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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Bizzarro Show

(26 racconti ultra-estremi)

  

Origine:

Italia - Maggio 2001

Autoprodotto dal club G.Ho.S.T.

Collana Extreme

 

Editing e supervisione:

Walter Diociaiuti

 

Copertina e tavole:

In b/n realizzate da

Andrea Mozzato

 

Formato:

172 pagine in formato A5

 

Dettagli:

La prefazione di Diociaiuti, le biografie degli autori e le

tavole di Mozzato possono

essere visionate

direttamente da qui.

Nell'area soci Ghost è

anche disponibile la 

versione elettronica 

economica (e-book).

Per informazioni e ordini contattare la redazione

del Club G.Ho.S.T.

redazione@clubghost.it

 

Voto:

9,5

 

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BIZZARRO SHOW


La mia posizione rispetto all'antologia Bizzarro Show, non soltanto come autore coinvolto nel progetto, è semplice: le barriere vanno demolite e non soltanto scavalcate.

Chi ci rimprovera, per aver superato certi limiti di decenza o di tacita rassegnazione agli ormai (da noi) superati schemi del new horror, ha probabilmente ragione.

Prima di noi c'è stato Clive Barker con i suoi Libri di sangue, ma non dimentichiamoci delle precedenti "bordate" di John Saul nel suo Gioco crudele, dell'ispirato Stephen King de I figli del grano e L'ombra dello scorpione, e dei cineasti crudeli: Romero, Hooper, Cronenberg, Argento, Fulci... fino ad arrivare alle due antologie manifesto del movimento letterario "splatterpunk": Splatterpunk e Il libro dei morti viventi.

C'è da dire che purtroppo, a parte alcuni autori come Richard Laymon, Joe Lansdale, Ray Garton, e Rex Miller, gli scrittori coinvolti nelle suddette antologie non furono mai più all'altezza di quelle manifeste promesse.

Poco male, si fa per dire, visto che negli anni 90 videro la luce, mostrando al mondo il loro cuore di tenebra, anche due discusse e controverse antologie italiane: Gioventù cannibale e Un trapano nel cervello.

Tutte queste incursioni nel territorio nemico delle sobrie lobby culturali; ebbero, al momento della loro uscita, delle gran belle gatte da pelare in fatto di "turbamento della quiete letteraria".

E comunque ogni librazzo era più incazzato ed incandescente del precedente.

Perché?

Molti credono che il motivo sia da ricercare nell'eccessiva (questa si oltraggiosa e criminale) sterilizzazione del linguaggio horror post anni 80, sia letterario che cinematografico.

Gli scrittori in questione volevano dunque rispondere con rabbia alternativa a questa lenta, inesorabile, consumistica, e perbenistica sterilizzazione?

In parte si, ma sarebbe terribilmente superficiale accontentarsi di quest'unico, per quanto rilevante, punto di vista.

La verità, come sempre, è molto più complessa e, inevitabilmente, politica: "Loro" (le multinazionali dogmatiche del buon gusto e delle poltrone comode) sono il MALE, e noi, terroristi della comunicazione, siamo il BENE.

Vi sembra troppo?

E' solo questione di prendere posizione: per me il "troppo" è Il grande fratello, La globalizzazione, Il classismo, Il razzismo, Il Maurizio Costanzo Show, Il politicamente corretto, La censura, Berlusconi... (che siano loro i veri ultracorpi?).

Questo Bizzarro Show, ancor più del precedente e già ottimo Torture Cerebrali, fa bene il suo lavoro, che è principalmente quello di sovvertire, destabilizzare, far pensare...

Non sono d'accordo con quanti vorrebbero l'horror alla stregua di banale, incosciente, fuga dalla realtà; un semplice e puro divertimento: un brividino da leggersi sotto l'ombrellone e nulla più.

Personalmente ritengo il genere ad un importante e cruciale punto di svolta, lo stesso in cui si sono trovati, non troppo tempo addietro, la fantascienza e il noir.

Operazioni come "l'incriminata" Bizzarro Show (che idealmente vedo gemellata con la recente Passi nel delirio delle edizioni Addictions, e con gli scritti feroci e bellissimi di Alda Teodorani, Gianfraco Nerozzi, e Paolo Di Orazio, che nonostante l'oscurantissimo culturale dettato nel nostro paese da qualche "anima bella", continuano ad essere, più o meno saltuariamente, pubblicati) dimostrano che nel lungo e impervio cammino da fare, oltre quel bivio, quel viale, quella strada, c'è ancora qualcosa da raccontare, un monito da gridare, un'ipocrisia da frantumare, una buia nebbia fatta di finte luci e finti colori.

Ogni scrittore è un esploratore... o almeno sarebbe bello se lo fosse.

 

a cura di Massimo Perissinotto

 


Ebbene, maledetti sciamani di Lucifero! Mi avete scoperchiato la calotta cranica: ora sarete soddisfatti!

Ho letto "Bizzarro Show" - questo vasto catalogo di dietologia ematica - stando sdraiato in spiaggia, a zero metri sul livello del mare. Alle mie spalle, sopra di me, è il mondo intero; e dunque anche voi, amici pennaroli dai canini prospicienti. Mi pare di vedervi, là, sulla Collina delle Streghe, a inscenare tutti insieme una Danse Macabre...

Leggendo un'antologia simile, vengono subito in mente le solite associazioni coatte, i consueti percorsi classici: da Poe a Bierce, dalla Shelley a E.T.A. Hoffman e, attraverso King, sempre più su fino alle firme "horror" più recenti. Chi non avesse ancora confidenza con questo genere letterario e vi si fosse avvicinato tramite "Bizzarro Show", rimarrà sicuramente (elektro-)shockato dalla lettura, per poi magari riporre il volume in un fuligginoso angolo della casa mormorando con una scrollata di spalle: "Letteratura di serie B".

Altolà! È una sciocchezza pensare che simili racconti vengano su come i funghi. Bisogna sudarseli, e coltivarseli, e innaffiarseli per bene. A prescindere dalla qualità letteraria, su cui non staremo qui a soffermarci (in quest'antologia le proposte sono innumeri, ed è perciò ostico stilare una classifica secondo meriti sintattico-grammaticali), posso affermare, senza tema di cadere in fallo, che di questa sventagliata di nomi -quasi tutti già noti negli ambienti underground - almeno dieci-docici sono destinati ad affermarsi nell'editoria "ufficiale".

Altresì sbagliato sarebbe criticare questi autori per la loro visione "nera" della vita, classificandoli come i nipotini negativi di Nietzsche. Io ne conosco alcuni personalmente: vi assicuro che si tratta di giovani che guardano con molta fiducia al futuro, e dunque di anti-nichilisti. Del resto, leggendo con attenzione queste terrificanti short stories, salta all'occhio, qua e là, il carattere "solare" dei rispettivi autori - pur tra tante nebbie cimiteriali. Non occorre essere un musicologo per capire che, dietro a molte ballate "death metal", si nasconde una lieta filastrocca da nursery!

Di seguito, ecco alcuni dei miei racconti preferiti:

"Vuoti a perdere", di Mistretta: molto scorrevole, e inoltre da reputarsi quanto meno originale per la contaminazione (soltanto immaginata?) vampiri-potere.

"Sotto la pelle", di Massimo Ferrara. Altro che Hannibal the Cannibal! Qui siamo al cospetto del non-plus-ultra dell' "horror"! Suspenceful, soprattutto grazie al sapiente "taglio cinematografico". Mehr, Massimo, mehr!

"Turpi vagiti", di Walter Diociaiuti. Il piccolo e cattivo protagonista di questa story rappresenta un po' il Giovane Holden della letteratura "extreme-bizarre". Psycho junior, un'autentica rivelazione. Viene voglia di leggere il seguito...

"Zanzare", di Frini: orrifico fin quasi a sfiorare l'umorismo. L'ho letto ridendo, e... con una molletta al naso.

Non voglio rubare troppo spazio, quindi ricordo ancora qui, per concludere, "Neural", di Pat Pinna. Una profezia talmente realistica che, se la si leggesse sul monitor, i nostri occhi brucerebbero come le ali di una falena.

Mi sembra di non avere altro da aggiungere. Also sprach Redimortus. Ora lasciatemi solo. Mi duole la cabeza. Il mare è un brodo. Il brodo bolle in mi bemolle. Vado a rileggermi "Bizzarro Show".

 

a cura di franc'O'brain

 


Ventisei racconti: una vera passerella di orrori fisici e psicologici, ai limiti dell’umana comprensione. Così scrive Walter Diociaiuti nell’introduzione a questa nuova raccolta edita dal Club GHoST. Ed è vero. Però è altrettanto vero che, come nella precedente antologia <estrema>, in quasi tutti i racconti il sesso è il vero motore delle varie vicende. Forse perché il sesso, sano o malato, concreto o virtuale, vissuto o semplicemente immaginato, è alla base di ogni vicenda umana. Uno dei pochi racconti dove il sesso non c’entra assolutamente nulla è anche uno dei migliori:  si tratta di SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO di Riccardo Coltri. Bello, ironico, incisivo, divertente, rivisita in maniera travolgente i miti favolistici del Gatto con gli stivali e dell’Orco. Con il consueto piglio da narratore di b-movie, Massimo Ferrara nel suo SOTTO LA PELLE racconta di come due donne generate da un essere maligno si aggirino nella notte a caccia di uomini. Anche Gaetano Mistretta va giù pesante con VUOTI A PERDERE, immaginando una società futura dove i potenti sono, non metaforicamente, dei succhiasangue. Marco Ferrarese, un giovane che dimostra d’avere uno stile di scrittura rapido e coinvolgente, tratta di aborti clandestini e di feti succulenti nell’ottimo UN LAVORO SPORCO. Coraggioso e sconvolgente il racconto di Gordiano Lupi L’ULTIMA MESSA, che affronta un argomento rischioso con estrema naturalezza e bravura. Buoni sono anche NOTTE DI SANGUE di Ivo Gazzarini, in cui una ragazza si vendica in maniera atroce del fidanzato che l’ha abbandonata tra le grinfie di un maniaco, e MARINA di Debora Gambetta, straziante e ospedaliero. Originale l’idea di Deborah Ossario, che nella novella LE OSSA DI DIO immagina un rapporto sessuale violento tra un angelo e una giovane donna. Vagamente cyberpunk e non del tutto comprensibile (almeno per chi scrive) KRAKEN di Marco Minicangeli, divertente LAVARSI I DENTI CON LA MERDA di Perissinotto, stilisticamente ammirevole AUTOCONFESSIONI SPONGIFORMI (Tavolo n. 7) di Cantagallo. Ma il vero gioiello della raccolta, permettetemi, è PHOLCUS PHALANGIOIDES di Franc’O’brain, che già nella scelta del titolo dimostra d’essere veramente ispirato. Il suo racconto è ben scritto, intriga, ha un crescendo di suspense mica male ed è visionario quanto basta. Lo ammetto, non conoscevo Franc’O’brain ma, d’ora in poi, non mi perderò gli altri suoi lavori. Da sottolineare le belle illustrazioni di Andrea Mozzato che accompagnano il lettore in questo viaggio estremo.

 

a cura di Roberto Frini

 


La collana Extreme del Club GHoST con questa antologia dal titolo "Bizzarro show" colpisce nel segno, almeno per quanto mi riguarda. Il diverso, tutto ciò che è violenza, l'estremo insomma, sono le fondamenta da cui nascono tutti i deliri degli autori presenti in questo volume. Un progetto nato con "16 torture cerebrali", antologia che ha avuto un discreto successo fra tutti gli appassionati e non. Un merito anche a tutto lo staff e a Massimo Ferrara che ha creduto fino in fondo al progetto "extreme".

In ogni storia di Bizzarro show il sesso si mescola con la violenza, l'orrore con la realtà, il sangue con lo sperma, dando libero sfogo a una miscela esplosiva di aspetti che nessuno mai avrebbe il coraggio di sperimentare o vivere. In Bizzarro show tutto questo è possibile; il lettore come lo scrittore si tuffano in un mondo a parte, un mondo fantastico, "extremo", si lasciano andare alle umiliazioni più bieche, alle atrocità più assurde e dolorose. Le storie raccontate lasciano il segno, in ognuno di noi.

I racconti puntano molto sullo scioccare il lettore e tutti gli autori ci riescono molto bene. A me personalmente sono piaciuti tutti, nessuno escluso, ognuno molto personale, con il suo stile e con la propria personalità, anche se accomunati da un unico aspetto. In definitiva un'antologia ottima che merita tutte le attenzioni possibili e spero che il progetto "extreme" continui ancora... l'emozioni forti sono anche queste, e non è facile provarle! Concludo dicendo: leggete “Bizzarro show” e non ve ne pentirete.

 

a cura di Ivo Gazzarrini

 

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