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VISIONA...

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SCHEDA INFORMATIVA

 

Alda è di origine ravennate, ma vive e lavora a Roma ormai da diversi anni. Ha al suo attivo diversi racconti editi su quotidiani, riviste, siti ed Antologie varie. Ha collezionato ad oggi i seguenti romanzi: Giù nel Delirio (1991 Granata Press), Le Radici del Male (1993 Granata Press), Fiore Oscuro (1995 Il Minotauro), Il Segno di Caino (1996: raccolta di racconti editi da Datanews, collana LUCIFERO) e Labbra di Sangue (1997 Datanews). È anche una bravissima saggista, traduttrice e soggettista - sceneggiatrice di fumetti. Insomma un'artista polivalente e versatile.
È la regina incontrastata del Dark italiano. Un'autrice dalla penna superba e raffinata! Che ha solo la sfortuna di essere nata in Italia, dove le linci nostrane evitano accuratamente gli scrittori di genere ed amano annacquare le opere degli artisti senza alcun ritegno. Ma Alda non è la tipa che si piega ai compromessi…A tutto questo, preferisce di gran lunga lavorare per piccole case editrici che la rendono scevra da ingannevoli e ipocriti out-out.
La sua home page personale è on-line da ottobre 2000.

Home page di Alda Teodorani

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ALDA TEODORANI


Intervista realizzata nel dicembre 2000

 

Allora, Alda, comincio con la classica, ed assai scontata, domanda di rito: quando e perché hai iniziato a "scrivere"?

Nel 1989 ho iniziato a scrivere dei racconti "articolati", che presupponevano una struttura ordinata. Fatti per essere letti, scritti per gli altri e non per me. Prendere questa decisione, di narrare, di emozionare, nel mio caso rispondeva a un'esigenza ben precisa: dare luce a mondi sommersi, che non potevano più starsene buoni e tranquilli... è come quando ci si innamora, e allora esplode il fiume in piena dei sentimenti, della voglia di comunicarsi... e ancora - parlo sempre per me - nasce dall'idea che il tempo a nostra disposizione è poco, che magari abbiamo qualcosa da dire, qualcosa che non è più il caso di lasciare addormentato. E' stato come un risveglio.

 

Parlaci un po' della tua formazione professionale…

La migliore formazione, per uno scrittore, è la lettura. Son troppi quelli che dovrei ringraziare, tra gli scrittori di tutti i tempi... e ogni volta me ne dimentico qualcuno. Un altro sforzo, e chissà che spulciando in tutte le interviste e nel mio sito non si riesca a radunarli tutti. Ho cominciato con i classici per ragazzi, la letteratura "per grandi" l'ho conosciuta con Edgar Allan Poe, mentre ho letto relativamente da poco quel che io considero il suo grande antagonista, H.P.Lovecraft. Forse "antagonista" non è proprio il termine giusto... c'è una strana differenza che io, chissà perché - attenzione, forse sto per dire un'eresia - ricollego a quella che vedo tra Stephen King e Clive Barker. Comunque, tornando indietro di un passo, ho letto molti dei cosiddetti classici, in ognuno di loro si possono trovare cose inquietanti che posson notare solo gli appassionati dell'orrore... o quelli a cui piace analizzare il male. Ma tra gli scrittori di genere, o anche tra gli outsiders che l'hanno praticato solo in alcune occasioni, amo sicuramente di più i contemporanei, meglio se orientati sullo psicothriller che sull'horror metafisico, o comunque su un horror metropolitano e realistico. Quindi James Ellroy (specialmente de "Il grande nulla", grande sul serio) Bret Easton Ellis, alcune opere di Dean Koontz, del quale tuttavia leggo tutto con piacere, anche il Ballard di alcune opere più recenti, sono tra quelli che ritengo abbiano molto da dire e da insegnare. Ma poi ho letto un mare di fantascienza, un po' meno di fantasy, e centinaia di gialli, di solito trafugati a mio padre. Ecco la mia formazione... sul campo! Ma ci terrei a dire che secondo me l'opera letteraria migliore, quella più in grado di insegnare qualcosa a uno scrittore, è quella che definisco "letteratura dei chakra": senza voler scomodare troppo le filosofie orientali si può semplificare dicendo quella che coinvolge tutte le parti del corpo, in particolare cervello, plesso solare, stomaco e visceri, genitali; è quel che sto cercando io e sto andando in quella direzione.

 

Come nasce una tua opera?

Non saprei dirlo. Sono sempre idee, germogli di vita, cose che mi colpiscono nella gente che sta intorno a me... dove sento passione, vado a scavare e certo non m'importa, al momento di cominciare, se sarà qualcosa di commerciale o commerciabile. Solo nel romanzo che ho finito da poco tutto è cominciato con un sogno, pensato e ripensato...

 

Qual è il "milieu" ideale per le tue ambientazioni?

La città sicuramente, anzi la metropoli, che ha mille pieghe e angoli nascosti. La mia metropoli raduna in sé tanti particolari di diverse città, scelti tra i più belli o suggestivi, e nei romanzi, nei racconti, ci sono tracce che potrebbero portare un lettore attento a costruire una cartina geografica, con luoghi privilegiati. Città di mare, con le colline che si vedono in lontananza. Fredda, dove vento e nebbia - di solito sono nemici - possono convivere tranquillamente. C'è un fiume, che sfocia al mare...  ma c'è anche un porto, una specie di zona franca dove vengono commessi atroci delitti. E poi c'è una grande stazione, un po' decadente, è la stazione Termini di Roma, questo è sicuro. Termini meriterebbe molte parole in più. Dico solo che è stata ristrutturata da poco, ma il visitatore attento si accorge (è vero!!!!) che le mattonelle si stanno sollevando, stanno scoppiando... l'orrore vuol riemergere! Ci sono i luoghi che frequento di più perché mi piaccioni, quello dove lavoro, dove vado a ritirare la posta... dove prendo la metropolitana... son tutti lì, con tanto di nomi. Basta saperli afferrare.

 

Che consigli daresti ad un neofita che si accinge a scrivere un romanzo Horror/Noir?

Di non abbandonare i suoi sogni. Di non cedere a compromessi. Di non lasciarsi consigliare da altri che dai suoi ideali. Scriverebbe sicuramente un grande libro. Che poi riesca a venderlo non ne sono affatto sicura.

 

Non credi che il definirti autrice DARK/NOIR possa essere riduttivo nei tuoi confronti?

Non so come mi definirei. Ogni volta che mi chiedono cosa scrivo vado in crisi e finisco col rispondere "romanzi d'amore". Certo, quando i miei fan mi chiamano "darklady" mi piace... sono aspetti. La scrittura, la mia, sfugge alle definizioni.

Come me. Non continuo su questa strada, già son provocatoria per conto mio, non facilitarmi troppo le cose. Mi piace mettere alla prova il lettore con i miei scritti, fargli girare la testa, eccitarlo... son pochi quelli che riescono a seguirmi ma penso che possano provare emozioni uniche, e lo dico senza nessuna modestia.

 

Quali sono i cinque libri che porteresti con te sulla classica isola deserta?

No, non puoi condannarmi a una cosa del genere! La lettura è la mia vita. Comunque se dovessi proprio, allora credo che, per l'enorme possibilità di rilettura che hanno, ne porterei solo due. "Hannibal" e "Il silenzio degli innocenti", di Thomas Harris.

 

Qual è la tua opinione sulla fatidica censura?

Non mi interessa e non mi coinvolge. Non cambio genere solo perché gli editori italiani, parlo dei maggiori, non pubblicano i nostri migliori "orrroristi" (mi scusi Ivo Scanner se mi approprio di un suo termine) e poi comprano romanzi stranieri senza nemmeno saper cosa contengono.

 

Pensi che la sete d'esterofilia delle nostre case editrici abbia ostacolato in maniera rilevante i bravi autori italiani?

Bah. Non so. Io credo che si tratti di sete di cretineria, più che altro.

 

Alda, qual è il tuo lettore ideale?

Quello che mi legge, chiaramente; c'è una scelta forzata, gli altri se ne vanno da soli.

 

Passiamo ad un tuo grande amore: il cinema. Credi che il cinema horror sia in crisi? Una tua opinione sui film dell'ultimo anno.

Dio, mi chiedi troppo. No, non direi affatto che è in crisi, anzi. Di registi italiani in grado di fare - o che vogliano fare - buon orrore ce ne sono pochissimi. Dario Argento, ok, lo sappiamo, è il nostro grande Maestro. A ruota Pupi Avati, perché è discontinuo. Gli altri - i giovani - sono: Sergio Stivaletti, che credo sia l'unico intenzionato a continuare - per fortuna, perché conosce la materia meglio di tutti gli altri. Michele Soavi, dopo aver rifiutato di dirigere "Dal tramonto all'alba" e aver comunque realizzato pellicole degne di nota, ha deviato sul poliziesco e temo devierà ancora sulla commedia. Fabrizio Laurenti, bravissimo... è sparito. Lamberto Bava, che ha qualche anno in più, si è ormai dedicato -purtroppo - alla fiction televisiva... speravo in Asia Argento... ma temo che non sia interessata più di tanto. Giusto Infascelli, che esce ora...
Per quanto riguarda invece il panorama mondiale, dell'ultimo anno: discretamente, direi. La nona porta, Il mistero di Sleepy Hollow, le due streghe di Blair, Il collezionista d'ossa, Scream 3, Scary Movie, The Watcher, I fiumi di porpora... insomma, che ne dici? Elementi orrorifici, se non sono proprio film dell'orrore, ne contengono. E poi ci son stati gli inquietanti American Beauty e Canone inverso, che mi ha fatto venire i brividi, e la riscossa finale della riedizione de L'Esorcista che va benissimo... senza contare quelli che non ho visto, e ancora quelli che verranno, primo fra tutti Hannibal...

 

Qual è il tuo film di sempre?

Mi prendo i tre libri che mi restavano dall'isola e ti rispondo con tre film: "Psycho" di Hitchcock, "Inferno" di Dario Argento, e ancora, per la gioia di certi scrittori italiani, "Il silenzio degli innocenti" di Jonathan Demme. Allora, questi li vedo ciclicamente. Ogni volta noto un particolare in più. Tra qualche tempo li vedrò senza audio, poi senza guardarli, ascoltando solo i dialoghi. Noterò ogni volta, appena riesco a staccarmi dalla loro magia, i costumi, le scenografie... e così via, come consiglia Dario Argento.

 

A proposito: so per certo che il grande Dario è un tuo fan...

Be', ha sempre detto che gli piacciono i miei libri... mi viene in mente una cosa carina, buffa anzi. Un giornalista che non sapeva come fare a rintracciarmi (da brava darklady la mia esistenza è velata di misteri...) ha telefonato a Dario per sapere come fare a trovarmi... e lui chiaramente glielo ha detto. Però la cosa mi ha fatto morir dal ridere. Come in quella barzelletta in cui uno, in piazza San Pietro all'udienza del Papa, chiede a un suo vicino: «Chi è quell'uomo vestito di bianco vicino a Giuseppe Rossi?». Lo so, non fa ridere... ma ci provo sempre... vabbé.

 

Quale dei tuoi romanzi o racconti vedresti meglio come film?

Un grande sogno era quello di "Giù, nel delirio". Ma ci vorrebbe un regista con le palle, visionario quanto basta e che potesse anche lavorare alla sceneggiatura.

 

Una domanda un po' personale: cosa è che realmente ti spaventa?

Siccome mi vien sempre da dire: il telegiornale, questa volta cito per te un grande amico, uno che non mi stanco mai di leggere e di cui prima non ho parlato solo perché è un poeta e non ha scritto letteratura di genere... anche se ha tradotto Poe e nelle sue poesie ha dipinto panorami terrificanti. Se non si fosse capito parlo del grande Baudelaire, e son perfettamente d'accordo con lui quando dice (ehi, nei "Diari Intimi", roba di quasi 150 anni fa):«Ogni giornale, dalla prima all'ultima riga, non è che un contesto di orrori. Guerre, delitti, furti (...) torture,(...) crimini delle nazioni, delitti dei privati, un'ebbrezza universale di atrocità». Non direi che serve aggiungere altro.

 

Alda, concludendo, quali sono i tuoi progetti per l'immediato futuro?

Scrivere. Continuare a colpire con la complicità degli editori piccoli, (coraggiosi e che ancora non si fanno convincere dal mercato e dalle sue strazianti leggi da salumieri, senza offendere i salumieri...) o di alcuni più grandi, ben distribuiti, ma che ragionano con logiche diverse da quelle del denaro. Come sempre.

Con il sito su Internet e i tre romanzi che si possono scaricare gratis ho colmato l'ingiustizia della morte della mia Trilogia del Male. Per ora l'indirizzo è http://www.aldateodorani.supereva.it 
ma questi siti free ogni tanto fanno brutti scherzi, e quindi consiglio, se non si riesce + a trovarlo, di scrivermi a
alteodorani@libero.it  vedremo di rimediare.

Ho finito da poco un nuovo libro. Disseminati qua e là, ora anche in rete, ci sono diversi racconti, pure inediti. Sorprese belle per l'anno nuovo. Come per ogni "anno che sta arrivando" degno di questo nome.

 

a cura di Walter Diociaiuti

 

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