggista davvero di classe!
Aggungerei anche Giuliano Fiocco, Riccardo Coltri, Frank O’Brain (italianissimo
a dispetto del nick…), e tre ragazze davvero molto brave come Barbara
Becheroni, Alex B e Roberta Mochi… oltre ovviamente molti altri che presto,
sono certo, emergeranno. Il materiale c’è, signori, basta aprire solo un
po’ gli occhi alle linci nostrane che si occupano di letteratura horror… Quest’anno
abbiamo avuto l’onore di pubblicare Deviazioni
2000, un’antologia di racconti estremi dove sangue e sesso si fondono in
una miscela esplosiva…. So che il tuo lavoro ha fatto intimidire parecchie
case editrici… Perché dunque Deviazioni
2000? Vuoi raccontarci dall’inizio come sono andate le cose? Con
molto piacere! Deviazioni 2000 è un lavoro che è stato davvero ad un
passo dall’essere pubblicato da una casa editrice italiana non più tardi di
due mesi fa. Purtroppo alla fine, spaventati dai suoi contenuti, si sono tirati
indietro proprio mentre il libro era in stampa. L’editor ha bloccato tutto.
Non se la sono sentita e li capisco: hanno riconosciuto il valore letterario
alla mia opera, ma i suoi contenuti, diciamo così, in parte osceni, li hanno
sconsigliati… Era
troppo rischioso pubblicare un libro di questo genere: in passato per molto meno
sono volate udienze parlamentari… Fortunatamente poi ho trovato chi non ha
paura… Effettivamente
i racconti presenti
nell’antologia sono tutti molto… uhm… degenerati, estremi. In essi ci sono
figure classiche e tematiche horror, decadenti, attualizzazioni visionarie di
miti arcaici… Tradizioni, allucinazioni apocalittiche e sensualità
sfrenata… Sesso, distorsione dei valori comuni e tanto altro…Ma non parlerei
certo di racconti porno come qualche sapientone ha voluto insinuare…direi
piuttosto una declassicizzazione di alcuni stereotipi, ottenuta spesso con
l’utilizzo di tematiche forti, sfrenate… dense di atmosfere perverse. Dopo
innumerevoli racconti scritti, quale è a tuo avviso la formula ideale per
scrivere un buon racconto dell’orrore? Beh,
questa è la classica domanda da cento milioni di dollari, o di euro… come
preferite… Io
sono fondamentalmente un musicista, vengo dal jazz, musica dove
l’improvvisazione e l’estro artistico predominano. Posso azzardare che la
base per un buon racconto è la capacità d’improvvisazione dell’autore, la
sua abilità nell’immaginare e rendere palese agli altri i propri deliri!
Questa è la base!!! Creare all’interno della mente, autosconvolgerci… e poi
provare a farlo con gli altri!! Certo,
una buona capacità di espressione, una buona scrittura, sono assai importanti,
ma ancor di più lo è la propria bravura nel personalizzare il modo di
scrivere, di tracciare delle linee espressive da seguire. Una scrittura
personale è la seconda strada da imboccare, anche se mi rendo conto della
difficoltà nel riuscire ad ottenere tutto ciò. Ma la speranza è sempre
l’ultima a morire… Come
definiresti la paura nel nostro genere? La
paura… e già… la nostra amica di
sempre… Avere
paura è pensare troppo, o meglio, essere spinti a farlo nel modo sbagliato, o
giusto,… dipende dai punti di vista… Difficilmente riesci ad averne, a
temere qualcosa, se non pensi… Si tratta solo di bloccare il flusso dei
pensieri o lasciarli fluire fino a far annegare completamente la nostra ragione.
Voi cosa preferite fare? La
censura, specie nel “nostro” genere ha cercato sempre di abbattere gli
ideali di alcuni brillanti autori controversi. Cosa ne pensi di questo reale
problema? Vedo
nella censura un’ipocrita imposizione che non fa altro che alimentare i tabù
nella società moderna, caro Massimo… Oltre, ovviamente, un veicolo di
limitazione per la creatività di ogni artista… ma, allo stesso tempo,
qualcosa da scardinare con la potenza di un caterpillar… Essa è solo una
negazione falsa e subdola della realtà: un voler nascondere a tutti i costi i
mali che affliggono la nostra società, quelle del passato e mi auguro… non
quelle del futuro… Quest’anno
per GHoST hai curato e supervisionato la “micidiale” antologia Bizzarro
Show, raccolta ultraestrema che ha visto le firme di alcuni importanti
autori italiani. Cosa puoi dirci di questa esperienza? Sei soddisfatto? Sì,
sono piuttosto soddisfatto. Mi sembra sia stata un’antologia molto apprezzata
dalla critica. Ci sono parecchi autori tosti e di talento! La considero una
sorta di Manifesto degli orrori…
credo non ne manchi nessuno… Qualcuno,
come al solito, si è scandalizzato, ma è da mettere sempre in conto
un’eventualità del genere… I bacchettoni sono sempre ovunque… Possiamo
considerare Bizzarro Show un tentativo sperimentale di seguire certe vie,
certi sentieri sull’orlo della libertà espressiva più pura. Vorrei
ringraziare qui tutti gli autori che vi hanno partecipato proponendo ognuno la
propria malsana e realistica visione di una realtà mai statica, ma sempre in
fieri… Grazie
a voi tutti! E
riguardo a Nebbia purpurea? Cosa puoi
dirci della tua attività di sceneggiatore e soggettista di fumetti? E’
stata un bella esperienza, il classico LA per inaugurare una collana
fumettistica in casa Ghost… Tre
storie a fumetti da me sceneggiate (e due scritte), realizzate dalla magica
matita di Max Pedro Petrongari, altro collaboratore fisso di Ghost ed apprezzato
professionista del settore… Collaboro con lui da parecchio tempo, e per il
futuro si prevedono altri lavori dei quali al momento non voglio anticipare
nulla…pura scaramanzia… Per
Prospettiva Editrice a fine ottobre uscirà il tuo nuovo romanzo Lysergika.
Parlaci un po’ di questo tuo ultimo lavoro: quando e come è nata l’idea? Ho
cominciato a scrivere quel romanzo alla fine di aprile. A metà luglio era già
finito. Fra qualche giorno sarà pubblicato… E’ avvenuto tutto così
velocemente… Sono
circa 120 pagine. Il titolo è emblematico. Lysergika viene dalla
costruzione abusata di un termine inglese: LYSERGIC. E’ la storia di quattro
frikkettoni “out of time” e dei loro viaggi… Un incubo sonoro e fantasmagorico in cui una volta entrati
si farà molta fatica a distinguere la realtà dall’incubo o il dantesco mondo
da trip… Lo definirei un romanzo
psichedelico… un horror, non – horror… tanto per non intenderci… Ma
cosa succede veramente ai quattro protagonisti? Perdetevi anche voi senza
problemi all’interno di quelle cupe atmosfere grondanti storia,
leggenda e mirabolante arte architettonica… e…folli visioni!!! Per
il cinema, invece, di quale regista italiano (horror/fantascienza) hai più
stima? Anche
qui vado sul classico. Il primo Dario Argento è tuttora insuperato. Pensate ad
un film come Suspiria: la summa per eccellenza dell’Horror italiano…
magistrale!!! Un capolavoro che non è secondo a nessuno (de gustibus,
ovviamente!!!), nemmeno ai grandi americani!!! Chiaramente
non posso amare tutto di questo straordinario regista… il suo ultimo NON HO
SONNO ad esempio è uno di quei films che mai avrei voluto vedere… Davvero
squallida e grottesca la situazione che ho vissuto in prima persona
al cinema, quando ho realizzato che tutti i presenti alla fine del primo
tempo avevano capito che era l’assassino… Grande
anche il compianto Lucio Fulci: se avesse avuto i mezzi economici del primo
forse… E
poi una menzione per il controverso, ma bravo, Pupi Avati, mi pare doverosa:il
suo La casa dalle Finestre che ridono è un altro capolavoro assoluto… un
classicissimo dell’horror nostrano!!! E
quello straniero? Senz’altro
John Carpenter!!! E poi ovviamente il grande Romero!!! Poi Jodorowsky… beh, ce
ne sono… C’è
qualche pellicola in particolar modo che ti ha maggiormente turbato e per così
dire “cambiato la vita”? Penso
al Nosferatu di Kinsky, o al Dracula di Bela Lugosi… L’esorcista, il già
citato Suspiria… Dark Waters…, ma il mio incubo di celluloide non è stato
un film, bensì un romanzo a puntate, un serial prodotto dalla televisione
francese alla metà degli anni sessanta. Avevo otto anni quando lo vidi. Lo
trasmisero per quattro o cinque mercoledì di seguito, nel tardo pomeriggio.
Sconvolse tutta la mia generazione. Si
tratta di un capolavoro tuttora insuperato, purtroppo sottovalutato, ed
ultimamente anche infangato da un’infamante remake, o non ben precisato
seguito… Belfagor
o il Fantasma del Louvre? Consiglio
vivamente di procurarvi la videocassetta di quelle straordinarie puntate in
bianco e nero. Ne vale davvero la pena!!! Cosa
ne pensi del cinema horror degli ultimi anni? Si
sta sfornando a go-go una produzione
che non sempre, purtroppo, è all’altezza… la qualità latita di brutto e
così idee e sceneggiature, senza contare il pressappochismo degli attori,
sovente addirittura ridicoli nelle loro pessime interpretazioni. L’unica cosa
positiva è che c’è un movimento horror sempre vivo. Mai sopito e
dimenticato!!! Ma adesso è giunto il momento di pensare anche alla qualità… Tu
sei anche un ottimo chitarrista (dove tra l’altro nella tua lunga carriera
musicale hai avuto il pregio di suonare con alcuni dei componenti dei Goblin)
e insegni musica ai bambini delle elementari. Di solito che musica preferisci
ascoltare? Grazie
per il complimento! Ma, onestamente, gli ottimi chitarristi vivono piuttosto
lontani dalla nostra penisola… Comunque,
sì, sono un musicista, un chitarrista. Come ho già detto la mia attività live
ora è circoscritta… al mio gruppo blues. Mi limito all’insegnamento della
chitarra moderna sia privatamente che all’interno di scuole musicali. La
musica è stata ed è parte integrante della mia vita. E sempre lo sarà… Posso
dirti ciò che preferisco ascoltare attualmente: il blues!!! Ma ho subito varie
fasi ed influenze. Dal rock pop dei Beatles ad Hendrix, la Psichedelia, l’Acid
Rock, L’hard rock, Il Progressive… fino al Jazz… il Be-Bop ed il Free… Al
contrario detesto la musica easy-listening… quasi tutta quella moderna… l’hip
hop e similari e tutta l’immondizia cacofonica che gira a ritmi vertiginosi
nelle discoteche… So
che hai una vasta e preziosa collezione di album… quanti ne possiedi
attualmente? Tra
vinile e cd diciamo che sono un migliaio (o giù di lì…) di titoli...
compresi dischi originali dell’epoca… Crudelie
Demonie (Sanguinarie
Cenerentole 2) è una delle prossime e attesissime produzioni GHoST. Anche
in questo caso la formula sarà la stessa ovvero firme letterarie esclusivamente
al femminile. Mi è sembrato di capire che ci tenevi molto a curare questo
progetto: perché tanto interesse per la narrativa fantastica al femminile? Vuoi
stilarci una tua personalissima opinione sulla differenza di stili tra noi
maschietti e le Cenerentole? Credi che il vero connubio sia stato raggiunto con Le
nozze alchemiche? Ero
rimasto molto incuriosito dall’Orrorismo al femminile, dalla prima antologia
Sanguinarie Cenerentole. Mi avevano sorpreso davvero. Cattive e brave!!! Ho
sempre apprezzato autrici donne: Ann Rice
e Poppy Z. Brite sono le mie preferite, non hanno assolutamente nulla da
invidiare ai celebri maschietti… Pertanto,
quando mi hai chiesto se ero disponibile a curare ed occuparmi dell’editing
dell’antologia Crudelie Demonie, ho subito accettato. Sono molto
orgoglioso del fatto che anche la DarkLady italiana per eccellenza, Alda
Teodorani, abbia accettato di partecipare con un suo racconto inedito. Ma non
solo, ci saranno anche tutte le giovani autrici più valide del panorama
italiano: da Barbara Becheroni a Alex B, fino a Roberta Mochi, Viviana Cremasco
e Marica Petrolati…e tante altre. Una bella passerella…insomma!!! Differenze
tra le penne femminili e quelle maschili? Guarda, credo che ci siano uomini che
sanno scrivere ed altri che non ne sono capaci: lo stesso vale per le donne. Il
talento non ha sesso!!! Sfido chiunque a saper riconoscere un racconto scritto
da una donna da quello di un uomo… E non venite a raccontarmi che l’autrice
donna interpreterà sempre un personaggio femminile e viceversa: sono
barzellette per bambini e basta!!! Non
condivido nemmeno l’opinione diffusa che uno scrittore uomo non possa
impersonare una figura femminile nei suoi racconti. La presunta impossibilità
di leggere dentro una donna non esiste!!! Calarsi all’interno di un animo
femminile è possibile grazie all’immaginazione ed alla sensibilità di un
artista!!! Chi può dimostrare il contrario? Nessuno, credo… Le
Nozze Alchemiche può essere considerato un fusione tra due stili diversi,
ma solo perché interpretati da persone diverse… non di certo perché si
tratta di storie scritte a quattro mani da un uomo ed una donna...
L’esperimento comunque è perfettamente riuscito. Ci sono dei buoni racconti.
Si potrebbe pensare anche qui ad una seconda puntata, magari coinvolgendo anche
qualche nome celebre. Chissà… Da
più di un anno collabori attivamente con GHoST. Perché tanto interesse per
questo progetto amatoriale? Cosa ne pensi del Fandom italiano? Concordi
sul fatto che il Fandom rimarrà sempre è comunque il metodo più straordinario
e liberatorio di proporsi senza alcun vincolo editoriale? Punto
secondo, considero l’intero progetto Ghost molto valido. C’è la possibilità
di lavorare senza costrizioni, liberi e scevri da regole, imposizioni, dare una
parte di sé stessi senza dover sottostare a nessun tipo di impegno morale o
scritto!!! Quando
penso al fandom italiano, mi viene in mente soltanto Ghost, l’unico Club a
carattere quasi professionale che svolge un’attività totale nelle discipline
artistiche. Un progetto globale, insomma… Per
concludere, rivelaci la tua più bramosa ambizione e magari anticipaci qualcosa
per i tuoi progetti futuri. A
parte Revenants!, sto lavorando su un romanzo a quattro mani con Alex B,
un’ottima autrice italiana che vive nella splendida Cornovaglia. Siamo agli
sgoccioli, tra un paio di mesi dovremo quasi esserci. Il tema è l’ossessione
amorosa tra un uomo ed una donna… e’ molto estremo, tanto per
cambiare…Ecco, diciamo che questi sono i due progetti più vicini. C’è poi
una mia trilogia DIABOLUS IN MUSIKA, ambientata in un contesto strettamente
musicale, che dovrebbe essere pubblicata a maggio, giugno, da una casa editrice
del Nord… Altri progetti sono in cantiere e una meravigliosa realtà potrebbe
venire ancora da Ghost, vero Massimo??? Ma chiaramente non anticiperò nulla,
tranquillo….
a cura di Massimo Ferrara
|
I N T E R V I S T E |
|
home cinema narrativa musica arte misteri articoli interviste link archivioghost news forum album produzioni info |