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SCHEDA INFORMATIVA

 

Walter Diociaiuti è nato a Rieti nel 1966. Svolge le attività di musicista e didatta. Ha pubblicato il suo primo romanzo, Befania, per Edizioni GHoST (2000). Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati nelle varie antologie di casa GHoST ed è stato soggettista e sceneggiatore del fumetto Deliria – Nebbia Purpurea. La sua antologia di racconti molto estremi, DEVIAZIONI 2000, è stata pubblicata quest'anno sempre da GHoST. Per i tipi di Prospektiva sta per uscire il suo prossimo romanzo Lysergika. 

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WALTER DIOCIAIUTI


Intervista realizzata nell'ottobre 2001

  

Ciao Walter! Allora, cominciamo subito con la classica domanda: perché tanta passione per il genere fantastico?

Mah, che dirti? Tu credi davvero ci sia un perché??? Sono convinto che ognuno di noi venga chiamato da sottili messaggi subliminali prodotti dalla propria mente… Un qualcosa che ci è sempre appartenuto e che, ad un certo punto della vita, ha cominciato, da una situazione di latenza, a manifestarsi in maniera netta e chiara… In termini più razionali, potrei dirti che sin da piccolo sono sempre stato affascinato dal mistero e dalle “storie strane”… Adoravo i racconti di spettri e streghe di mia nonna… ed i film “paurosi” come li chiamavo allora. Poi sono arrivati i libri, la fantascienza di Asimov…e l’horror più puro!!! Insomma una potente ed incandescente miscela, Massimo.

 

Esattamente quando hai iniziato a scrivere per questo genere? So che nel cassetto hai già un bel po’ di racconti pronti… Cosa ti spinge maggiormente a scrivere racconti horror?

Da ragazzetto, ti parlo dei periodi del liceo, scrivevo poesie… diciamo che erano il mio blues di allora: una sorta di lamento interiore che mi permetteva di controllare e sedare lo spleen di quel tempo.

Come scrittore sono piuttosto “giovane”. Ho cominciato nel 1998 dopo aver rinunciato definitivamente alla carriera musicale professionistica. Ero profondamente deluso da quell’ambiente, da quel mondo…

Dopo aver letto parecchi libri, tutti o quasi di genere, decisi che avrei provato a buttare giù qualcosa. Quel qualcosa era il mio primo romanzo: Befania. Un anno e mezzo di gestazione…

 

Befania del 1999 è il tuo primo romanzo pubblicato per GHoST. Come è nata l’idea per questo progetto complesso?

Esattamente, Befania è il mio primo romanzo ed il mio primo scritto in assoluto. Sono molto legato a quelle atmosfere claustrofobiche, infantili, fantastiche, quasi oniriche. Il mio intento era quello di farlo sembrare una banale storia di bambini, vicende di tutti i giorni che ad un certo punto prendono una piega, diciamo così, particolare, molto particolare. Lo stile è volutamente narrativo, scarno, adatto a quelle situazioni, a quel tipo di dialoghi risolutivi. La trama è fluviale, per questo motivo preferisco evitare disquisizioni di carattere descrittivo che avrebbero appesantito troppo la storia. Il tema centrale è fondamentalmente quello dell’amicizia. Ma, ovviamente, la sua matrice tipicamente orroristica, fantastica, predomina alla grande! Come mi è venuta l’idea? E’ una lunga storia che sinceramente preferirei tenere per me. Un intreccio di esperienze personali, tradizioni e …voli pindarici della mia mente!!! Oltre naturalmente ad approfondite ricerche personali concernenti la stregoneria…

 

So che stai preparando anche un seguito: puoi anticiparci qualcosa?

Beh, posso dirti molto poco a tal riguardo. Ti anticiperò che non sarà ambientato a Rieti come Befania, ma a New Orleans, città che peraltro conosco abbastanza bene, e che il suo titolo sarà REVENANTS! E’ troppo poco? Vabbè, aggiungerò che non sarà un lavoro lungo e fluviale  come Befania… diciamo un po’ più contenuto, a metà tra la tradizionale lunghezza dei romanzi americani e quelli esageratamente brevi nostrani.

 

Nella narrativa italiana e non quali autori preferisci maggiormente?

Partirei dai maestri d’oltreoceano. Cito fra tutti quello per antonomasia, il grande RE. Il tanto incensato e criticato Stephen King. Il più grande senza ombra di dubbio, nonostante alcuni dei suoi lavori siano piuttosto discutibili. Adoro Lansdale, Laymon e Ann Rice (e tanti altri) per l’Horror, Ellroy e Harris per il Noir, poi i grandi vecchi come Matheson, Bradbury e Asimov per la fantascienza. Guardando un attimo dentro casa nostra, non posso non mettere in rilievo la fiorente situazione attuale: ci sono parecchi giovani orroristi degni di nota. Peccato per il totale disinteresse nei loro confronti da parte delle grandi case editrici che continuano a snobbarli senza alcun motivo, a favore della dilagante esterofilia… Qualche nome? Beh, a parte i soliti Lucarelli, Baldini e Teodorani, ti cito quello di un autore non ancora conosciuto dal grande pubblico: Gaetano Mistretta, uno scrittore e saggista davvero di classe! Aggungerei anche Giuliano Fiocco, Riccardo Coltri, Frank O’Brain (italianissimo a dispetto del nick…), e tre ragazze davvero molto brave come Barbara Becheroni, Alex B e Roberta Mochi… oltre ovviamente molti altri che presto, sono certo, emergeranno. Il materiale c’è, signori, basta aprire solo un po’ gli occhi alle linci nostrane che si occupano di letteratura horror…

 

Quest’anno abbiamo avuto l’onore di pubblicare Deviazioni 2000, un’antologia di racconti estremi dove sangue e sesso si fondono in una miscela esplosiva…. So che il tuo lavoro ha fatto intimidire parecchie case editrici… Perché dunque Deviazioni 2000? Vuoi raccontarci dall’inizio come sono andate le cose?

 Con molto piacere! Deviazioni 2000 è un lavoro che è stato davvero ad un passo dall’essere pubblicato da una casa editrice italiana non più tardi di due mesi fa. Purtroppo alla fine, spaventati dai suoi contenuti, si sono tirati indietro proprio mentre il libro era in stampa. L’editor ha bloccato tutto. Non se la sono sentita e li capisco: hanno riconosciuto il valore letterario alla mia opera, ma i suoi contenuti, diciamo così, in parte osceni, li hanno sconsigliati…

Era troppo rischioso pubblicare un libro di questo genere: in passato per molto meno sono volate udienze parlamentari… Fortunatamente poi ho trovato chi non ha paura…

Effettivamente i racconti  presenti nell’antologia sono tutti molto… uhm… degenerati, estremi. In essi ci sono figure classiche e tematiche horror, decadenti, attualizzazioni visionarie di miti arcaici… Tradizioni, allucinazioni apocalittiche e sensualità sfrenata… Sesso, distorsione dei valori comuni e tanto altro…Ma non parlerei certo di racconti porno come qualche sapientone ha voluto insinuare…direi piuttosto una declassicizzazione di alcuni stereotipi, ottenuta spesso con l’utilizzo di tematiche forti, sfrenate… dense di atmosfere perverse.

 

Dopo innumerevoli racconti scritti, quale è a tuo avviso la formula ideale per scrivere un buon racconto dell’orrore?

Beh, questa è la classica domanda da cento milioni di dollari, o di euro… come preferite…

Io sono fondamentalmente un musicista, vengo dal jazz, musica dove l’improvvisazione e l’estro artistico predominano. Posso azzardare che la base per un buon racconto è la capacità d’improvvisazione dell’autore, la sua abilità nell’immaginare e rendere palese agli altri i propri deliri! Questa è la base!!! Creare all’interno della mente, autosconvolgerci… e poi provare a farlo con gli altri!!

Certo, una buona capacità di espressione, una buona scrittura, sono assai importanti, ma ancor di più lo è la propria bravura nel personalizzare il modo di scrivere, di tracciare delle linee espressive da seguire. Una scrittura personale è la seconda strada da imboccare, anche se mi rendo conto della difficoltà nel riuscire ad ottenere tutto ciò. Ma la speranza è sempre l’ultima a morire…

 

Come definiresti la paura nel nostro genere?

La paura… e già… la nostra amica di sempre

Avere paura è pensare troppo, o meglio, essere spinti a farlo nel modo sbagliato, o giusto,… dipende dai punti di vista… Difficilmente riesci ad averne, a temere qualcosa, se non pensi… Si tratta solo di bloccare il flusso dei pensieri o lasciarli fluire fino a far annegare completamente la nostra ragione. Voi cosa preferite fare?

 

La censura, specie nel “nostro” genere ha cercato sempre di abbattere gli ideali di alcuni brillanti autori controversi. Cosa ne pensi di questo reale problema?

Vedo nella censura un’ipocrita imposizione che non fa altro che alimentare i tabù nella società moderna, caro Massimo… Oltre, ovviamente, un veicolo di limitazione per la creatività di ogni artista… ma, allo stesso tempo, qualcosa da scardinare con la potenza di un caterpillar… Essa è solo una negazione falsa e subdola della realtà: un voler nascondere a tutti i costi i mali che affliggono la nostra società, quelle del passato e mi auguro… non quelle del futuro…

 

Quest’anno per GHoST hai curato e supervisionato la “micidiale” antologia Bizzarro Show, raccolta ultraestrema che ha visto le firme di alcuni importanti autori italiani. Cosa puoi dirci di questa esperienza? Sei soddisfatto?

Sì, sono piuttosto soddisfatto. Mi sembra sia stata un’antologia molto apprezzata dalla critica. Ci sono parecchi autori tosti e di talento! La considero una sorta di Manifesto degli orrori… credo non ne manchi nessuno…

Qualcuno, come al solito, si è scandalizzato, ma è da mettere sempre in conto un’eventualità del genere… I bacchettoni sono sempre ovunque…

Possiamo considerare Bizzarro Show un tentativo sperimentale di seguire certe vie, certi sentieri sull’orlo della libertà espressiva più pura.

Vorrei ringraziare qui tutti gli autori che vi hanno partecipato proponendo ognuno la propria malsana e realistica visione di una realtà mai statica, ma sempre in fieri… Grazie a voi tutti!

 

E riguardo a Nebbia purpurea? Cosa puoi dirci della tua attività di sceneggiatore e soggettista di fumetti?

E’ stata un bella esperienza, il classico LA per inaugurare una collana fumettistica in casa Ghost…

Tre storie a fumetti da me sceneggiate (e due scritte), realizzate dalla magica matita di Max Pedro Petrongari, altro collaboratore fisso di Ghost ed apprezzato professionista del settore… Collaboro con lui da parecchio tempo, e per il futuro si prevedono altri lavori dei quali al momento non voglio anticipare nulla…pura scaramanzia…

 

Per Prospettiva Editrice a fine ottobre uscirà il tuo nuovo romanzo Lysergika. Parlaci un po’ di questo tuo ultimo lavoro: quando e come è nata l’idea?

Ho cominciato a scrivere quel romanzo alla fine di aprile. A metà luglio era già finito. Fra qualche giorno sarà pubblicato… E’ avvenuto tutto così velocemente…

Sono circa 120 pagine. Il titolo è emblematico. Lysergika viene dalla costruzione abusata di un termine inglese: LYSERGIC. E’ la storia di quattro frikkettoni “out of time” e dei loro viaggi… Un incubo sonoro e fantasmagorico in cui una volta entrati si farà molta fatica a distinguere la realtà dall’incubo o il dantesco mondo da trip… Lo definirei un romanzo psichedelico… un horror, non – horror… tanto per non intenderci… Ma cosa succede veramente ai quattro protagonisti? Perdetevi anche voi senza problemi all’interno di quelle cupe atmosfere grondanti storia,  leggenda e mirabolante arte architettonica… e…folli visioni!!!

 

Per il cinema, invece, di quale regista italiano (horror/fantascienza) hai più stima?

Anche qui vado sul classico. Il primo Dario Argento è tuttora insuperato. Pensate ad un film come Suspiria: la summa per eccellenza dell’Horror italiano… magistrale!!! Un capolavoro che non è secondo a nessuno (de gustibus, ovviamente!!!), nemmeno ai grandi americani!!!

Chiaramente non posso amare tutto di questo straordinario regista… il suo ultimo NON HO SONNO ad esempio è uno di quei films che mai avrei voluto vedere… Davvero squallida e grottesca la situazione che ho vissuto in prima persona  al cinema, quando ho realizzato che tutti i presenti alla fine del primo tempo avevano capito che era l’assassino…

Grande anche il compianto Lucio Fulci: se avesse avuto i mezzi economici del primo forse…

E poi una menzione per il controverso, ma bravo, Pupi Avati, mi pare doverosa:il suo La casa dalle Finestre che ridono è un altro capolavoro assoluto… un classicissimo dell’horror nostrano!!!

 

E quello straniero?  

Senz’altro John Carpenter!!! E poi ovviamente il grande Romero!!! Poi Jodorowsky… beh, ce ne sono…

 

C’è qualche pellicola in particolar modo che ti ha maggiormente turbato e per così dire “cambiato la vita”?

Penso al Nosferatu di Kinsky, o al Dracula di Bela Lugosi… L’esorcista, il già citato Suspiria… Dark Waters…, ma il mio incubo di celluloide non è stato un film, bensì un romanzo a puntate, un serial prodotto dalla televisione francese alla metà degli anni sessanta. Avevo otto anni quando lo vidi. Lo trasmisero per quattro o cinque mercoledì di seguito, nel tardo pomeriggio. Sconvolse tutta la mia generazione.

Si tratta di un capolavoro tuttora insuperato, purtroppo sottovalutato, ed ultimamente anche infangato da un’infamante remake, o non ben precisato seguito… Belfagor o il Fantasma del Louvre?

Consiglio vivamente di procurarvi la videocassetta di quelle straordinarie puntate in bianco e nero. Ne vale davvero la pena!!!

 

Cosa ne pensi del cinema horror degli ultimi anni?  

Si sta sfornando a go-go una produzione che non sempre, purtroppo, è all’altezza… la qualità latita di brutto e così idee e sceneggiature, senza contare il pressappochismo degli attori, sovente addirittura ridicoli nelle loro pessime interpretazioni. L’unica cosa positiva è che c’è un movimento horror sempre vivo. Mai sopito e dimenticato!!! Ma adesso è giunto il momento di pensare anche alla qualità…

 

Tu sei anche un ottimo chitarrista (dove tra l’altro nella tua lunga carriera musicale hai avuto il pregio di suonare con alcuni dei componenti dei Goblin) e insegni musica ai bambini delle elementari. Di solito che musica preferisci ascoltare?

Grazie per il complimento! Ma, onestamente, gli ottimi chitarristi vivono piuttosto lontani dalla nostra penisola…

Comunque, sì, sono un musicista, un chitarrista. Come ho già detto la mia attività live ora è circoscritta… al mio gruppo blues. Mi limito all’insegnamento della chitarra moderna sia privatamente che all’interno di scuole musicali.

La musica è stata ed è parte integrante della mia vita. E sempre lo sarà…

Posso dirti ciò che preferisco ascoltare attualmente: il blues!!! Ma ho subito varie fasi ed influenze. Dal rock pop dei Beatles ad Hendrix, la Psichedelia, l’Acid Rock, L’hard rock, Il Progressive… fino al Jazz… il Be-Bop ed il Free…

Al contrario detesto la musica easy-listening… quasi tutta quella moderna… l’hip hop e similari e tutta l’immondizia cacofonica che gira a ritmi vertiginosi nelle discoteche…

 

So che hai una vasta e preziosa collezione di album… quanti ne possiedi attualmente?

Tra vinile e cd diciamo che sono un migliaio (o giù di lì…) di titoli... compresi dischi originali dell’epoca…

 

Crudelie Demonie (Sanguinarie Cenerentole 2) è una delle prossime e attesissime produzioni GHoST. Anche in questo caso la formula sarà la stessa ovvero firme letterarie esclusivamente al femminile. Mi è sembrato di capire che ci tenevi molto a curare questo progetto: perché tanto interesse per la narrativa fantastica al femminile? Vuoi stilarci una tua personalissima opinione sulla differenza di stili tra noi maschietti e le Cenerentole? Credi che il vero connubio sia stato raggiunto con Le nozze alchemiche?

Ero rimasto molto incuriosito dall’Orrorismo al femminile, dalla prima antologia Sanguinarie Cenerentole. Mi avevano sorpreso davvero. Cattive e brave!!!

Ho sempre apprezzato autrici donne: Ann  Rice e Poppy Z. Brite sono le mie preferite, non hanno assolutamente nulla da invidiare ai celebri maschietti…

Pertanto, quando mi hai chiesto se ero disponibile a curare ed occuparmi dell’editing dell’antologia Crudelie Demonie, ho subito accettato. Sono molto orgoglioso del fatto che anche la DarkLady italiana per eccellenza, Alda Teodorani, abbia accettato di partecipare con un suo racconto inedito. Ma non solo, ci saranno anche tutte le giovani autrici più valide del panorama italiano: da Barbara Becheroni a Alex B, fino a Roberta Mochi, Viviana Cremasco e Marica Petrolati…e tante altre. Una bella passerella…insomma!!!

Differenze tra le penne femminili e quelle maschili? Guarda, credo che ci siano uomini che sanno scrivere ed altri che non ne sono capaci: lo stesso vale per le donne. Il talento non ha sesso!!! Sfido chiunque a saper riconoscere un racconto scritto da una donna da quello di un uomo… E non venite a raccontarmi che l’autrice donna interpreterà sempre un personaggio femminile e viceversa: sono barzellette per bambini e basta!!!

Non condivido nemmeno l’opinione diffusa che uno scrittore uomo non possa impersonare una figura femminile nei suoi racconti. La presunta impossibilità di leggere dentro una donna non esiste!!! Calarsi all’interno di un animo femminile è possibile grazie all’immaginazione ed alla sensibilità di un artista!!! Chi può dimostrare il contrario? Nessuno, credo…

Le Nozze Alchemiche può essere considerato un fusione tra due stili diversi, ma solo perché interpretati da persone diverse… non di certo perché si tratta di storie scritte a quattro mani da un uomo ed una donna... L’esperimento comunque è perfettamente riuscito. Ci sono dei buoni racconti. Si potrebbe pensare anche qui ad una seconda puntata, magari coinvolgendo anche qualche nome celebre. Chissà…

 

Da più di un anno collabori attivamente con GHoST. Perché tanto interesse per questo progetto amatoriale? Cosa ne pensi del Fandom italiano? Concordi sul fatto che il Fandom rimarrà sempre è comunque il metodo più straordinario e liberatorio di proporsi senza alcun vincolo editoriale?

Intanto premetto che quelli di Ghost sono stati i primi a credere in me e a darmi la possibilità di farmi conoscere nel circuito dell’Underground letterario italiano. Hanno pubblicato il mio Befania senza battere ciglio!!! Mi hanno dato fiducia subito. E io sono e sarò sempre riconoscente a Ghost!!!

Punto secondo, considero l’intero progetto Ghost molto valido. C’è la possibilità di lavorare senza costrizioni, liberi e scevri da regole, imposizioni, dare una parte di sé stessi senza dover sottostare a nessun tipo di impegno morale o scritto!!!

Quando penso al fandom italiano, mi viene in mente soltanto Ghost, l’unico Club a carattere quasi professionale che svolge un’attività totale nelle discipline artistiche. Un progetto globale, insomma…

 

Per concludere, rivelaci la tua più bramosa ambizione e magari anticipaci qualcosa per i tuoi progetti futuri.

A parte Revenants!, sto lavorando su un romanzo a quattro mani con Alex B, un’ottima autrice italiana che vive nella splendida Cornovaglia. Siamo agli sgoccioli, tra un paio di mesi dovremo quasi esserci. Il tema è l’ossessione amorosa tra un uomo ed una donna… e’ molto estremo, tanto per cambiare…Ecco, diciamo che questi sono i due progetti più vicini. C’è poi una mia trilogia DIABOLUS IN MUSIKA, ambientata in un contesto strettamente musicale, che dovrebbe essere pubblicata a maggio, giugno, da una casa editrice del Nord… Altri progetti sono in cantiere e una meravigliosa realtà potrebbe venire ancora da Ghost, vero Massimo??? Ma chiaramente non anticiperò nulla, tranquillo….

 

a cura di Massimo Ferrara

 

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