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GURU MEDITATION Il Club GHoST di Massimo Ferrara sta facendo passi da gigante, sia in senso quantitativo (produce sempre di più) sia per quel che riguarda la qualità. Ne è una dimostrazione lampante quest’ultima antologia, curata dal bravo
Riccardo Coltri. I 23 racconti di <fantascienza modificata> che la compongono sono tutti di buon livello, a cominciare dai primi due, scritti dalla già affermata Alda Teodorani (“Virus”), che s'interroga sul rapporto uomo/donna, ormai compromesso da paure paralizzanti, e da Marco Vallarino (“Potere assoluto”), in cui un uomo sfrutta i poteri della propria mente per vendicarsi. Punte d’eccellenza
raggiungono le novelle di Francesco Grasso e Rino Casazza. Il protagonista di “Il nuovo amministratore” vive in un terribile condominio, e il nuovo amministratore non è certo da meno. Alla fine però Grasso lascia il lettore nel dubbio: l’amministratore-assassino esiste davvero o è il protagonista ad essere pazzo? L’autore narra con piglio e crea un atmosfera realmente inquietante, sbiadita solo un poco
dalla tirata finale dell’ispettore. Altrettanto intrigante “Pianeta terracqua”, dove Casazza sviluppa una bella idea che culmina in un finale sorprendente, da non svelare. Meritano una citazione anche “Darwin chi?” di Federico Gattini, scritto molto bene su un tema non facile (il viaggio nel tempo) e “La caccia” di Elvezio Sciallis: i protagonisti del racconto si trovano a sparare contro centauri e
troll ricreati geneticamente, e rimpiangono la selvaggina d’un tempo. Al solito brevissimo e beffardo Ivo Gazzarrini, che nel suo “La curva” immagina uno strano divertimento del futuro. Curioso il racconto “Pronto, sono io” di Gaetano Mistretta, delirante, sulfureo, sensuale “Dimensione onirica” di Diociaiuti. Geniale e provocatoria l’idea di Davide Galati (“La sindone”), scritto con maturità e
incentrato su un viaggio mentale e temporale (anche qui non va svelato il finale) “Beat” di Vincenzo Mele, rabbioso Miki Hollywood con il suo “Virus sbirroide”, sempre interessante lo stile di Dario Morgante (“Febbre gialla”). La raccolta si conclude con un racconto alla Fredric Brown di Andrea Didato, “Primo contatto.” I contenuti delle varie storie forniscono sempre lo spunto per una riflessione sul
mondo in cui viviamo (o in cui siamo costretti a vivere, preciserebbe sicuramente qualcuno degli autori), sul presente/futuro (tutto si evolve così velocemente che sembra restare sempre uguale), su ciò che ci attende proseguendo il nostro incerto cammino. Cupe e oniriche le belle illustrazioni di Rosario Santamaria.
a cura di Roberto Frini
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