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LA
SANGUINOSA STORIA DEI MAYHEM (AD USO E CONSUMO DEGLI AMANTI DELL’HORROR: I “TRUE METALLERS” LA
CONOSCONO GIÀ)
Formatisi
nel lontano 1984 come cover band di
Celtic Frost, Bathory e Venom, i norvegesi MayheM sono il più celebre e
mitizzato gruppo black metal del
mondo. Il merito, diciamolo subito per sgombrare il campo da ogni dubbio, è quasi tutto della loro musica: la migliore e più pura forma di
malvagità sonora mai concepita da essere umano. Ma perché ho detto quasi?
Beh, sappiate che attorno a loro gravitano oscure leggende più o meno
attendibili e, poi, c’è una brutta storia (verissima) di sangue versato per
ben due volte. Nel 1991, infatti, si è suicidato il ventunenne cantante Dead
(un nome, un programma: degno compare di Kurt Cobain per i grunge, Sid Vicious
per i punk e Rozz Williams per i dark), mentre nel 1993 è stato brutalmente
ucciso il venticinquenne chitarrista e fondatore Euronymous. Un gruppo
ossessionato da morte e violenza che, dunque, ha visto in breve realizzati i
propri sogni più sfrenati. Ma
procediamo con ordine. A.D. 1984: il black
metal non è ancora un genere trendy e
ramificato come oggi e i suoi pugnaci alfieri si chiamano Venom, Bathory,
Mercyful Fate, Celtic Frost (passando per la loro prima incarnazione Hellhammer),
Destruction e Sodom. Bands che vengono
da Inghilterra, Svezia, Danimarca, Svizzera e Germania: violente, innovative e
prive di compromessi con l’establishment discografico. Un vero e proprio
calcio nel culo al metal da salotto
che, sommato al thrash d’oltreoceano
(su tutti mi piace citare gli Slayer e i Possessed, unici a portare avanti un
discorso ideologico incentrato su tematiche sulfuree, non come invece hanno
fatto Metallica, Megadeth e Anthrax), cambia per sempre le carte in tavola e
getta lo scompiglio nell’ambiente. 1986:
la tranquilla Norvegia rompe il silenzio e alcuni imberbi giovanotti con i volti
truccati di bianco e nero iniziano a urlare al mondo la loro furia satanica.
Fanno paura, sono cattivi, sembrano quasi entità sovrumane. È l’avvento del
moderno black metal. Roba infernale.
Da Inquisizione spagnola. Il trademark
di questa nuova “gioventù bruciata” (nelle fiamme dell’Inferno) sono
picche, spade, cartucciere, bracciali borchiati, abiti di pelle color notte
(preferibilmente “chiodi” pieni di spille e toppe oppure sinistri mantelli
da stregone), magliette “griffate” delle bands preferite, capelli tinti di
nero. Il tutto inserito a viva forza in un contesto di atmosfere arcane,
minacciose, orrorifiche, pregne di rimandi all’occultismo. Il
primo, rozzo demo dei MayheM si
intitola Pure Fucking Armageddon (solo
100 copie stampate) subito seguito da Voice
of a Tortured Skull: tutta roba registrata malissimo che, però, getta le
basi per il futuro del black. Allora i
MayheM erano formati da Euronymous (dal greco “Principe della Morte”, al
secolo Øystein Aarseth, 1968-1993: i suoi hobbies preferiti extra-black metal erano la musica elettronica tedesca, le armi e il
comunismo più oltranzista) alla chitarra, Manheim alla batteria, Necrobutcher (Jorn
Stubberud) al basso e Messiah alla voce. All’inizio, per la cronaca,
Euronymous aveva optato per il nickname
Destructor… In
Brasile, intanto, debuttano i Sarcofago con INRI
(1987) e, come loro, anche i MayheM adotteranno presto il corpsepaint, ovvero “trucco cadaverico”, già lanciato da Alice
Cooper, Kiss, King Diamond, Misfits e Celtic Frost (per Ozzy Osbourne, invece, i
black metallers hanno tutti la faccia
da panda…). Il
vero esordio professionale dei MayheM è però l’E.P. Deathcrush
(1987: 1000 copie), poi rieditato in CD nel 1993 dall’etichetta di
Euronymous. Puro nichilismo sonoro, violento, primitivo, semplice e diretto come
il punk e il suo derivato grindcore.
Riffs intricati, malefici, mai uditi prima, con ritmiche indiavolate
caratterizzate da doppia cassa a manetta. La registrazione, ancora una volta,
non è il massimo ma poco importa. Quel che conta è l’attitudine e la cruda
“fisicità” della proposta. In aggiunta al nuovo vocalist
Maniac (Stian Erik Christiansen) troviamo ancora Messiah, che canta qui in “Witching Hour” e “Pure
Fucking Armageddon”. L’intro “Sylvester
Anfang”, per la cronaca, è stata composta da Conrad Schnitzler dei
Tangerine Dream. Subito
dopo, nel 1988, Maniac lascia il posto al leggendario Dead (Per Yngve Ohlin,
1970-1991, svedese di Stoccolma proveniente dai Morbid, per la cronaca prima
band di Uffe Cederlund, chitarrista degli Entombed), mentre dietro le pelli
subentra il talentuoso e “disumano” Hellhammer (Jan Axel Blomberg, ex
inserviente di manicomio). Il gruppo, così composto, registra nella primavera
del 1990 due brani per una compilation di settore e, in autunno, parte poi per
una breve tournée in Germania Est e Turchia. Grazie al loro successo underground nasce così una scena attivissima che catalizza attorno
a Oslo un florilegio di nuove bands quali
Darkthrone, Old Funeral, Immortal, Arcturus, Emperor e Satyricon. I
teenagers nordici avevano voglia di sfogare la propria rabbia,
l’odio che nutrivano per tutto e tutti, la voglia di suonare come i loro
idoli. Nessuno di loro, purtroppo, si è mai arricchito: con questa musica
“dura e pura”, infatti, è impossibile raggiungere le masse. Meglio così. Attività
parallele alla musica erano poi i roghi appiccati alle chiese e gli atti
vandalici firmati “black metal mafia”, vere e proprie rappresaglie contro i
gruppi rivali tipo Morbid Angel, Therion e Paradise Lost. Ma
torniamo ai MayheM. Live in Leipzig
(1992) è - a parte gli unici due brani registrati in studio che appaiono in A Tribute to the Black Emperors - l’unica testimonianza ufficiale
di quelle che erano le potenzialità della line-up
originale con Dead & Euronymous. Quella vera. I True MayheM, con il feroce e
infernale cantato di Dead che solo Nocturno Culto dei Darkthrone in Panzerfaust
(1995) ha saputo eguagliare. Un sound
angosciante come pochi altri. L’8
aprile 1991 Dead, un ragazzo malinconico, depresso, asociale e con frequenti
sbalzi d’umore, si suicida lasciando uno scarno biglietto (“SCUSATE PER
TUTTO IL SANGUE”) e il suo posto fisico (quello “ideale” rimarrà suo per
sempre) viene preso prima dal norvegese Stian “Occultus” Johansen (ora a
capo dei The Shadow Dancers) e poi, in coincidenza con l’entrata in studio di
registrazione, dal magiaro Attila “Voce della Morte” Csihar, già leader dei
Tormentor che tanto avevano colpito Euronymous col loro demo
Anno Domini (1989). Poco dopo, anche
Necrobutcher lascia il gruppo per qualche anno e, inizialmente, viene sostituito
dal polivalente Occultus che già era entrato nell’organico. Ma
vediamo un po’ cos’è successo quel fatidico giorno di aprile. Dead,
Euronymous e Hellhammer vivevano in gran povertà nello stesso appartamento di
Kråkstad, presso Oslo. Hellhammer era andato dai suoi a Oslo ed Euronymous era
fuori. Quando tornò trovò la porta chiusa e dovette entrare dalla finestra
della stanza di Dead. Sul letto c’era accasciato il cadavere dell’amico che,
dopo un primo tentativo di tagliarsi le vene con un coltello da cucina, si era
scoperchiato la testa con il fucile di Euronymous (caricato con pallottole
regalategli da Varg Vikernes il Natale precedente assieme ad alcuni detonatori -
la loro casa era una sorta di arsenale!). In questo modo, spesso, finisce la
vita dei sognatori e Dead, a modo suo, lo era. Quando non suonava scriveva
lettere, dipingeva quadri, guardava horror
films (tipo La
casa e Bad Taste o snuff movies mascherati
tipo Cannibal
Ferox) e, fin dall’età di due o tre anni, fantasticava sull’idea
del suicidio. Riteneva infatti di non appartenere a questo mondo e, da buon
non-umano, quando dormiva sprofondava in uno stato di incoscienza simile alla
morte finché il suo volto diventava blu. Una volta, addirittura, ebbe
un’esperienza di “quasi morte”… Un predestinato, insomma. E, visto che
un suo amico lavorava alla morgue, talvolta si vestiva con brandelli di vestiti
sottratti ai cadaveri più freschi. Una
scena davvero raccapricciante, di fronte alla quale Euronymous non trovò niente
di meglio da fare che correre a comprare una macchina fotografica per
immortalare l’evento da più angolazioni e, si capisce, a colori. Gran sangue
freddo il suo: almeno come quello sparso in tutta la stanza assieme a pezzi di
cranio e grumi di cervello, la maggior parte del quale era colata sul cuscino in
parte al volto di Dead. Fu solo dopo
che chiamò la polizia. Prima
doveva far sua la leggenda, nel senso che recuperò alcuni frammenti di teschio
per farne collanine mistiche per sé e gli amici e dei ciccioli di cervello che
si dice abbia pure mangiato. Grazie alle foto maledette (che Hellhammer portò a
sviluppare: bella faccia tosta anche la sua), invece, nessuno avrebbe più
potuto ignorare il fascino sinistro della morte di Dead e, quindi, dei MayheM.
Le foto, dopo aver fatto il giro del mondo ed essere finite sulla copertina di
un bootleg, furono distrutte dal padre
di Euronymous dopo che anche lui ebbe raggiunto Dead nella Valle delle Ombre. Qualcuno,
addirittura, insinua che Dead l’abbia ucciso lui… e lui, da buon Principe
della Morte, che fece? Niente, lasciò dire. Anche il mistero, si sa, alimenta
la leggenda. Strana
gente, i MayheM: certe notti Euronymous e Dead uscivano nei boschi a sparare
agli uccelli o a cacciare i gatti con il coltello e nel febbraio del 1990,
durante un intenso concerto a Sarpsborg davanti a 300 persone, Dead ruppe una
bottiglia - come promesso in precedenza per fomentare l’attesa - e si procurò
volontariamente un grave taglio senza nemmeno andarsi a medicare. Tenne duro
fino al termine del concerto e, quando si decise ad andare al pronto soccorso,
era quasi dissanguato e non poté neanche farsi ricucire perché era trascorso
troppo tempo. Sul
loro palco, poi usavano impalare teste di porco comprate dal macellaio (trattavasi
di scarti, con tutto ciò che ne consegue, puzza di marcio compresa… qualche
furbacchione del pubblico, poi, ne masticava un brandello neanche troppo fresco
e allora sì che lo spettacolo prendeva vita!): pratica questa che dura tuttora,
anche se più nessuno se ne stupisce. E pure Maniac che si tagliuzza con un
coltello o con dei vetri non è che un pallido ricordo delle mattane di Dead. I
tempi cambiano. Ma,
tornando indietro al 1991, cosa architettò il buon Euronymous per uscire dalla
crisi, oltre a improvvisarsi fotografo? Semplice: con i soldi dei genitori aprì
un tetro negozio di dischi e merchandise
chiamato Helvete (= Inferno) e arredato in parte con oggetti rubati in chiesa -
che, in breve, divenne il fulcro di tutta la scena locale anche in virtù di una
spaziosa cantina per le prove o gli incontri “mondani” degli addetti ai
lavori - e fondò una piccola etichetta discografica - la Deathlike Silence
Productions - con cui produrre gli albums di Merciless, Burzum, Abruptum
(svedesi), Sigh (Giapponesi), Enslaved e (quasi) i nostrani MonumentuM di
Roberto Mammarella (co-fondatore dei Cultus Sanguine), che poterono infine
esordire solo nel 1995 con l’inglese Misanthropy Records, ironicamente la
stessa per cui più tardi si accasarono anche Burzum (chi è lo saprete più
sotto) e i MayheM. Peccato che la gestione economica delle due imprese fosse del
tutto sciagurata… i soldi finirono presto e molti progetti rimasero tali. Il
negozio, addirittura, durò solo un paio d’anni. La
leadership nel nome dell’Odio e della Paura comunque era salva e
Dead, in ultima analisi, era morto “per la causa”. Secondo Euronymous,
infatti, c’erano in giro troppi falsi adepti al black/death
metal. Gente trendaiola come Deicide,
Napalm Death, Sepultura e Entombed, insomma, e lui voleva preservare la vera
anima della musica che tanto amava (niente tute da jogging, bermuda colorati e
skateboards, cioè). Anche a costo di perdere un amico. O la sua stessa,
carismatica vita. Il 10 agosto 1993 l’infame Count Grishnack (al secolo
Kristian “Varg [= Lupo]” Vikernes, mediocrissimo cantante e musicista di
Bergen, allora ventenne, che ha inciso una manciata di albums col monicker Burzum [= Oscurità], con le sue soffiate ha messo nei guai
un amico e collega - Bård “Faust” Eithun degli Emperor, che nel 1992
accoltellò a morte un omosessuale nei boschi - e ha poi accusato Euronymous di
essere a sua volta gay e anche peggio: tutto questo post mortem!) assassina
l’uomo che più invidiava con l’aiuto del compare Snorre “Blacktorn”
Ruch (il quale, proveniente dai Thorns, aveva suonato la chitarra ritmica negli
stessi MayheM per un breve periodo nel 1992), sancendo in pratica la fine dei
MayheM nonché del movimento underground
che avevano contribuito a rendere così grande. Una vera catastrofe. Ma
perché l’ha fatto? Forse per invidia del suo status di leader (lui stesso, da
buon megalomane, era già finito una volta in prigione per aver appiccato il
fuoco ad alcune caratteristiche chiese cattoliche di legno, veri e propri
monumenti nazionali norvegesi), forse per ragioni di interesse (Euronymous gli
doveva le royalties dei primi due
albums) o, forse, solo per non essere ucciso a sua volta. Euronymous, infatti,
rivelò a un amico comune che gli sarebbe piaciuto imprigionarlo e torturarlo a
morte con una pistola a scariche elettriche. Sta di fatto che una notte, dopo
essersi creato una sorta di alibi presso una videoteca, Vikernes viaggiò per
sette ore da Bergen (sulla costa occidentale) a Oslo con l’amico Blacktorn (un
ventunenne amico di entrambi che soffriva di problemi mentali ed era reduce da
un ricovero in clinica) al volante della sua Golf, suonò al campanello di casa
Aarseth alle tre di notte, salì fino al suo appartamento al quarto piano e,
secondo la sua versione, Euronymous - che stava in mutande perché si era appena
svegliato - gli chiese: “Perché vuoi uccidermi?” Euronymous,
a questo punto, si difese e iniziò la lotta. Una lotta furiosa, senza
esclusione di colpi, durante la quale Euronymous tentò di andare in cucina a
prendere un coltello ma Vikernes estrasse il suo e lo prevenne, colpendolo al
petto. Poi Euronymous corse in camera alla ricerca del fucile (che, ironia della
sorte, era lo stesso con cui si uccise Dead) ma si beccò altre pugnalate nella
schiena. A questo punto, disperato, corse sul pianerottolo gridando aiuto e
suonando i campanelli dei vicini. Vikernes, per farlo tacere, lo seguì,
colpendolo e colpendolo. In breve la rampa delle scale divenne un mattatoio ed
Euronymous si ferì ulteriormente infrangendo una lampada di vetro. L’ultimo
fendente, quello mortale, gli si conficcò nel cranio. Al primo piano, dopo una
via crucis lunga sei rampe. Un’esecuzione bestiale, alla quale assistette
anche l’attonito Ruch. Ventitré coltellate per uccidere un uomo e consegnare
alla leggenda un nuovo mito. Una
settimana più tardi Vikernes finì in galera e, condannato per omicidio di
primo grado, si è beccato ventun anni. Anche Ruch è dentro: a lui ne sono
toccati otto per complicità. E
Hellhammer (che attualmente suona anche con Arcturus e Covenant/Kovenant per
soddisfare la sua voglia di variare gli stili) come ha preso questa seconda
tragedia? Con la solita, gelida indifferenza da superuomo. Ma
la vita continua. Pochi mesi dopo esce De
Mysteriis Dom Sathanas (1994) ed è il loro immane capolavoro, l’album che
li ha consegnati alla storia al di là dei fatti di sangue che l’hanno
preceduto. Un lavoro perfetto, malefico, squassante. Il trionfo
dell’estremismo, che riprende alcuni brani già eseguiti da Dead nel
precedente live e scolpisce in eterno
i suoi bellissimi testi che parlano di Morte, Mistero e Oscurità. Il basso, in
origine, era stato suonato da Vikernes, le cui parti furono però reincise da
Hellhammer per espresso volere dei genitori di Euronymous. Dopo
di allora la band si è sciolta e hanno iniziato a uscire alcuni bootlegs
più o meno scadenti. Gli unici di un certo interesse sono A Tribute to the Black Emperors (1994: quattro brani dei Morbid
facenti parte del loro demo December Moon
- vera pietra miliare del black/thrash
stampata in sole 25 copie [!] - e altrettanti dei Mayhem: “Carnage” e “The
Freezing Moon” tratti dalla compilation
Projections of a Stained Mind [1990]
più due estratti da Live in Leipzig)
e Dawn of the Black Hearts (1995:
edito in Colombia e registrato purtroppo malissimo, contiene otto brani
registrati dal vivo a Sarpsborg nel 1990 e quattro a Lillehammer nel 1986 -
unico motivo d’interesse: la copertina a colori col cadavere di Dead), le cui
cospicue vendite hanno spinto i MayheM a dichiarare guerra ai dischi illegali su
cui, per ovvie ragioni, non hanno alcun diritto economico. Nel 1995, poi, il gruppo si riforma con Hellhammer alla batteria, la new entry Blasphemer (Rune Eriksen degli Aura Noir) alle chitarre e i già noti Necrobutcher al basso e Maniac alla voce. Ancora malessere e brutalità a piene mani, come testimoniano il miniCD Wolf’s Lair Abyss (1997) e il video Live in Bischofswerda 21st June 1997 (1998: otto micidiali brani registrati il 21 giugno 1997). Sospinti dal rinnovato successo, i MayheM suonano in America e in Italia: la data di Milano (2 novembre 1998, con Attila Csihar che in “From the Dark Past” ha diviso il microfono con Maniac per la gioia dei molti fans) è stata immortalata sull’eccellente CD Mediolanum Capta Est (1999) edito dalla nostrana Avantgarde Music che già produsse - sotto il vecchio marchio Obscure Plasma - Live in Leipzig, mentre del 2000 è il secondo album di studio Grand Declaration of War: qualche mutamento di rotta (leggi: vistose frenate di ritmo, voci qua e là pulite e sinistri sconfinamenti nell’Industrial) ha fatto storcere il naso a qualcuno ma, diciamolo, i MayheM sono sempre i Mayhem e l’estremismo sonoro è e rimarrà sempre il loro pane quotidiano. Su questo si può stare più che tranquilli, come ha dimostrato lo strepitoso DVD European Legions: Live in Marseille 2000 (2001). Un’ora di devastante concerto (16 brani che coprono al meglio l’intera carriera della band) con le interviste ai quattro MayheM attuali, una ricca galleria fotografica e un breve backstage di Maniac che tagliuzza il braccio a una ragazza mentre qualcuno, non inquadrato, canticchia “He’s a maniac, maniac…” (il tormentone del film Flashdance, per intenderci). Assolutamente da non perdere, come da non perdere è il CD in edizione limitata European Legions (2001), che contiene 7 canzoni registrate in diversi luoghi durante il tour del 2000 e la pre-produzione di Grand Declaration of War: in parole povere la versione grezza e cruda di come l’album avrebbe dovuto suonare. Un must per gli amanti della band! Ora, per concludere, non mi resta che aggiungere una chicca: la milanese Avantgarde Music sta preparando un bel tribute album ai MayheM che, in passato, già sono stati omaggiati da grandi bands come gli svedesi Ophthalamia e i polacchi Behemoth. La curiosità intorno all’evento, si capisce, è molta. E che fa oggi Varg, mentre i suoi vecchi compagni d’avventure (o sventure) se la godono? Beh, marcisce in galera, suona stupida musica ambient e coltiva il suo fanatismo nazionalista, nazista e pagano (crede nel Dio della Guerra e della Morte [Odino], nei folletti, nelle streghe e nella Natura ostile fatta di gelo e misteriose foreste ma, benché detesti visceralmente il cristianesimo, non è satanista come i più superficiali sarebbero portati a credere: in ultima analisi non è che un pagano). Quando uscirà, tra una quindicina d’anni, un numero cospicuo di true black metallers lo aspetta al varco per linciarlo e rendere orfana sua figlia (nata dopo la sua incarcerazione). Credo che ne vedremo ancora delle belle. Stay tuned! *** NOTE: per la stesura di questo articolo mi sono avvalso della consulenza di Giuseppe “Joe” Ferraro (voce dei Cultus Sanguine nonché co-titolare della Avantgarde Music), delle notizie contenute nel fondamentale libro Lords of Chaos: The Bloody Rise of the Satanic Metal Underground (di Michael Moynihan e Didrik Søderlind - Feral House, Venice 1998), nelle riviste “Grind Zone” e “Distortion” e, ovviamente, in svariati siti Internet.
a
cura di Gaetano Mistretta
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