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ENGEL, ANGELO RIPUDIATO scritto da Ignis Flos
Engel apparteneva a quell'ordine di entità chiamate angeli. Essi vivevano in quella dimensione intermedia posta fra l'Iperuranio, sede divina, e la Terra, landa degli uomini. Gli angeli svolgevano funzione di tramite fra i due mondi. Riferivano agli dei sul comportamento degli uomini e davano utili informazioni per il tribunale divino che doveva decidere la sorte degli umani dopo la fine dei loro giorni terreni. Inoltre queste creature assistevano gli uomini, li "misuravano" dal punto di vista morale, li osservavano e li toccavano, rendendo possibile la percezione, da parte dell'uomo, della realtà che giace nel sovramondo. Engel era uno di questi. Ma, un giorno, si avvicinò troppo agli uomini. Incominciava ad analizzare la loro vita ed era affascinato dai sentimenti che i mortali provavano e che plasmavano la carne e il sangue, regalando loro le vertigini delle passioni. L'angelo non si limitava a osservare, ma iniziava a ragionare su ciò che rendeva imperfetti gli uomini, ciò che li differenziava dagli dei; questi ultimi sempre composti e seri nella loro funzione di impassibili sovrani, protettori e giudici. Engel era affascinato dall'amore, quella scintilla che accendeva i momenti migliori della vita umana e ne fu attratto a tal punto che la sua anima vi si bruciò. Vide un giorno una donna chiamata Greta Ideolokia, e se ne innamorò perdutamente. Non si chiedeva in che modo, un essere come lui, potesse sentirsi vicino sia spiritualmente che carnalmente a una persona materiata di carne e sangue. Ma scoprì di poter riuscire a rendere il suo corpo solido come quello degli uomini. Non è dato sapere se proprio a causa dell'amore che provava o grazie alla sua natura intermedia che gli permetteva di toccare gli uomini, riusciva ad accarezzare Greta. Lei, in quei momenti, si abbandonava quasi in preda a un delirio mistico-erotico. A volte, in casa, sentiva un forte calore avvampare la sua carne e si spogliava completamente nuda. La sua alta figura, snella ma ben solida, risaltava in modo divino alla luce che penetrava dalle finestre di casa sua. La pelle era di un bianco candore, scolpito con maestria all'altezza dei seni, due audaci e sode rotondità. Quel lattiginoso corpo ospitava le due perle dei capezzoli, che in quei momenti di esaltazione si facevano duri. Il suo ventre, leggermente prominente, terminava con una folta peluria nera, sotto la quale palpitava la sua calda vagina. I lunghi capelli le scendevano fluenti sulla schiena e la donna si sentiva pronta per evocare qualcosa di arcano che doveva interessare tutto il suo essere. Engel insinuava la materializzazione del suo corpo a contatto con quello, splendido, di Greta. Riusciva a far aderire il suo calore terreno con il caldo ventre della donna e schiacciava il suo petto contro il prorompente seno di lei. La penetrava più volte in modo deciso, ma gentile, procurandole un orgasmo indescrivibile. In quei momenti Greta gettava la testa all'indietro e allargava le braccia, come una crocifissa trasfigurazione erotica. Engel le accarezzava i seni: le sue mani sembravano perdersi su quelle perfette e sode rotondità e ritrovavano la vetta del piacere sui capezzoli, scure corone appuntite. Poi le sue mani passavano tra i lunghi capelli di lei e così finiva di donarle il culmine di un piacere che, partendo dal sesso, trasmetteva sensuali contorsioni a tutto il corpo della donna. Greta viveva queste esperienze quasi come un sogno, pensava si trattasse di deliri frutto del suo intenso desiderio sessuale, ma era contenta di appagarlo in tal modo. Quegli atti le regalavano un estremo vigore, oltre a un piacere mai provato prima. Engel non si limitava a possedere la donna in modo fisico, ma le stava sempre vicino e la seguiva giorno e notte. Quei momenti erano il solo compromesso intensamente materiale con la realtà umana. Ma gli dei se ne accorsero e la loro vendetta fu implacabile. Che un angelo avesse osato avvicinarsi tanto a un essere umano rappresentava un tradimento tremendo. Relegarono Engel al mondo degli uomini, ma in una forma non visibile a occhio terreno. Era sempre di natura angelica, ma aveva perso ogni contatto con il mondo divino e con quello intermedio degli angeli. Nonostante ciò riusciva ancora a materializzarsi per abbracciare Greta e regalarle quel particolare piacere dei sensi. Passarono gli anni e Greta perse gradualmente la capacità di sognare e di recepire la presenza di Engel. Ormai non riusciva più a raggiungere dei picchi di piacere come faceva un tempo, quando la sua carne si contorceva e il suo orgasmo sembrava raggiungere il cielo. Il tempo aveva eroso la formula magica per evocare il suo angelo e il distacco, ora, era segnato. Greta si accorse di aver perso qualcosa, infatti, quando si abbandonava all'orgasmo con altri uomini o si regalava dei momenti di piacere in solitudine, ciò non rappresentava più un'esperienza così avvolgente, così appagante da coinvolgere il suo corpo e la sua anima in una rivelazione onirica. Non riusciva più a praticare quella che si potrebbe definire una vera e propria mistica erotica. Engel, così, fu ripudiato dagli dei e dagli uomini. Solo, vagava nel mondo. Non
poteva più interagire con Greta, non poteva più toccare gli uomini, avendo ormai abbandonato la dimensione degli angeli, non poteva fare null'altro che osservare la realtà umana, come uno spettatore passivo e solitario. Questo gli toccò. Fu condannato dal tribunale divino per essersi lasciato sedurre dal pericoloso mondo degli uomini, incostante nel recepire i messaggi che vengono dalle ombre o dalle luce divina.
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