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Nicola Lombardi

SCHEDA INFORMATIVA

 

La sua prima (e finora unica) raccolta personale di racconti risale al 1989: OMBRE - 17 racconti dell'orrore, pubblicazione autoprodotta curata dalla casa editrice Arstudio di Portomaggiore.

Ha poi collaborato con il periodico Achab, in veste di articolista, traduttore e sceneggiatore di fumetti, oltre che con alcune fanzines (Neo Gothic, Ver Sacrum...).

Come componente del movimento letterario romano Neo Noir (capitanato dal buon Fabio Giovannini), ha pubblicato racconti nelle antologie NEO NOIR - 16 storie e un sogno (Il Minotauro), NEO NOIR e CUORE DI PULP (Stampa Alternativa).

Per l'editrice Newton Compton ha scritto le "novelizations" di PROFONDO ROSSO (in Profondo Thrilling) e SUSPIRIA (in Terrore Profondo).

Suoi racconti sono apparsi nelle antologie STORIE DI STREGHE, STORIE DI DIAVOLI, STORIE DI MUMMIE (Newton Compton), FUTURO EUROPA (Perseo Libri) e sulla rivista Misteri, assieme a vari articoli.

Infine per le Edizioni G.Ho.S.T. ha partecipato alle antologie Le Nostre Tenebre, Horror Theme, Paura e Shock!

 

 

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NICOLA LOMBARDI


Intervista realizzata nel febbraio 1999

 

Com'è nata l'idea della tua antologia OMBRE - 17 racconti del terrore?

L'idea di Ombre nasce semplicemente dall'esigenza di raccogliere e, con un relativo sforzo autoproduttivo, pubblicare un certo numero di racconti che avevo accumulato dal 1983 al 1989, anno d'uscita del libro. Parte di essi erano già apparsi in un periodico locale, La Loza, mentre altri erano stati scritti ed archiviati proprio in attesa di raggiungere un quantitativo di scritti che rendesse sensata la compilazione di un volumetto. Il fatto che i racconti siano 17, poi, è assolutamente casuale, per quanto anche dietro il caso si celino spesso oscuri disegni. In principio i racconti consegnati all'editore erano 16, poi una fanciulla (oggi signora Lombardi) mi ha chiesto di scriverne uno espressamente dedicato a lei; così è saltato fuori Ester, che passato in tutta fretta alla tipografia è diventato la 17esima Ombra.

 

Com'è stata l'esperienza di collaboratore con Achab e con le fanzine Neo Gothic e Ver Sacrum?

Non ho mai avuto il piacere di conoscere di persona il buon Bulbo di Neo Gothic, che mi ha pubblicato un racconto, un articolo sul cinema splatter ed un altro per ricordare un amico scomparso, il filmaker milanese Fabio Salerno.

Per i ragazzi di Ver Sacrum ho pubblicato un racconto (sullo speciale Oscure Malie) ed un articolo sui mostri nella narrativa horror contemporanea; ho grandissima stima di loro (dei ragazzi di Ver Sacrum, non dei mostri), e per me è stato un onore essere accolto fra le pagine di una pubblicazione raffinata e colta come la loro. Con Achab ho invece sperimentato una forma creativa che mi era nuova; oltre ad articoli e traduzioni, mi sono infatti cimentato in una serie di mini sceneggiature per fumetti (realizzati graficamente dal disegnatore romano Gianni Originario), storielle molto crudeli e demenziali. Mi sono divertito un sacco.

 

Il progetto Neo Noir, presentato tra l'altro per la prima volta al Rosso & Nero di Torino, lascia due importanti firme: quella di Fabio Giovannini e Paolo Di Orazio. Cosa ne pensi di questi due grandi artisti?

Non posso pensarne che bene, data la levatura del loro ingegno e della loro professionalità. Ho incontrato Di Orazio solo un paio di volte, a Roma, e non posso certo dire di conoscerlo, al di là dei suoi scritti nevrotici e spietati; oltre ad essere, come saprete, un valente batterista (e lo vedo bene a percuotere con foga maniacale due ossa non perfettamente spolpate sopra tamburi in pelle umana), ha tra i tanti il merito di essere annoverato senz'altro fra i "padri promotori" dello splatterpunk italico. A livello personale conosco meglio il buon vecchio Giovannini, eclettico e geniale figuro che si aggira inquieto fra cultura e sottoculture, disseminando in ogni direzione i parti della sua smisurata conoscenza delle materie più oscure. Davvero un grande.

 

Secondo te qual'è la formula ideale per scrivere un buon racconto dell'orrore?

Sarà che la parola "formula" fa sempre storcere un po' il naso, ma pur col rischio di cadere in un luogo comune ritengo che non esista alcuna formula. Se esistesse, basterebbe applicarla per ottenere magicamente un "buon racconto dell'orrore". Esistono convenzioni, magari. E tecniche narrative, certamente. Però a mio avviso tutto è legato all'Idea, sincera ed originale, che scaturisce dalla mente dell'autore e pretende di essere scritta. Direi che è molto più semplice individuare una formula per scrivere un "cattivo racconto dell'orrore": non aver letto, o aver letto troppo poco, ed avere la presunzione di sconvolgere il lettore riversandogli addosso nefandezze a badilate. Mi è capitato spesso di leggere racconti costruiti unicamente sugli effetti, senza alcuna storia interessante a sostenerli o giustificarli, e non funzionano. Il racconto dell'orrore deve essere un bisturi che punzecchia i punti giusti del cervello; non tutti sono chirurghi, certo, ma anche un modesto medico condotto può cavarselabene, se ci mette la buona volontà. Però se uno si mette all'opera con una cazzuola...

 

Come definiresti la paura nel nostro genere?

La definirei uno spettro che non possiamo fare a meno di continuare ad inseguire - pensandoci, parlandone, scrivendone senza sosta - per non rischiare di trovarcelo alle spalle.

 

Di quale regista italiano (horror-fantascienza) hai più stima?

Sarò banale, ma devo rispondere Dario Argento. Al di là di tutte le considerazioni che si possono fare sul suo cinema, rimane sempre il più visionario "maestro degli incubi" (Suspiria, per me, è la quintessenza della paura). Ma naturalmente ammiro, per le loro opere migliori, tutti quei registi che hanno contribuito a portare avanti un discorso allucinatorio e controverso come quello del cinema horror italiano (i due Bava, Freda, Fulci, Cozzi, Soavi, Margheriti...).

 

Puoi raccontarci brevemente la tua esperienza di attore nel folle cortometraggio Hellombard - Quella villa accanto al gommista, diretto dal buon Stefano Barbieri (Zio Tolo)?

No, no, ragazzi, non scherziamo: "esperienza di attore"?! Dunque, genesi di Hellombard: serata a casa di amici - Zio Tolo si è portato dietro una sporta da supermercato colma dei suoi trucchi artigianali - "Dai, facciamo un filmino!" - Si fa il filmino, tutto inventato ed improvvisato - tante risate, e buonanotte. Che poi Tolo abbia pensato bene di spedire ovunque sul territorio nazionale la videocassetta con le mie gesta addobbato da cenobita ringhiante (spingendo addirittura qualcuno a considerare la cosa seriamente!!!), questo riguarda una dimensione assolutamente al di fuori del mio controllo. Ciò che ribolle all'interno della glabra e venosa calotta cranica di Zio Tolo è un cosmo inconoscibile nel quale anche Cthulhu si sentirebbe a disagio.

 

Cosa ne pensi del fenomeno UFO?

Non ho ancora avuto la fortuna di raccogliere qualche prova, e mi piacerebbe tanto vederne uno. Ogni tanto guardo in su, speranzoso, ma finora mi è andata male.

 

Un tuo giudizio sul progetto Planet Ghost?

Plauso ed encomio a qualunque iniziativa volta alla diffusione e/o approfondimento del fantastico, inteso come radicale alternativa al quotidiano. Vedo poi da "Ghost News" che avete in pentola un sacco di progetti: l'entusiasmo non vi manca di certo, e neppure la voglia di continuare a migliorare (o dovrei dire peggiorare?). Complimenti!

  

Per il futuro cosa ci puoi anticipare?

Dunque, per la Newton Compton compariranno miei racconti in nuove antologie della collana Mammut in preparazione, curate da Gianni Pilo.

Poi, ho in corso collaborazioni con il mensile Misteri, con Gaetano Mistretta, Luca Palmerini, Massimo Perissinotto, Fabio Casagrande Napolin, Massimiliano Medici (conturbante compagnia, eh?). Sto inoltre pensando ad una nuova raccolta di racconti. Ah, dimenticavo: mi ha contattato Spielberg per Hellombard 2, ma purtroppo è Tolo a detenere i diritti e non vuole saperne di cederli...

 

a cura di Massimo Ferrara

 

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