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L'AUTOSTRADA

scritto da Jorge Mazzoni

 

 

Non ricordava da quanto tempo stava camminando lungo quell’autostrada, probabilmente solo da qualche minuto, in ogni caso sembrava un eternità.

Con le mani nelle tasche dei pantaloni e la camicia sganciata per il caldo, procedeva ad un’andatura tranquilla, infondo non aveva fretta. Nel cielo si stavano ammassando delle nuvole grigie, forse a sera avrebbe piovuto, rinfrescando.

Si sentì profondamente triste quando, nella corsia opposta, celata in parte da una siepe; vide correre un uomo sorridente e platealmente felicissimo. I due si scambiarono uno sguardo, ma nessuna parola. Aspettò che quell’uomo fosse completamente scomparso dalla sua vista, prima di riprendere a camminare. Passò ancora del tempo, in lontananza davanti a lui, gli sembrò di scorgere una figura di donna assai famigliare, accelerò il passo fino a raggiungerla.

"Francesca!"

La donna si voltò di scatto:

"Fausto, già qui?"

"E’ lo so forse è un po’ presto, e ti dirò di più, non so nemmeno come sia accaduto."

"Come non lo sai?"

"No, stavo camminando quando sono caduto, ma tu a proposito come stai?"

"Bene, anche se devo dire che mi sento così annoiata." Sbadigliò e poi riprese a parlare:

"Sarah come sta?"

"Bene, adesso ha diciassette anni ed è stata affidata a mia sorella."

"Mi manca tanto."

"Lo so, manca molto anche a me."

"Senti Fausto, ti è mai capitato di parlare con qualcuno della corsia opposta?"

"No, e spero che non accada."

"Perché? A me piacerebbe tanto, pensa quante cose potremo rivelargli."

"E pensi che le voglia sapere?"

"No probabilmente no."

"France, lo so che è dura, ma bisogna rassegnarsi."

"Fausto, a volte penso a tutto quello che ho lasciato e mi ritrovo in balia di ricordi che mi fanno solo piangere, anche se belli e preziosi."

"Appunto perché sono preziosi ed unici dovresti assaporarli come l’unica felicità che ci è rimasta."

"Grazie, ma a volte è così difficile."

I due si abbracciarono e la donna pianse, l’uomo le accarezzò i capelli non trovando più parole, si sentì stupido e coglione.

 

"Hei signori." Un uomo dalla corsia opposta li stava chiamando: i due si guardarono per un attimo stupiti e poi Fausto rispose:

"Dica, serve aiuto?"

"No grazie, vi potreste avvicinare un po’, avrei delle domande da farvi, se non vi disturba"

"Ma veramente..."

"No, non ci disturbate affatto, vieni Fausto," la donna lo strattonò.

Una volta che i due furono più vicini all’uomo, Fausto si rese conto che era lo stesso individuo che aveva visto quando ancora stava camminando da solo.

 

"Dica pure buon uomo," iniziò Francesca.

"Scusate sono molto in ritardo, ma è che... insomma cioè... vorrei sapere com’è là fuori."

"Non le sembra di essere un po’...," sbottò Fausto.

"E dai Fausto raccontaglielo, tanto che cosa abbiamo da perdere?," intervenne bonaria Francesca.

"La prego."

"Va bene. Come è là fuori? Un grande casino, ma che alla fine non lo vorresti più lasciare."

L’uomo si mostrò molto soddisfatto della risposta e ringraziò calorosamente i due prima di iniziare una folle corsa verso “là fuori”.

I due lo guardarono scomparire, entrambi con le lacrime agli occhi, poi lei con un certo sforzo disse:

"Perché non ci sediamo e guardiamo il tramonto?"

"Va bene."

Mentre guardavano il sole tinto d’arancione immergersi nella linea d’orizzonte, la donna tirò un lungo sospiro.

"Fausto..."

"Si."

"Secondo te come sarà domani?"

"Come sempre, uguale."

 

 

Jorge Mazzoni

Jorge Mazzoni ha 24 anni e abita a Livorno.

 

  

 

 

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