|
|
|
home cinema narrativa musica arte misteri articoli interviste link archivioghost news forum album produzioni info |
|
|
FINE CONTINUA Una
lettura infinita… Una
premessa. Personale. Questo è il romanzo di genere degli ultimi due anni in
Italia! In my humble opinion, ovviamente! FINE
CONTINUA è uno squisito ed
appassionante, quanto originale, NOIR che toglie impietosamente aria al lettore
e lo inchioda irrimediabilmente sulla poltrona a divorare imperterrito, e senza
tregua, le sue pagine eleganti ed appassionanti. La
perfezione della scrittura! Giuliano Fiocco è uno scrittore bravissimo che
sposa in egual misura fantasia e tecnica. E’
uno stilista, oserei definirlo un virtuoso della scrittura. Il
suo stile è impeccabile, elegante, raffinato, ma anche, e soprattutto,
misurato. Pesato. Non lo vedrete mai cadere nella vanità di un
autocompiacimento letterario. In queste pagine non troverete mai niente di
gratuito o fine a sé stesso. Arabeschi e svolazzi stilistici si trovano sempre
al posto giusto nel momento giusto e tendono sempre ad esaltare quel determinato
momento o situazione. Un incentivo alla trama, insomma! Cento pagine di pregiata
fattura: garantite! Non affannatevi a cercare rivoli di sangue o episodi di
splatterismo abbagliante: non li trovereste. Non qui! Giuliano vela
magistralmente ogni situazione di questo tipo, lasciando tale incombenza alle
vostre fantasie malate; ma non per questo la sua opera risulta meno sconvolgente
di un romanzo di Lansdale o Ellroy: tutt’altro! La quotidianità che riserva
atroci sorprese è un fattore assai eloquente; quella prassi delle rigide regole
corrosiva e allo stesso tempo consunta che viene infranta dall’imprevedibile
ed ordinaria follia, quella stessa follia, che (momentaneamente) solo in potenza
potrebbe annidarsi, degenerante, dietro l’angolo di casa vostra. E qui mi
fermo. Non vado oltre: il resto scopritelo da soli. Non voglio privarvi del
privilegio di denudare la trama e le sorprese che vi riserverà questo
romanzo. Cari
lettori, questo libro è un autentico MUST che dovrà troneggiare sulla vostra
libreria! Uno di quei lavori che non ha assolutamente nulla da invidiare a
quelli dei nostri (falsi?) miti d’oltreoceano!!!
a cura di Walter Diociaiuti
Dopo il celebrato noir romagnolo o quello milanese e romano diamo un caldo benvenuto al noir padovano. Tanto di cappello a Giuliano Fiocco e al suo romanzo d’esordio, scritto con stile rapido, secco e moderno. Una storia pregna di malessere che colpisce come una stilettata nel cervello inferta con rabbia e cattiveria. Il bravo Autore dispensa sofferenza e disperazione a piene mani ma con misura, senza rischiosi eccessi, e, dunque, merita tutta l’incondizionata stima degli amanti del
genere. Come Woolrich, Rigosi, o Lucarelli. Perfino un mostro sacro come Valerio Evangelisti è rimasto colpito dal suo talento, e l’introduzione che gli ha dedicato parla chiaro. Un imprimatur da far tremare i polsi. Non ci sono storie: Fiocco ci sa fare, e i suoi personaggi (tutti rovinati da qualcosa o qualcuno) non hanno alcuna speranza di sopravvivere alla notte dell’anima. Là dove il buio è perenne. Tanto per cominciare c’è una donna (laureata
ma colpevole di aver perso il figlio dopo averlo incautamente partorito nella vasca da bagno) chiusa a delirare nel bagagliaio dell’auto, in garage, dal marito manesco. Una figura anonima ma spietata. Un operaio che crepa in un incidente stradale fin da subito mentre torna a casa a dargliene un altro po’. C’è un bambino (Marco, detto Lillo) in fuga dalla violenza dei compagni di gioco e, prima ancora, dal
cugino pederasta. E poi c’è Marta, una giovane riparatrice di registratori di cassa che vive con l’odiato padre incestuoso (ma lui non può più apprezzare la sua compagnia…) e ha una tresca con un drogato che le dà buca (per forza: è stato appeso come un salame in cantina dal fratello ritardato). C’è infine Diego detto Keaton, un collega di Marta perdutamente innamorato di lei (ma tanto, a che gli
serve?) che, dopo aver assistito all’incidente di cui sopra, entra ulteriormente nella storia… tutti quanti, per un tragico scherzo del destino, si ritroveranno nel garage degli orrori (il regno della Madre della Notte o, se volete, il Limbo) e, in un modo o nell’altro, perderanno la partita. Una partita truccata fin dall’inizio perché, come disse Hubert Selby Jr in Ultima
fermata a Brooklyn (1964), “la vita è una stronzata e dopo muori”. Verissimo. Non c’è speranza alcuna di sopravvivere, non in questo mondo mediocre e senza luce. Degradato. È la fine, dice l’ottimo Fiocco. Una fine continua. E sullo sfondo, come se già non bastasse tutto il resto, troviamo gente di merda come il laido droghiere Nello. No, no. Meglio morire, o impazzire… Come rimanere indifferenti davanti a un romanzo così crudo e maturo? Come può un autore di tale caratura rimanere ai margini dell’editoria che conta? Semplice: è impossibile. Presto lo vedremo sbocciare come merita, e allora sì che saranno guai per tutti. Chissà che altro ci regalerà, in futuro. Per ora godiamoci magistrali pagine tipo quelle finali incentrate su Mimmo, il fratello scemo di Carlo il tossico. Un capolavoro di grande potenza evocativa e immedesimazione. Fiocco, arditamente sospeso tra visionarietà e realismo, ha fatto subito centro. 34 anni, coniugato, ha esordito nel ’96, collabora col portale Horror.it dal 1998 e si è già messo in mostra giungendo in finale ai concorsi letterari Cristalli sognanti e Premio Lovecraft nel 1997 e partecipando ad antologie quali “Spettri metropolitani” (Addictions, Milano 1999) e “Jubilaeum” (PuntoZero, Bologna 2000). Se volete saperne di più cliccate su www.finecontinua.horror.it: il male di vivere abita lì, con tutte le sue sfumature di grigio.
a cura di Gaetano Mistretta
|
N A R R A T I V A |
|
home cinema narrativa musica arte misteri articoli interviste link archivioghost news forum album produzioni info |