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SCHEDA TECNICA

 

Titolo:

Cannibale

 

Autore:

Marco Ferrarese

 

Origine:

Italia-1999 (autoprodotto)

 

Formato:

48 pagine in formato A5

 

Contatti:

Marco Ferrarese

 

Voto:

8

 

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Dieci cattivissimi e brevissimi racconti di un giovane emulo di Joe Lansdale. La brevità è forse l'unico difetto di questo novello, ma talentuoso, splatterpunk; che attendiamo in una prossima prova, magari più consistente e matura.

ANTROPOFAGO
 
 

a cura di Massimo Perissinotto

 


 

Ognuno di noi, a suo modo, nasconde dentro di se un piccolo cannibale: c'è chi lo lascia libero di colpire salendo con una doppietta sul tetto del supermercato e bersagliando i passanti, e chi lo lascia scatenare silenziosamente, all'interno del supermercato, facendo la fila per comperare il prosciutto, accaldato, pensieroso, con la voglia di eliminare chi gli ciondola davanti con la naturalezza di un bambino che monta le sue costruzioni lego, così ci spiega Marco Ferrarese nell'introduzione alla sua antologia di racconti... e come non essere d'accordo?

Sono dieci i racconti che costellano questa antologia, uno di questi "Coincidenze" appare su Mongoloid, mentre un altro "Fedeltà" avrete modo di leggerlo anche su "Pustole" (antologia collettiva di artisti vari a cura di Massimiliano Medici). "Fedeltà", a mio parere, potrebbe essere il giusto seguito di "Coincidenze" (lo capirete quando li leggerete...). "La casa sull'albero" mi fa paura, e dimostra quanto a volte i bambini possano essere dei veri mostri, "Il pasto nudo" mi ricorda molto un pezzo preso dal film di Lucio Fulci E tu vivrai nel terrore - l'Aldilà (quando il tipo in biblioteca cade dalla scala e i ragni iniziano a mangiarlo) soltanto che al posto dei ragni ci sono i topi (alla fine addirittura si scopre che è una scena di un film!). "Aperitivo" è interessante all'inizio ma alla fine scade nel banale e trash. "Carne facile" è fantastico e non farà certo piacere leggerlo ai vari puttanieri. "Un lavoro sporco" si merita un dieci in quanto parla di un dottore che fa abortire le ragazze per poi mangiarsi i feti. "Bolle" è molto porno ma poteva finire in un altro modo a mio parere; e come ultimo "Giochi nel parco" ci fa capire che non sempre i bambini interpretano il ruolo di vittime ma che hanno anche la forza di reagire (e tagliarti il cazzo).

a cura di Anus

(estratto da Mongoloid)

 

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