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LA LA FOLLIA DI AARSETH scritto da Mario Campaner
ATTENZIONE: LETTURA RISERVATA SOLO PER UN PUBBLICO ADULTO
No? Non ci credi? Peggio per te, io scommetto e anche lui, quanto? Facciamo dieci, no? Di più!? Venti, come? Ancora? Quaranta a testa, buona, ok, perfetto, te ne pentirai, sicuro che te ne pentirai, mi credi così stupido da scommettere tutti quei soldi e poi avere paura di passare la notte in quel misero boschetto? Le leggende? Ce ne facciamo un baffo io e lui di tutte quelle cazzate sullo straniero e sulle sue cazzo di messe nere, sia chiaro: io non ho paura, poi Satana è con lui, Chthulhu è con me quindi... sabato sera io e lui passeremo l’intera notte nel bosco vicino a casa Aarseth, senza telefonini o altro, solo una candela e qualche libro. Vero socio? Non ti vedo tanto convinto, ma sì, dai, sono solo stupidate lo sai meglio di me, poi se viene fuori lo Yeti sono cazzi nostri, però ho intenzione di incassarmi tutti i 40 bigliettoni senza sconti, sia chiaro avete scommesso, ormai è deciso. Suvvia caro, vuoi che il re dei metallari più estremi diventi più pavido di un lemming a causa di una notte nel bosco, va bene che è “maledetto” ma, per piacere principe della morte, non mi deludere. Ma va, chi era poi sto straniero? Uno stronzo norvegese che si divertiva a fare cerchi e stelle sugli alberi. No, non crederai a ste cavolate, il figlio della Arnalda, il nipote della barista e tuo cugino... mi dispiace ma sono stati gli zingari, se no come spieghi che sono scappati il giorno dopo. E poi all’epoca lo straniero era già morto, bruciato vivo da quell’altro pazzo, come si chiamava, il bibliotecario, brutta faccenda. Ma non farmi ridere! La pioggia delle rane, l’incendio all’abbazia e poi cosa c’è? Ah si! La mucca con due teste, la moria dei pesci, i corvi, i gufi, tuo fratello che piscia fuori dalla tavoletta, x-files, tua mamma che ti butta giù dalle scale a due anni e compromette il tuo cervello. Ma va cagare! Sono tutti suggestionati da orrori che non esistono, credenze popolane che in paesini come il nostro proliferano, non dirmi che ci credi veramente? Lo sai come la penso a riguardo...
ORE 8 Ho detto un attimo! Mi sto facendo lo zaino per stanotte, tu che cd hai portato? E niente At The Gates? A batterie come stai? Sicuro? Non è che poi mi tocca a dividere il lettore? Prendi, meglio abbondare, poi mi porto qualche libro, Lovecraft, il meglio, lo so a memoria ma non mi stanca mai, il grande Howard, sapevi che era razzista forte, definiva gli immigrati italiani e cinesi frattaglia di carne umana, abozzi d’uomo, amebe e via dicendo, però simpatizzava per Marx! Stai zitto cane fascista!
ORE 9 Le bici le prendete voi allora, mi raccomando che l’ ho appena ritirata dal meccanico. A che ora passi domani mattina? Presto spero, e se non ci trovi nella radura niente soldi? Capisco, hai per caso l’accendino, se si spegne la candela siamo nelle tenebre, sto ebete l’ ha dimenticato. Cazzo neanche tu... non ho paura e che al buio non posso leggere, mi pare ovvio, speriamo non venga giù pioggia, invece, le previsioni cosa dicono? Ma non si sa mai: in Aprile il tempo ci mette poco a cambiare, non voglio portar sfiga e che sai ‘sti nuvoloni non mi piacciono... ma non ho paura, giuro. Volendo ci ripariamo sotto gli alberi, ma sai non è bello sguazzare nel pantano. Che storie! Si sa che anche se piove stiamo qui, non siamo mica così idioti da scappare per due gocce d’acqua e poi sborsare quaranta bigliettoni. Okay a domani. Ciao.
ORE 10 Non sono d’accordo, non credo che i Cradle Of Filth abbiano rovinato il Black Metal, anzi per me lo hanno evoluto, non dico migliorato, ma evoluto sì, ci hanno aggiunto le tastiere e lo hanno reso melodico, pregno di richiami al gotico ma anche al romanticismo. So benissimo che il Black deve essere ostico e non melodico, ma io non lo considero vero Black, lo considero una sua interessante variante. Il vero black resta quello degli anni d’oro in Scandinavia, il resto è stato costruito principalmente sull’immagine, rinunciando all’essenza stessa del Black, ovvero la musica. La teatralità non mi ha mai convinto, è facile diventare famosi perché si fanno foto con sangue ed effetti speciali a bizzeffe, ma se ciò non è supportato da buona musica si rischia di passare per pagliacci, poi certe ultima trovate mi sembrano eccessivamente... pacchiane.
ORE 11 ...oca – zolla – rotto – resto – torrente – rana – robot – molesto – nome – daltonico – lobotomia... Che palle 'sto gioco!
ORE 12 Sai cos’è che un po’ m’inquieta di questo posto? Aarseth, lo straniero, spesso veniva qua a caccia di gatti e di volatili da sacrificare a Satana, poi ogni tanto qui venivano trovate teste di maiale impalate, le stesse che comprava da Riccardo il macellaio, per non parlare poi delle tombe riesumate, ho notato che preferiva quelle dei bambini, degli urli disumani che nel cuore della notte laceravano il riposo dei morti al vecchio cimitero, di quando lo vedevi solo bianco come un fantasma, alto e smilzo, che parlottava con se stesso per il centro, di quando correva per i campi urlando con voce malefica in quel suo latino incomprensibile. Le notti di luna piena, quando il cielo era terso, la nebbia fitta e il freddo tanto, non era prudente girare da soli, rischiavi di vedertelo spuntare davanti all’improvviso con una candela. Circolano orribili leggende, fasulle ovviamente, sul suo conto, le puoi sentire sussurrare ai vecchi del paese la sera tardi al bar, li vedi aggrottare la fronte, corrucciarsi e, poi, parlare con tono sommesso della sua presunta non morte, di come la sua anima vagheggi alla ricerca di una pace eterna per lei irraggiungibile, di quei tre bambini scomparsi, della sua casa nella quale c’è la cantina murata che racchiude chissà quale innominabile creatura. Della sua vita in Norvegia si sa molto poco, forse niente, si sa solo che era venuto in Italia a cercare qualcosa o qualcuno. Per trenta anni ha vissuto in quella casa, tutti quelli che lo hanno visto in quei trenta anni giurano che non è invecchiato di nemmeno un giorno, aveva contatti con pochi, pochissimi e con quasi nessuno per motivi differenti da interessi pratici. Il macellaio, il postino e pochi altri, pochissimi altri. Il primo gli serviva per procurarsi carne, molta più carne di quella che un uomo solo può consumare, molta, molta di più. Anche della sua corrispondenza si è parlato tanto, misteriosi pacchi gli giungevano dall’est europeo, dall’Africa nera e dal deserto Arabo. E’ stato impossibile rintracciare i suoi corrispondenti dopo la sua sparizione, gli indirizzi individuati sono stati rintracciati in luoghi così remoti della terra da essere considerati irraggiungibili senza la spesa di ingenti somme, inadeguate per un indagine in un paesino di provincia. Il postino però ricordava i nomi di quelli più importanti, come una certa donna che abitava in Ungheria chiamata Darvulia oppure un misterioso inglese chiamato Richard Christiansen. Ma non bisogna dimenticare che il bibliotecario frequentava sporadicamente Aarseth, spesso è stato visto nei pressi della sua fattoria, alcuni dicono lo spiasse, sicuramente lo indagava e non lo ha bruciato vivo per nulla. Mia nonna, che a quei tempi lavorava in biblioteca come aiutante, ogni tanto mi dice delle cose a riguardo di quell’episodio, aggiunge bizzarri particolari alla vicenda, ma sai che mia nonna è matta come un cavallo, non va presa più di tanto sul serio. Se proprio insisti, ma sappi che si tratta di una marea di cavolate raccontate da una pazza ottantenne. Lei dice che il bibliotecario era coinvolto con Aarseth nei suoi misteriosi traffici, lo aiutava spesso e volentieri, gli procurava abominevoli libri di magia nera, ovviamente solo lei lo sapeva, mi ha giurato che non lo ha mai detto a nessuno, che io sono il primo a sapere questa storia, che lei voleva molto bene all’uomo e che non voleva che venisse mal visto in paese solo perché studiava gli strani culti del norvegese. La collaborazione fra i due a un certo punto venne troncata dal bibliotecario, che una mattina si presentò a casa di mia nonna dopo avere passato tutta la notte senza dormire, era bianco come un cadavere, aveva la febbre a quaranta e supplicò di essere curato. Mia nonna era vedova già da una decina di anni, viveva sola e non ebbe problemi ad accoglierlo in casa durante la malattia che durò sette giorni prima di cessare improvvisamente e misteriosamente. In quei sette lunghi giorni mia nonna lo assistette e lo curò, proponendogli più volte di recarsi in pronto soccorso, ma lui non solo rifiutava, si opponeva con tutte le sue strenue forze a quest’eventualità sostenendo che sarebbe guarito prestissimo. Spesso di notte delirava in preda ad un terrore profondo, parlava con un filo di voce, parlava di forze ancestrali che governano il mondo, parlava di orde nere che sarebbero presto emerse dai mari più a nord del pianeta, parlava di esseri eterni che sotto mentite spoglie di umani progettavano di riportare il caos sulla terra, e soprattutto parlava di una cosa che Aarseth chiudeva in cantina, un essere che Aarseth aveva evocato e reso immortale, un essere che era solo il capostipite di una legione che Aarseth aveva in mente di creare e che fino ad allora aveva tentato di nascondergli. Quando guarì iniziò a tramare per ammazzare Aarseth, stranamente i metodi più “comuni” gli sembravano inefficaci, studiò a lungo su vecchi volumi per trovare il modo di rispedire Aarseth da dove veniva. Finalmente una notte si udirono delle strane urla nei pressi di casa Aarseth, il norvegese fu trovato carbonizzato la mattina dopo, era stato bruciato vivo dopo che qualcuno gli aveva piantato un proiettile d’argento nel cuore, del bibliotecario nessuna traccia, solo una lunga lettera, nella quale annunciava che avrebbe tentato di ammazzare Aarseth e qualcos’altro, anche se non specificava di cosa si trattasse. La cosa fece notizia, il paese per alcuni giorni fu invaso da giornalisti e esperti dell’occulto, buffoni che sostenevano di sentire auree molto negative nell’aria, che questo non era più un paese da frequentare. Presto fu tutto dimenticato, fino a quando non ci furono le sparizioni di bambini, ma quelli sono stati gli zingari a rapirli, non certo il fantasma di Aarseth, il bibliotecario o l’innominabile creatura... E’ pazzesco che certa gente creda ancora a queste cose, anzi, vuoi che andiamo a dare un occhiata alla vecchia fattoria Aarseth? Colgo dell’isterico nella tua risata, sei un coniglio!
ORE 1 Secondo me l’unico problema del vostro gruppo è che non prov... Ehi hai sentito? Non me lo sono immaginato allora, sarà una volpe, un riccio, un ratto magari, però sembrava qualcosa di più grosso, forse un cane randagio... Chi va la?! Stavolta non lo sentito solo io, vero? Viene da dietro quei cespugli, è strano perché sembrano più “cose” che si muovono insieme, molto strano, cazzo potrebbero essere quei drogati del cimitero, meglio non scherzare con quelli, hanno il cervello spappolato, ricordatelo. Ascolta, sembra un gemito, c’è sicuramente qualcuno dietro quel cespuglio. Sta zitto coglione, che se sono i drogati è meglio scappare. Cazzo, sto schlerando o sembrano tanti passi? Chi è là? Siamo armati, quindi è meglio per voi se vi fate vedere e non fate i coglioni. Non fare quei versi di merda! Non sei tu! E allora chi porca puttana è? Se è uno scherzo sappiate che è di pessimo gusto, anzi, fa proprio schifo. Se sei tu Sandro sappi che prima di dare il tuo pene in pasto al mio cane, ti tagliuzzo i testicoli e te li cucio al posto degli occhi, chiaro!? Sei solo uno sporco figlio di puttana, non sono scherzi da fare, brutto coglione ti spacco quel muso da merda che ti ritrovi! Io non ho paura! Chiaro? Io non ho paura! Rispondimi, ti ho detto di rispondermi! Cosa diavolo... Sandro per piacere dimmi che sei tu! Non può essere un uomo a fare ‘sto rumore, vero? Forse ci stiamo facendo suggestionare dal posto, è solo un animale ma non un uomo, un uomo non può fare così. Avviciniamoci piano piano, stammi vicino, sembra venire da dietro il cespuglio, quel cespuglio, seguimi... Cazzo, l’ hai visto anche tu? Cosa diavolo è? Io dico che al mio tre corriamo fuori di qui, lo vedi adesso? Ci sta guardando se quella è la testa! Come cazzo fai a non vederlo? E’ dieci metri davanti a te a ore due, si anch’io ho paura, tanta anche, non ci siamo inoltrati più di tanto, dovrebbe essere facile uscire, cazzo si muove! Viene per di qua! Via! Vieni via! Vieni viaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Una bella donna, sulla quarantina, si aggiusta la panoramica scollatura sull’ampio seno dopo che il suo datore di lavoro l’aveva scombussolata in uno dei suoi frequenti “discorsi” che l’avrebbero aiutata a far carriera. Era nel suo carattere la disposizione a questo tipo di pratiche, il sapore dello sperma del proprio superiore lo aveva già gustato in più di un occasione e ora si avvicinava, inesorabilmente, al suo obbiettivo. Per il momento, però, le bastava dare il meglio di se su quella poltrona. -In onda. Le dissero, e lei rispose inturgidendosi sulla sedia e incrociando i suoi magnifici occhi di smeraldo con l’occhio vitreo delle poche centinaia di spettatori che la seguivano da casa, dietro di lei spiccava il bianco di TG9 sullo sfondo verde che tanto bene si intonava con il suo vestito e, sopratutto, con i suoi occhi. -Continuano, disperate, le ricerche dei due ragazzi scomparsi quattro giorni fa nel trevigiano... Disse, e, mentre parlava, non chiudeva mai completamente la bocca, pervertendo il subconscio di molti maschietti verso inenarrabili bramosie sessuali.
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