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GIANLUCA OLMASTRONI Intervista realizzata nel dicembre 2002 in occasione del nuovo cortometraggio: I rumori parlano
Carissimo Gianluca, innanzi tutto grazie per la tua disponibilità. Direi di partire dagli inizi: cosa ti ha spinto a realizzare questo corto? Pensavo ad un corto horror da diverso tempo. Mi piaceva l’idea di usare questo genere per fare metafore sociali, satira, e simili, come ha fatto George A. Romero nei suoi film sugli zombie. Il progetto si è concretizzato quando ho conosciuto, tramite il mio sito, Marco Cantarelli, appassionato di horror e fantasy, esperto di lavorazione del lattice. Anche se poi gli effetti speciali di trucco hanno avuto un ruolo inferiore a quello previsto, sono stati chiaramente fondamentali.
Il titolo, "I rumori parlano", è piuttosto curioso; vuoi parlarcene? È tratto da una battuta di Diego, il personaggio più controverso della storia. È un aneddoto che sta raccontando agli amici, riguardo al fatto che la Terra sarebbe una macchina di tortura che produce rumori, che a loro volto ci comunicherebbero dei messaggi: data la natura ambigua di Diego, è difficile capire se stia solo cercando di spaventare i compagni o se ci creda davvero.Durante la lavorazione tuttavia il titolo era "Twilight of the Dead", un tributo a Romero e alla sua saga degli zombie: volevo che il corto avesse un titolo italiano, ma ormai mi ero affezionato a quello inglese, che quindi è rimasto come sottotitolo in piccolo.
Per la scelta degli attori (che tra l'atro qui a mio avviso spiccano per la loro bellissima recitazione) come ti sei regolato? Ho svolto un provino alla fine di aprile, e mi ha aiutato nella selezione Andrea Nocentini (che in IRP interpreta Massimo), giovane attore e amico, con all’attivo un breve ruolo in "Senso ’45" di Tinto Brass. In realtà tutti gli interpreti erano contatti che avevo già in precedenza o che mi sono stati forniti dallo stesso Nocentini, e solo Massimo Gualtieri (prof. Montefiori) è stato scelto tramite il provino. Abbiamo svolto poi una preparazione dei personaggi molto meticolosa, con incontri periodici ed esercizi, per far calare il più possibile gli attori nella parte.
Come sono andate le riprese esterne? Avete avuto dei problemi? L’ottanta per cento delle riprese sono state effettuate in esterni, di notte, ad agosto. Le cose sono state molto più complicate del previsto, principalmente a causa della dislocazione delle “location”. Il bosco richiedeva mezz’ora abbondante in auto, e l’ultimo tratto era un percorso sterrato piuttosto impervio; arrivati sul posto, bisognava scaricare il materiale, approntare il gruppo elettrogeno e tirare i relativi cavi attraverso circa cento metri di boscaglia, per evitare che il rumore del motore fosse percepito dal microfono; infine tutto questo doveva essere fatto prima che calasse la notte, per evitare intuibili complicazioni. Tutta questa serie di problemi ha influito molto sull’approssimazione di alcune riprese, tra cui quelle con gli effetti speciali, che Marco Cantarelli è stato costretto ad applicare in condizioni proibitive. Sono state quattro notti molto intense...
Per la fotografia so che ti sei affidato a un professionista; come è andata? Francesco Tanzi è un operatore cinetelevisivo molto conosciuto nella zona, e da amico ha accettato di collaborare a questo progetto. Ha tradotto molto bene quelle che erano le mie volontà riguardo l’aspetto visivo del corto, in particolare sono molto soddisfatto delle scene nel laboratorio e di quelle attorno al fuoco. Francesco, oltre alla sua esperienza, ha fornito tutto il restante supporto tecnico, ovvero luci, stativi, cavi e altri accessori.
E per gli effetti speciali? Marco Cantarelli ha iniziato a lavorare alle protesi in lattice per "I Rumori Parlano" sin dall’inizio di aprile, ha realizzato molti tipi di maschera per zombie, sia complete che parziali, e tantissime varianti di ferite e graffi. È incredibile vedere come lavora, in questo campo è un artigiano nel vero senso del termine: conserva tutti gli scarti di lattice e li usa successivamente per altre cose, sfrutta vecchi pezzi di giocattoli, si fabbrica da solo dei i pennelli “usa e getta” usando le setole di una vecchia pennellessa da imbianchino... È un peccato che non sia stato possibile valorizzare di più il suo lavoro, ma il tempo e le condizioni logistiche sono state inclementi.
Le ottime musiche di Riccardo Iacono hanno qui un ruolo importante: sei soddisfatto del suo operato? Sì, molto. Riccardo è il tastierista dei "Domine", gruppo metal piuttosto famoso anche a livello europeo, ma non aveva mai scritto musica in funzione delle immagini. C’è voluto un po’ di tempo per affinare quello che suonava e renderlo conforme alle immagini e alla storia del corto, ma credo che il risultato sia piuttosto buono. Inoltre, se si ascolta con attenzione, è possibile cogliere alcune “citazioni” dalla colonna sonora di Zombi – "Dawn of the dead", scritta dai Goblin. Ormai non riesco a immaginare IRP senza la sua musica.
Per le riprese che tipo di videocamere hai usato? Abbiamo usato una sola videocamera, una Panasonic NV-DX110: è una compatta miniDV con 3CCD. Considerate le dimensioni e la leggerezza ha una qualità molto buona.
Raccontaci qualche particolare curiosità durante la lavorazione. La prima notte di riprese in esterni abbiamo cominciato a sentire degli strani rumori (!) venire dal bosco: foglie che si muovevano, cani che abbaiavano e roba simile. Lentamente è salita una certa tensione, fino a che praticamente dal niente è spuntato un tizio con una torcia elettrica che ci ha chiesto cosa stavamo facendo: puoi immaginare come ci siamo sentiti in quel momento! Fortunatamente era solo il guardiano di una villa che è in quella zona, ed abbiamo chiarito senza problemi le nostre intenzioni.
Quanto è costato il film? Le collaborazioni erano su una base di amicizia, quindi non sono state retribuite. I materiali di consumo, gli spostamenti, e altre alcune piccole spese credo ammontino a 200 Euro, più o meno. In più c’è la videocamera che è di mia proprietà, con cui comunque ho realizzato anche due precedenti corti. In ogni caso è quello che si dice un film a basso costo!!!
Che consigli daresti a chi si avvicina per la prima volta nella produzione di un cortometraggio? Non sento di aver ancora abbastanza esperienza per dare un consiglio di questo tipo. Posso però dare il consiglio di buttarsi, di fare qualcosa, qualunque cosa. Credo che niente insegni come la pratica e l’esperienza sul campo.
Progetti per il futuro? Sto lavorando ad un film documentario prodotto dal comune in cui vivo, Figline Valdarno. Sarà un lungometraggio, quindi un’esperienza nuovissima per me. Su altri progetti più a lungo termine non so che dirti, sicuramente vi terrò informati!
a cura di Massimo Ferrara copyright by Massimo Ferrara
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