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LA STORIA DEI GOBLIN
1970: IL RITRATTO DI DORIAN GRAY
In quegli anni Claudio Simonetti (tastiere, figlio del celebre maestro Enrico), Walter Martino (batteria) e Massimo Giorgi (basso e voce) sono i componenti principali della band Il Ritratto di Dorian Gray. Il trio romano inizialmente è anche affiancato da Luciano Regoli (cantante), Fernando Fera e Roberto Gardin alle chitarre. Il gruppo, nella capitale, ottiene quasi subito una certa popolarità (la formazione è tra le prime a suonare rock sinfonico in Italia), la loro tecnica è assai efficace, ricca di sperimentazioni sonore, e i brani composti sono delle vere e proprie “suitese” di parecchi minuti. Nonostante la loro validità però, il gruppo non riesce a incidere nulla e, dopo alcuni concerti e l’esibizione al Festival di Caracalla (1971), la band si scioglie. 1973: OLIVER
Claudio Simonetti, Massimo Morante e Giancarlo Sorbello, partono per Londra dove riescono a fissare un appuntamento con il famoso fonico produttore Eddie Odford per fargli ascoltare alcuni loro pezzi. Odford, impressionato positivamente dai loro demo, decide di produrre l’album non appena terminata la tourneè americana con gli Yes. Nel frattempo Claudio e Massimo ingaggiano il cantante inglese Clive Haynes, conosciuto nella metropolitana di Londra e, quando rientrano a Roma, includono nel gruppo il bassista Fabio Pignatelli e il batterista Carlo Bordini: gli Oliver sono così definitivamente formati. La band, dopo alcuni mesi di prove, riparte per Londra in attesa di registrare il fatidico album ma Odford prolunga la tournee degli Yes e così gli Oliver rimangono da soli a Londra facendo alcuni concerti e registrando delle sessions. Il tempo passa inesorabilmente e il successo sperato per gli Oliver non arriva. Così il gruppo, profondamente deluso, ritorna in Italia lasciando però il cantante Clive in Inghilterra. 1973/74: CHERRY FIVE In quel periodo gli Oliver riescono a far ascoltare i loro brani alla Cinevox (la casa discografica specializzata in colonne sonore) e per buona sorte ottengono così un contratto. Il cantante Clive Haynes viene sostituito da Tony Tartarini e il nome della band viene cambiato in Cherry Five che riesce finalmente a incidere il primo album (Cherry Five, album omonimo prodotto nel 1974 dalla Cinevox in vinile e dalla Vinyl magic in cd nel 1993, cantato in inglese). 1974: GOBLIN Nei primi anni con la Cinevox Record i Cherry Five hanno dei cambiamenti di formazione. Tony Tartarini e Carlo Bordini escono di scena mentre il nome Goblin viene adottato per questioni commerciali dato che era già uscito il primo album dei Cherry Five e si volle fare una
distinzione per non disorientare il pubblico. Nel 1974 la prima formazione dei Goblin è così composta: Claudio Simonetti (tastiere), Walter Martino (batteria), Fabio Pignatelli (basso) e Massimo Morante (chitarra). 1975: GOBILN E DARIO ARGENTO In quegli anni il regista romano Dario Argento sta lavorando al suo nuovo film Profondo Rosso e per la colonna sonora è in cerca di una partitura rock. Il regista incontra i Goblin presso gli uffici della Cinevox e, nell’arco di una sola notte, nasce il tema principale del film che porterà i Goblin al successo mondiale. La colonna sonora di Profondo Rosso, infatti, grazie anche ai memorabili pezzi di Giorgio Gaslini (famoso jazzista e compositore orchestrale) e alla potenzialità della pellicola, ottiene un grandissimo successo vendendo nel mondo più di un milione di copie e viene ristampata praticamente in tutti i paesi del globo. 1976/77: ROLLER E SUSPIRIA Maurizio Guarini (tastiere) e Agostino Marangolo (batteria) entrano nei Goblin nel 1976. Walter Martino, in procinto di entrare nei Libra viene così sostituito da Agostino e il gruppo, con questa nuova formazione, incide Roller, l’album più progressive e secondo molti il capolavoro della band. I bellissimi brani Roller, Snip Snap, Goblin e Dr. Frankenstein vengono utilizzati per il film di George Romero Martin - Wampyr. Nello stesso anno i Goblin compongono un altro album progressive ovvero la colonna sonora di Perché si uccidono ma per quell’occasione il gruppo si fa chiamare Reale Impero Britannico. La perfetta sintonia tra i Goblin e il regista Dario Argento nel 1977 ottiene nuovamente brillanti risultati e così in quell’anno esce Suspiria, l’album più sperimentale della band. Sempre nel ’77 esce anche La via della droga, splendida colonna sonora (poco conosciuta) ristampata dalla Cinevox nel 1999. 1978: IL BAGAROZZO MARK La defezione di Guarini è ormai prossima e il gruppo incide il primo album cantato (in italiano) Il fantastico viaggio del bagarozzo Mark dove Morante, oltre a esordire come voce, è anche autore dei testi. L’album, pur non essendo legato a nessun film (come del resto anche Roller) verrà comunque utilizzato in parte (giusto un paio di brani - La danza e Notte) per le pellicole Wampyr (George Romero) e L’altro inferno (Bruno Mattei). Nonostante l’album sia una pietra miliare nella discografia dei Goblin (ormai praticamente introvabile) questo lavoro rimane il loro più grande fallimento commerciale che li porterà inevitabilmente allo scioglimento. 1978/80: DA ZOMBI A CONTAMINATION È il periodo più intenso per il gruppo: dopo il flop con Il fantastico viaggio del bagarozzo Mark la band si riprende tornando a comporre musica per film. Vengono così prodotte le colonne sonore per Zombi, Amo non amo, Patrick, Squadra Antimafia,
Squadra Antigangsters e Contamination. Tra tutte spicca sicuramente Zombi (capolavoro ineguagliabile!) dove i Goblin dimostrano di passare da un genere musicale ad un altro con grande spigliatezza: dal rock elettrico con effetti elettronici di Zombi all'hard rock di Zaratozom, dal charleston di Torte in faccia a brani con venature jazzate come Zombi (supermarket). Da Amo non amo in poi il chitarrista è Carlo Pennisi, al posto di Morante che tenta la carriera solista realizzando l’album Abbasso. Il 1978 segna dunque lo scioglimento dei Goblin anche se il gruppo non ha mai avuto una vera e propria rottura. Verso la fine del ’78, infatti, ognuno dei componenti si occupa di altre attività musicali oltre a quella dei Goblin. Il rock comincia a cedere il passo alla dance e molti altri gruppi come il loro si dividono. Dopo la morte del padre, Claudio sente la necessità di avere altri sbocchi, avvicinandosi alla disco music mentre Massimo vuole continuare la carriera di cantante. Marangolo, Pignatelli e Guarini non hanno più nulla da dire e così le loro strade si separarono. Il marchio “Goblin” non viene reclamato da nessuno e se ne appropria Pignatelli in virtù di una clausola legale presente nel vecchio contratto. I Goblin, dunque, non si sono mai ufficialmente sciolti. 1982: TENEBRE È il primo album dopo lo scioglimento (non ufficiale) del gruppo dove Agostino Marangolo viene sostituito dalle batterie elettroniche di Simonetti. Tenebre segna dunque la presa di potere della musica elettronica e, infatti, con questo album si ha una vera e propria
svolta del loro sound. Grandiose e memorabili le tracks Tenebre, Gemini, Flashing e Lesbo che confermano l’assoluta sintonia tra i musicisti e il regista romano Dario Argento: la musica è trascinante e zeppa di particolari sonorità. Il brano Tenebre è stato realizzato con una batteria elettronica mentre per le parole “Paura, paura…” Claudio si è servito di un “Vocoder”. 1984: PHENOMENA Nonostante Simonetti continui a intraprendere la carriera solista e Pignatelli insista ad usare il marchio Goblin (ottenuto in virtù di una clausola legale presente nel vecchio contratto), i due musicisti collaborano insieme nella realizzazione della colonna sonora di Phenomena, il nuovo film di Dario Argento. L’eccezionale brano Phenomena, arricchito dalla voce del soprano italo-americano Pina Magri è composto da Simonetti mentre il ritmato Sleepwalking, il delicato Jennifer’s friends e l’elettronico The wind vengono scritti da Claudio in
collaborazione con Fabio Pignatelli. Malgrado il lodevole sforzo compiuto dai due compositori, Argento purtroppo non lascia sufficiente spazio alla loro musica (infarcendo la pellicola con pezzi di Motorhead, Iron Maiden, Bill Wyman & Terry Taylor, Simon Boswell) e così il dolcissimo brano Jennifer
di Pignatelli viene usato in pochissime scene e, incredibile ma vero, il grandioso Jennifer’s Friends, non viene neanche utilizzato nel film!! Come per Tenebre anche in questo nuovo lavoro i musicisti si servono di sintetizzatori e computers che rivelano chiaramente il loro salto concreto nella musica elettronica. 1985: DÈMONI Lamberto Bava insieme al regista/produttore Dario Argento sono alle prese con la realizzazione di Dèmoni, pellicola altamente splatter, di grande successo, che segna in Italia l’avvento dei demoni: creature infere particolarmente mostruose e violente, partorite dalla mente visionaria di Argento e realizzate dall’effettista Sergio Stivaletti. Per le musiche viene chiamato Claudio Simonetti che realizza egregiamente gran parte dei brani presenti nella pellicola. Capolavoro sorprendente, ricco di sonorità, e decisamente originale è Demon, primo brano che apre un album infarcito di brani perlopiù heavy metal (Motley Crue, Scorpions, Saxon, Accept) estremamente efficaci e di qualità. La presenza musicale di Simonetti nel film è fermamente essenziale: brani come Killing, ritmato e graffiante quanto basta, Threat, cupo e spettrale, Out of time, trascinante e malinconico, The evil one, tetro e fasciante, affermano senza ombra di dubbio l’eccezionale maestria di questo straordinario musicista. 1988: OPERA Claudio Simonetti viene nuovamente incaricato per comporre le musiche di Opera, nuova fatica del regista romano Dario Argento. Come per Phenomena e Demoni Argento utilizza anche brani di altri autori quali Bill Wyman & Terry Taylor, Roger Eno e Brian Eno lasciando fuori alcuni pezzi che Simonetti ha egregiamente composto. Dolcissimo e poetico Opera, brano d’apertura dell’album che rievoca in parte lo stile di Phenomena e altrettanto eccellenti i pezzi Crows, Confusion e Cosmo. 1989: LA CHIESA E’ il periodo in cui Argento e Michele Soavi stanno lavorando a un nuovo film. Il progetto è La chiesa, pellicola diretta dal giovane Michele Soavi e prodotta da Dario Argento dove per le musiche vengono incaricati principalmente Fabio Pignatelli e Keith Emerson. Le nuove sonorità di Pignatelli sono pressoché essenziali per la pellicola, ricche di atmosfera trascinante, e inverosimilmente lugubri nella loro stupenda enfasi. La chiesa, secondo brando dell’album, è un capolavoro mistico innovativo che ha il potere di evocare i meravigliosi affreschi alchimistici che il film, tra l’altro, riproduce sapientemente. Altri brani di rilievo sono Possessione, inquietante, surreale, straordinariamente demoniaco e Lotte, miracoloso, profondo, evocativo. Con La chiesa, Pignatelli mette in netta evidenza il suo eccezionale talento musicale dimostrandosi ancora una volta un compositore di estrema classe. 2000: NONHOSONNO E’ l’anno che segna il ritorno dei Goblin al completo, dopo ben 22 anni di tormentata attesa. L’occasione, naturalmente, arriva con il nuovo film di Dario Argento Nonhosonno. Con l’originale formazione (Agostino Marangolo: batteria, Massimo Morante: chitarra, Fabio Pignatelli: basso e Claudio Simonetti: tastiere), i Goblin tentano, nonostante l’avvento delle nuove tecnologie, di mantenere il loro “sound” e contemporaneamente creare sonorità diverse. E ci riescono alla grande senza perdere minimamente il loro pregevole smalto. Un ritorno memorabile che segna composizioni magistrali quali Non Ho Sonno, brano d’apertura dell’album, capolavoro assoluto di estrema forza trascinante e suprema originalità, Killer On The Train, vigoroso e ricco di stupende sonorità, Endless Love, divinamente passionale e intenso, Arpeggio-End Title, sperimentale e coinvolgente, Ulisse, malinconico e struggente, Death Farm, potente e superlativo. Dario Argento lascia nuovamente spazio alle musiche e ancora una volta, la perfetta sintonia tra il gruppo e il regista da i suoi stupendi risultati.
a cura di Massimo Ferrara (con la collaborazione di Demetrio Cutrupi)
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