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SCHEDA INFORMATIVA

 

John Saul è uno degli scrittori più amati d'America: vincitore dei Pacific Northwest Writers (1990), American Library Association (1990), New York Public Library Award (1991), Evergreen Book Award (1992). Dal 1977, anno di uscita del suo primo romanzo: Suffer The Children (Gioco Crudele, Armenia 1991), tutti i suoi libri hanno scalato le vette delle classifiche statunitensi. Degli oltre venti romanzi che compongono la bibliografia di questo brillante autore, solo 6 sono stati tradotti nel nostro paese: Suffer The Children (Gioco Crudele, Armenia 1991), The Unwanted (I Figli Della Palude, Sperling & Kupfer 1990-R/1995), Creature (Creature Sperling & Kupfer 1991-R/1996) Second Child (L’Incubo Della Luna D’Agosto, Sperling & Kupfer 1992-R/1995), Blacklighthing (Nel Buio, Sperling & Kupfer 1994) e The Blackstone Chronicles (I Misteri Di Blackstone, Mondadori 1996/97-R/1998).

Nel 1982 la MGM ha prodotto il film di Peter Medak tratto da Cry For The Stranger, best-seller nel 1980 e ovviamente inedito nel nostro paese, tradotto in video solo nel 1988 dalla MGM/UA, col titolo: Il Villaggio Maledetto.

Gli esegeti dell’horror tendono a paragonare John Saul ad un emulo di Stephen King o di V.C Andrews, ma si tratta, invece, di una delle realtà più felicemente originali del panorama orrorifico - letterario internazionale.

 

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JOHN SAUL


Intervista realizzata nell'ottobre 1999

 

Come è diventato uno scrittore horror?

Ho passato 15 lunghi anni a scrivere romanzi che mi venivano puntualmente rifiutati. Immagino che tanta gavetta e perseveranza siano state il prezzo da pagare per il successo. Nel 1976, in pieno boom della Fantasy, l'editor della Dell si convinse che il mio romanzo Suffer The Children, pur in contro tendenza col mercato che richiedeva in prevalenza maghi e folletti, meritasse di essere pubblicato. Nel Gennaio del 1977 il mio romanzo sbancò nelle librerie canadesi, e nel Febbraio dello stesso anno raggiunse la vetta della hit-list statunitense.

 

Non eravate in molti, in quel periodo, a scrivere horror che diventavano best seller...

La leggenda vuole che il primo sia stato Stephen King nel 1974, ma non è vero. Il primo è stato Ira Levin con Rosemary's Baby, poi William Beatty con L'esorcista, Peter Straub con Ghost Story, e quindi Stephen King con Carrie. Ma non dimentichiamoci che con lui c'erano anche John Farris con Fury e Frank De Felitta con Audrey Rose.

 

Stephen King l'ha molto strapazzata nel suo saggio “Danza Macabra” (Theoria); definendola un intruso alla pari di Frank De Felitta.

Credo che oggi si sia ricreduto sebbene non vada molto a dirlo in giro. (È sempre stato geloso del suo trono!). Comunque mi è stato molto vicino durante la stesura di Blackstone Chronicles, in quanto si attribuiva. la "paternità" progettuale del romanzo a puntate, che, per inciso, risale ai tempi di Dickens... Tuttavia non posso negare che 1'aiuto di Stephen mi sia stato provvidenziale in più di un frangente.

King rimane sempre un grande genio, nel bene e nel male. C’è da dire, però, che il trono di re dell'horror, Stephen, se l'è conquistato creando un vero monopolio con più di 40 titoli in meno di vent'anni,schiacciando, così, qualsiasi possibilità di concorrenza.

 

Eppure King ha spesso appoggiato alcuni dei suoi più temibili concorrenti, come Koontz, o Straub; con il quale ha scritto "The Talisman"...

Straub, pur essendo grandioso, ha una produzione limitata: è molto lento. Koontz è un autore mediocre che ha sempre seguito le mode del momento: prima scriveva romanzi rosa, poi di fantascienza e adesso horror. King li spalleggia solo per dimostrare la sua superiorità. Non a caso gli altri autori che promoziona sono assolutamente scadenti, come Charles Grant e Robert Mc Cammon… oppure, ma per una mera questione di immagine, Clive Barker e Ramsey Campbell, autori geniali ma troppo sofisticati per scalare realmente le classifiche americane, raramente superano la ventesima posizione.

 

 

Un altro autore "promozionato" da King è Richard Laymon...

Lo stimo moltissimo! Forse King non aveva previsto il successo internazionale di un autore partito un po’ in sordina. A livello di vendite, nel campo dell'horror, Laymon ed io siamo gli unici veri concorrenti al suo trono.

Blackstone Chronicles è stato per un anno in testa alle classifiche americane e diventerà presto una serie televisiva della C.B.S, e un gioco di ruolo della 23rd Games!

 

Cosa verrà subito dopo “The Blackstone Chronicles"?

Il prossimo lavoro sarà The Presence, che non è ambientato sulla East Coast, ma a Maui (dove si svolge una delle più importanti convention letterarie del mondo). Non dirò altro.

 

Leggeremo in futuro altri romanzi seriali di altri autori?

Dipende...un romanzo seriale è un impegno molto grande da portare avanti per un editore… tende a diventare sempre più grande del previsto. So di almeno due altri autori che ci stanno pensando sopra,ambedue grossi nomi che non farò. Stiamo a vedere che succede!

 

Quali sono i suoi autori preferiti?

Ho così tanti autori preferiti che è difficile individuarne uno in particolare. I miei preferiti di sempre,che mi spinsero a diventare uno scrittore, sono Jhon O'Hara e Noel Coward. Tutti e due sono convenientemente morti!

Mi piace molto anche il thriller spionistico internazionale. Quindi sono ovviamente contrariato dalla fine dell'Unione Sovietica! Sono un grande appassionato di Richard North Patterson che sto leggendo in questi giorni. E la lista potrebbe continuare all'infinito… Leggo praticamente di tutto.

 

E del movimento Splatter Punk cosa ne pensa?

C’è molta energia in alcuni di loro. Conosco Rex Miller e le opere di Joe Lansdale. Molti critici li giudicano eccessivi, ma l'horror è eccesso! Il macabro non può certo essere di buon gusto! Ve lo immaginate un film di Zombi senza le loro schifosissime teste che esplodono? È la qualità a fare la differenza! Quindi, se lo scritto è buono, ben venga lo splatter punk!

 

Le piace il cinema horror?

Amo tutto il cinema: Capra, Spielberg, Fellini,Ford, Chaplin... Dei registi dell'orrore mi piacciono Carpenter,Medak,Cronenberg e Raimi. Conosco e apprezzo anche i film italiani di Mario Bava e Dario Argento.

 

Molti autori horror hanno indicato i comics come fonte di ispirazione. È stato così anche per lei?

Sono cresciuto come tutti i bambini americani della mia generazione cibandomi di baseball e comics. I miei eroi erano Batman, The Shadow,Blackhawk, e Sgt Rock. Mentre non ho mai provato molta simpatia per Superman. I fumetti dell'orrore li ho invece scoperti in età adulta con Vampirella, Eery, e Creepy. Ma il mio grande amore, da adulto,va tutto a Mad e alle altre pubblicazioni del National Lampoon!

 

Cosa risponde a chi l’accusa di essersi ispirato al romanzo di Stephen King Cose Preziose per The Blackstone Chronicles?

Sono entrambi romanzi corali. Ma,mentre quello di King parla del Diavolo, il mio si concentra sul concetto di "Male" come eredità delle colpe dei padri. Inoltre il romanzo di King ha una struttura un po’ meccanica, che lo fa assomigliare a quel vecchio film con Peter Cushing di cui non ricordo il titolo(La Bottega che vendeva la Morte - n.d.c). Il mio,volendo fare dei paragoni a tutti i costi, è più simile a Peyton Place o a Twin Peaks... In versione horror,naturalmente!

Ma non mi sono ispirato a nessuno di questi, bensì al mio "universo", concepito scrupolosamente in vent’anni di carriera!

 

 

Qual’è il suo lettore “tipo”?

Tramite i miei fans clubs ricevo lettere da molte tipologie di lettori. Ci sono i "nostalgici" di Stephen King vecchia maniera, le lettrici un po’ morbosette di V.C Andrews, e, in virtù di alcuni miei romanzi come The God Project e Creature, anche dai lettori di Robin Cook e Michael Crichton… Poi ci sono ovviamente i fans sfegatati che leggono soltanto John Saul e conoscono particolari della mia vita e dei miei romanzi che io stesso ho dimenticato!

 

Esiste la ricetta per scrivere un romanzo horror di successo?

Io ce l’ho, ma non la rivelerò mai, segreto dello chef!

 

C’è qualche consiglio che darebbe a uno scrittore alle prime armi, a parte i classici “scrivere ogni giorno e creare personaggi forti”?

Il problema di rispondere qualcosa al di là delle risposte standard è che le risposte standard sono valide. L'unico consiglio che posso dare è di continuare a scrivere. Il mio più grande consiglio non-standard è che a mio parere la gente dovrebbe scrivere riguardo ciò che non conosce.

 

John Carpenter nel suo film Il Seme della follia ha delineato la figura del moderno scrittore horror in una sorta di messia satanico. Che impressione le ha fatto?

Mi sono divertito un mondo, perché in realtà noi horror writers siamo esattamente il contrario...Pacifici padri di famiglia un po’ bambini, con gli occhi spalancati sui nostri sogni.

 

C’è qualcosa che non le piace nell’horror moderno?

I romanzi sui serial killers di taglio realistico. Li trovo noiosi e inutili. Non mi piace quando la fiction rincara la dose di morbosità già presente nella cronaca nera.

 

Prima ha elegantemente eluso la domanda sui suoi autori preferiti, elencandoci nomi di scrittori defunti o di generi lontani dall’horror. Quindi ora formuleremo la stessa domanda più drasticamente: quali sono,secondo lei, i migliori e i peggiori horror writers sulla piazza?

Il migliore è senza dubbio Dan Simmons, seguito da Graham Masterton e Brian Lumley, oltre ai già citati Richard Laymon e Stephen King. I peggiori sono Charles Grant, William Strieberg, e a pari merito: Dean Koontz e Robert Mc Cammon.

 

E per finire: dove sta andando l’horror?

Verso le contaminazioni. Il western, la fantascienza, il fantasy. E questo è un bene! Anche The Blackstone Chronicles viaggia in direzioni diverse. È un giallo, è un horror, è gotico, è psicologico, è esoterico. L'horror non è mai stato un genere facilmente classificabile. Prendete per esempio Poe e Lovecraft,sono talmente lontani da sembrare icone di due diversi generi! Ma i lettori sono cambiati: vogliono nuove forme di intrattenimento.... Il cinema l'ha capito da tempo, ma si scontra con una maggiore.atrofia di interessi. La letteratura è più libera e può permettersi il rischio della sperimentazione linguistica e tematica. Io sono molto fiducioso, mi ritengo un onesto manipolatore dei generi che conserva e nutre le proprie ossessioni dividendole con un pubblico sempre più folto. L’horror non potrà mai morire,perché è un sentimento radicato profondamente in ognuno di noi dalla notte dei tempi! Possiamo chiamarlo Splatter Punk, Psyco Horror, Fanta Horror...Ma l'angoscia che pervade le nostre domande senza risposta ci spingerà sempre di più verso territori inesplorati del nostro inconscio attraverso pratiche, non solo intellettuali, sempre più estreme.

 

a cura di Alberto Corradi, Claudio Calia e Massimo Perissinotto

 

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