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Nella foto Giuliano Fiocco.

Copertina del romanzo Fine Continua.

Copertina dell'antologia Spettri Metropolitani.

Copertina dell'antologia Jubilaeum.

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GIULIANO FIOCCO


Intervista realizzata nell'agosto 2001

 

Ciao Giuliano, cominciamo la nostra intervista con la classicissima: quando e perché hai cominciato a scrivere?

Ho cominciato a scrivere nel 1996. Il perché è semplice: mi sembrava di avere qualcosa da raccontare. Ho iniziato nel più classico dei modi: ho scritto un paio di raccontini di un paio di pagine, assolutamente improponibili, li ho fatti leggere agli amici e poi li ho inviati alle case editrici (a quelle più grosse, ovviamente).

Se ci penso mi vergogno ancora…

 

Quali sono le tue influenze, o meglio, le preferenze della letteratura horror/noir?

Sono molteplici: tra gli autori stranieri, Barker mi piace moltissimo (anche in romanzi che non hanno ricevuto particolari plausi da parte del pubblico, come Imagica e la serie nata da Apocalypse), così come King (soprattutto negli ultimi romanzi e nelle raccolte di racconti). C'è poi un autore che apprezzo molto: è Emanuelle Carrere, che ha scritto alcuni libri mirabili. Altri autori notevoli  sono Michael Marshall Smith, autore di “Ricambi”, e Martin Wagner, autore de “La macchina di Rachel”. C’è poi Lansdale, di cui amo ogni riga scritta. Di autori italiani ce ne sono altrettanti (se non di più): mi piacciono Evangelisti, Dazieri, Nerozzi, Baldini e Camarca, Rigosi, Lucarelli, Joe Arden più una decina d’altri non di genere.

 

A mio avviso, e non solo, la tua è forse la migliore ed originale scrittura tra i giovani autori italiani. Quali consigli daresti ad un neofita che si avvicina per la prima volta all’elaborazione di un racconto di genere?

Primo: non imitare. Nessuno. La propria voce deve uscire forte da ciò che si scrive. L'imitazione va benissimo all'inizio (a patto che si studi approfonditamente chi si vuole imitare), ma poi la propria modalità espressiva deve “trionfare”. Non importa che sia apprezzata: l'importante è che in un mondo in cui tutti gridano, il nostro grido sia distinto da quello degli altri.

Secondo: essere umili. Ho sempre apprezzato di più le critiche dei complimenti. Solo da quelle ho imparato quel poco che so. Se si è permalosi o poco inclini al confronto, non scrivete. Potete sempre fare i dirigenti presso qualche multinazionale, del resto.

Terzo: Non sprecate una sola delle vostre lire pubblicando per editori a pagamento. Se c'è qualcuno che vi chiede soldi per pubblicare, vuol dire che quello che scrivete non ha mercato. Pubblicate gratis, se volete (lo fanno tutti gli autori italiani che non si chiamano Bevilacqua o Eco, del resto…), ma non fatevi abbindolare da chi vi dice che anche Moravia ha cominciato autopubblicandosi.

Quarto: Frequentate i corsi di scrittura creativa. Non è vero che non servono: vi mettono a contatto con altre persone che hanno la vostra passione e, se fatti bene, riescono a darvi elementi di tecnica che sono indispensabili.

 

Come vedi il panorama horror italiano?

Si parla molto di rinascita, di new age dell'horror. Io sono dubbioso. Non mi sembra che ci siano questi grandi sviluppi a livello di mercato. I libri che vengono pubblicati annualmente di autori italiani che scrivono "genere fantastico" da parte di grosse case editrici penso si contino sulle dita di una mano: gli altri, quelli che riescono a giungere all'agognata pubblicazione presso le case editrici più piccole sono afflitti da distribuzioni scoraggianti.

È vero che grazie a Internet gli appassionati raggiunti sono aumentati esponenzialmente, ma gli spazi editoriali sono ancora troppo esigui rispetto al potenziale espresso dagli autori italiani. Se la domanda è riferita agli autori, invece, devo dire che ultimamente ci sono molti scrittori di valore che si sono affacciati sulla scena dell'horror nostrano, autori che dimostrano capacità e tecnica che meriterebbero ben maggiori spazi rispetto a quelli forniti dalle strutture editoriali italiane.

 

Il tuo ultimo romanzo FINE CONTINUA è uno dei più originali lavori prodotti in Italia negli ultimi anni. Vorresti spendere qualche parola, presentarcelo, magari, in qualche modo?

Posso invitarvi ad andare a visitare il sito dedicato: http://www.finecontinua.horror.it : troverete tutte le informazioni desiderate, più altre di cui non sentivate assolutamente la mancanza…

 

Credi che l’esterofilia imperante nel nostro paese sia in qualche modo giustificata?

Sì. Qui parlo per esperienza personale e per la contiguità con vari editor delle case editrici: troppo spesso i prodotti di genere che vengono proposti alle case editrici da parte di autori italiani soffrono di pressapochismo e di scarsa cura nella fase, prima ancora di editing, di revisione del testo vera e propria. Sembra quasi che scrivere horror giustifichi una prosa orripilante. Se a questo si aggiunge la miopia atavica di chi detiene i destini editoriali italiani, il panorama si fa tetro…

 

Giuliano, cosa significa per te l’horror? Che cosa è l’horror?

L'horror è la terra in cui vagano gli incubi. È il genere che amo leggere. È quanto di più lontano ci sia dalla mia natura. È il genere che amo scrivere: nascondo le mie paure reali dietro a simulacri ghignanti.

 

Condividi le varie forme che si sono annidate all’interno di questo genere, quel Crossover che è andato proliferando negli ultimi anni?

Amo il crossover: trovo che la contaminazione dei generi sia il fertilizzante della fantasia. Odio i recinti. La mia prosa è  migliorata in maniera netta dopo che ho cominciato a seguire i corsi di scrittura creativa che teneva nella mia città Giulio Mozzi, un autore agli antipodi del genere.

Leggere di tutto: questa è la regola aurea da seguire prima di mettersi a scrivere.

 

Potresti fare una tua personalissima classifica dei migliori  dieci libri di tutti i tempi?

E’ una classifica molto parziale, assolutamente non esaustiva e scritta di getto:

 

Rosemary's baby di Levine

L'Ombra dello Scorpione di King

Imagica di Barker

Il Mondo in un tappeto di Barker

La serie I Libri di sangue di Barker

A volte ritornano di King

La settimana bianca di Carrere

Ordine pubblico di Camarca

La notte del drive-in di Lansdale

Ricambi di M.M.Smith

 

Una domanda non molto usuale: credi nel Sovrannaturale?

Sono cattolico, dunque il sovrannaturale fa parte di un'eredità "genetica" che mi appartiene.

Non credo agli spiriti, se è questo che vuoi sapere, credo a un male che è più umano che sovrannaturale.

 

Tu sei uno dei collaboratori di Horror.it: potresti parlarci dei nuovi progetti, ed in particolar modo quello della nuova casa editrice SOLID?

I progetti di Solid e di Horror.it (e dei colleghi di Fantascienza.com e Thrillernet.it) sono tanti e tali che non basterebbero trenta cartelle per descriverli tutti.

Con Solid vorremo innanzitutto fornire a tutti gli appassionati del genere una certezza di qualità. Chi acquisterà i libri Solid saprà che sono prodotti da una casa editrice che non deve sottostare ad alcun condizionamento esterno, e che cercherà di produrre solo opere di qualità, fornendo una garanzia derivante dal proprio nome a chi spesso si è sentito preso in giro dalle scelte editoriali della grande editoria. La selezione delle opere sarà estremamente severa: per una piccola casa editrice un passo falso può avere effetti devastanti. Inoltre, Solid fornirà consulenze e servizi innovativi indirizzati a una molteplicità di soggetti, dalle case editrici ai singoli appassionati.

 

Il Veneto, la regione dove vivi, è una terra molto feconda in fatto di scrittori di genere. C’è qualcuno dei tuoi colleghi che maggiormente stimi?

Tralasciando i nomi altisonanti, che sono sempre gli stessi, rispondendo a questa domanda mi espongo alle critiche di chi ritiene il mio un giudizio di parte. Del resto, è un rischio che corro volentieri: ci sono alcuni autori che io leggo con maggior piacere rispetto ad altri, e, per quanto possa contare, non c'è nessuna attinenza con il fatto che alcuni di questi siano miei amici. Sono autori per me imprescindibili e rappresentano quanto di meglio, fino a oggi, l'horror abbia prodotto in Italia, e i cui nomi si rincorrono ai primi posti dei vari concorsi letterari: Pierluigi Ubezio, Danilo Arona, Andrea G. Colombo, Nicola Verde, Dario Tonani, Giampaolo Simi, Alberto Cola, Riccardo Coltri. Un altro autore alla cui fantasia e alla qualità della scrittura mi inchino è Ivo Torello (che ha vinto l'ultima edizione del concorso Lovecraft e di cui invidio ogni cosa scritta).

 

Qual è il confine tra realtà, leggenda e fantasia?

Passiamo alla filosofia, eh?

Quando la realtà è filtrata dalla fantasia, e accettata come tale dalla molteplicità, diventa leggenda. Reificare l’intangibile è il compito della leggenda.

Se ho detto una cazzata, chiedo perdono;-)

 

Passiamo ora al cinema. Quest’anno sono stati presentati parecchi films del nostro amato genere. Quali impressioni hai riportato?

Ho visto molti brutti film horror, quest’anno (il peggiore dei quali è stato sicuramente Lost soul), però non sono un appassionato di cinema: amo molto di più leggere che sedermi in una poltroncina in una sala buia a farmi guidare la fantasia…

 

Quali sono i tuoi registi preferiti?

Sam Raimi, Paul Anderson, M. Night Shyamalan, John Woo, i fratelli Wachowski, Carpenter.

 

Dicci cinque films (anche di più se vuoi…) che vorresti portare sempre con te.

Punto di non ritorno

L'esorcista

Il sesto senso

Evil dead

La cosa

 

Hai qualche messaggio per le grandi case editrici italiane?

Se telefonate e non mi trovate al cellulare, lasciate pure un messaggio. Vi richiamo io al più presto.

 

Progetti immediati per il futuro?

C’è un progetto relativo a un romanzo da scrivere a quattro mani, con un autore fantastico. Sarà una cosa molto particolare, e spero sinceramente vada in porto…

 

a cura di Walter Diociaiuti

 

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