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CAMPO DI BATTAGLIA

scritto da Umberto Bertani

 

 

Il colpo arriva inaspettato, durissimo, la violenza con la quale è stato inferto travalica la mia capacità di reagire. L’istinto guida il mio corpo in un vago tentativo di reazione, in qualche modo riesco a porre rimedio all’assalto, ho ancora la capacità di razionalizzare una tattica. Il nemico concentra le sue forze e sferra un altro attacco dettato da una furia brutale, quasi animalesca. Questa volta sono decisamente impreparato, sono nettamente in difficoltà e ne pago le conseguenze, una gelida sferzata di bianco dolore accende dentro di me numerosi campanelli d’allarme.

Osservo il mio corpo esausto, limpide gocce di soluzione salina ricoprono interamente le parti scoperte bruciate da un sole implacabile, la mente vaga cercando rifugio nell’immaginario di un fresco oceano verde-azzurro, solcato da onde cristalline mosse da un vento perenne.

Il corpo urla, la mente perde il predominio sull’azione, subentra la violenza controllata di muscoli, organi, condotti che pompano energia rispondendo ad ordini emanati alla velocità della luce, stimoli elettrici che creano la fusione totale fra carne e fibre al di là di ogni concezione, la bestia è viva, la battaglia è all’epilogo.

Ancora una volta il nemico si ribella, cede alla tentazione di non abbandonarsi alla sconfitta, cerca di attingere alla rabbia che lo attanaglia nel profondo del suo essere, lucidi lampi di furia assassina mi attraversano il campo visivo, scavo nella memoria per evocare una creatura altrettanto combattiva ma la sete di sangue riporta la mia concentrazione ad un presente infido e pericoloso.

Il dolore ora è quasi piacevole, sordo ad ogni supplica il corpo reagisce inondando di strane scariche saettanti ogni cellula interessata al combattimento, ma l’unico risultato di questa ribellione è la consapevolezza di essere vicino ad un meritato trionfo. Drogato di adrenalina scarico l’intera potenza ancora concessami in un unico movimento decisivo, il ringhio gutturale a stento represso che mi fuoriesce dalla gola non ha più niente di umano, due creature si affrontano sul campo di battaglia, una sola ne uscirà ancora in piedi, fendendo l’aria con il profilo del vincitore.

Alzo la testa lentamente, il mio avversario attende con calma ma posso sentire nella mente il suo respiro affannoso, posso sentire l’odore acre della sua paura, riesco a vedere lo sguardo impaurito dei suoi occhi imploranti.

La mia attenzione spazia di nuovo sul teatro della lotta, ogni singola molecola di questo terreno mi rimanda sensazioni di antiche sofferenze, di gloriose vittorie strappate dalle mani di nemici sempre valorosi e mai domi, di brucianti sconfitte mai completamente cancellate dalla memoria.

Finalmente il terzo uomo che anima questa stasi temporale ha un sussulto di vita, la sua voce resa metallica dallo strumento di amplificazione scivola sulla mia pelle come la più dolce delle carezze, il tono è chiaro come un perfetto “La” scaturito da un lucido diapason.

 

“QUARANTA A TRENTA, MATCH BALL!”

 

Impugno per l’ultima volta il cuoio che arde dotato di vita propria nella mia mano, nell’altra la pallina gialla assorbe l’umore della mia vittoria e si prepara a scagliarlo addosso al nemico, il lancio è elastico, quasi inevitabilmente perfetto contro il cielo azzurro, il rumore dell’impatto sembra amplificato dallo sguardo rovente del sole, testimone suo malgrado di un’ennesima battaglia.

 

 

Umberto Bertani

Mi chiamo Umberto Bertani sono nato a Milano 37 anni fa, scivolo dentro una vita abbastanza normale, divoro parole da sempre e mi piace restituire un po' delle emozioni provate leggendo. ho cominciato scrivendo su un blocco a quadretti e ora batto sui tasti ma la voglia di arrivare alla fine di un racconto è sempre la stessa, una specie di prurito che non ti abbandona.

La fantascienza, l'horror, il technothriller, il giallo puro, sono i generi che sento più miei, così come il rock è la musica della mia vita, per il resto...scrivo, tutto qui.

 

  

 

 

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