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SANGUINARIE CENERENTOLE Pensando al superbo “lavoro di squadra”, “SANGUINARIE CENERENTOLE”, inizio a dipingere nella mia mente un quadro raffigurante nient’altro che la “dolce” oscurità delle tenebre! Un metafisico ma tangibile e lugubre delirio che racchiude in sè ermetici germogli neri, atti a presentare al lettore elaborati e complessi vortici mentali che culminano in variegate forme di “parti ippocampici” in bianco e nero. Il bianco in questione starebbe a simbolizzare la purezza e l’ingenuità ormai perdute dalla Cenerentola classica che ha qui lasciato il posto ad una nuova figura, anch’essa appartenente a favole nuove di zecca di tipo prettamente decadente-crepuscolare. La CINDY 2000 ci viene presentata in abbigliamento rigorosamente fetish, con tanto di frustino nella mano destra, capelli viola, berretto nazi, autoreggenti e stivaletti in pelle, un perfetto angelo nero latore di sesso divinamente malsano, cinicamente e cerebralmente dominatrice, vincitrice incontrastata delle sue stesse fobie
e macabramente poetica. Detesta la gaia spensieratezza delle feste, preferendo ad esse, di gran lunga, le passeggiate notturne nella pacatezza e morbosa solitudine di un maestoso cimitero in stile vittoriano, alla perenne ricerca dei fantasmi della sua mente che raramente si concretizzano in fasci luminosi: riescono solo a brillare dell’involontario riflesso della loro affascinante ombra! È talvolta MARCIA DENTRO (vero JS?), corrosa a poco a poco dalla sua involontaria ma assolutamente naturale vampiresca ricerca psicotica di sangue e sesso estremo. Ama (s)ballare fra le ombre riflesse del nulla che infestano le pareti della sua dimora, muovendo i passi di una macabra danza eseguita dai meandri, talvolta infestati, della sua stessa psiche. SOFFRI E GODI! O meglio SOFFRI GODENDO, oppure GODI SOFFRENDO: queste sono le sue massime, come peraltro quella di MUORI E LASCIA MORIRE! La nostra CINDY 2000 è dannatamente colta, detesta l’ignoranza gratuita, l’inettitudine umana e, sovente, si bea nel turbinoso pensiero della fine che verrà e della frequente immagine della NERA SIGNORA, della quale, nella maggioranza dei casi, ne rappresenta il BRACCIO ARMATO. E’ vera, CINDY 2000! Tormentosamente vera! Ritengo, senza mezzi termini, che l’opera in questione possa rappresentare uno squarcio di questo mondo così oscenamente e deliziosamente perverso, ma sicuramente scevro da falsi perbenismi e compromessi! Le autrici ci sanno fare sia con la “macchina grigia” che con la penna! Al contrario di noi maschietti, non scrivono, ma appunto, dipingono! E con stile!!! A questo punto non credo ci resti altro che attendere nuove vibrazioni dai loro pennelli perpetuamente intrisi del torbido mare magmatico che agita e pungola i sentieri del loro intelletto. Al prossimo appuntamento, CINDY 2000! E lode alla tua penna degenerata!
a cura di Walter Diociaiuti
Tutta al femminile questa antologia del club GHoST, il cui titolo è indubbiamente attraente ed efficace. Si tratta perlopiù di racconti estremi, tesi a scioccare il lettore più che fargli paura. Rivelano ciò che ormai sospettavamo già, vale a dire che anche le fanciulle coltivano con passione il loro lato oscuro. Uno dei migliori racconti, in tal senso, è quello iniziale firmato da Deborah Ossario; s'intitola Sesso cannibale, ed è quanto di più introspettivo si possa immaginare. Non è la coscienza della protagonista, o la mente, che la scrittrice esplora, per poi scoprire un'anomalia bestiale (eros e thanatos ai massimi livelli). In Cinque mesi da verdura di Daniela Piu, una ragazza è vittima di un allucinante esperimento: le impiantano semi d'ortaggio e le conseguenze sono oltremodo spiacevoli. Emanuela Zini, nella sua soave novella dal titolo La corrispondenza, s'inventa una serie di missive che un giovane riceve dalla propria ex, e attraverso le quali lei gli spedisce se stessa, letteralmente, pezzo per pezzo. Dopo una prima parte dedicata a descrivere un rapporto sadomaso un po' di maniera, Sapora Joy nel racconto Marcia dentro innesta la marcia e conclude con un crescendo nauseabondo ed elettrizzante. Alquanto sensuale è la novella Il sabba, di Monica Latino, dove la scrittrice scatena un'orgia stile Eyes wide shut, facendola culminare in un sacrificio umano. Sanguinarie o meno (in realtà nei vari racconti la tematica sessuale prevale sul sangue o la violenza), le autrici ci attraggono e ci respingono, giocano con il vibrare una coltellata in pieno petto. Questo mi sembra l'aspetto più rilevante della raccolta, ed è una caratteristica che apparterrà sempre e comunque al gentil sesso.
a cura di Roberto Frini (estratto da Mongoloid 2)
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