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Paolo Di Orazio

 

 

 

 

PAOLO DI ORAZIOBIBLIOGRAFIA

 

 

- PRIMI DELITTI (ACME, 1989, antologia)

- MADRE MOSTRO (ACME, 1991, antologia)

- PRIGIONIERO DEL BUIO (Granata Press, 1992, romanzo)

- IL DIPINTO UCCISO (Granata Press, 1993, romanzo)

- PRIMI DELITTI (Castelvecchi, 1997)

- INCONNU (Club G.Ho.S.T., 2000, antologia)

 

 

 

Pubblicazioni

 

- PRIMI DELITTI (ACME, 1991, antologia a fumetti)

- Spazzatura, (Il Minotauro, 1995, racconto) in 16 racconti e un sogno, aavv

- Luna e l'altra, racconto con illustrazioni personali (Blue n° 96, anno VI, 1996)

- microracconto all'interno di "Up the line" Compact Disc di Garbo (Discipline, 1997) dedicato al Nevroromanticismo

- Feet (di Susanna Schimperna, Castelvecchi 1998), contributo

- Quattro secondi, (Addictions 2000, racconto) in Passi nel delirio, aavv

 

 

 

Background

 

- Coordinazione redazionale, corrispondenza lettori, redazionali, editing per SPLATTER, MOSTRI, NOSFERATU, SPLATTER POSTER, ZIO TIBIA, LA CLINICA DELL'ORRORE (mensili di fumetti e cinema),  (ACME, 1989-'91)

- CATTIVIK, soggetti e sceneggiature per l'omonimo mensile a fumetti e all'interno L'angolo della bestia, miniracconti con illustrazione personale nelle prime 16 uscite (ACME 1990-'91) 

- APPUNTAMENTO A CARFAX, antologia di racconti Radio RAI, 1992

- TIRAMOLLA, articoli, barzellette (Comic Art, 1994)

- VIDEOCLIP PUBBLICITARIO CEE, per il consumo del latte, ideazione e soggetto (1996), su Mediaset, RAI e TMC

- TOBIA IL NOSTROMO DEL TEMPO, fiaba originale in 270 tavole illustrate, cortometraggio semi-animato (CATERINA PONTI PRODUCTIONS, 1999)

 

 

Disegni in mostra

 

- Galleria Eralov, Roma, 1997

- Ass culturale La Torraccia, Roma, 1997

- Antica Farmacia di S. Maria dell'Orto, Roma 1998

- Zoe art bar, Roma 1999

- Ass culturale Foollyk, Roma 1999-2000

- Sottomondo, libreria apocalittica, Treviso 2000

 

 

copertine:

 

 

- Madre Mostro

- Il dipinto ucciso

- Primi delitti, Castelvecchi

- Shock!, Club G.Ho.S.T., 2000

- Inconnu, Club G.Ho.S.T., 2000

 

 

Musica

 

- Batterista fondatore del gruppo Latte & I Suoi Derivati. 700 concerti in tutta Italia, molteplici apparizioni televisive sui 3 canali RAI, MEDIASET, TMC, TMC2, nonché radio network e private. 5 dischi all'attivo (Sony, BMG, Cecchi Gori), 2 commedie teatrali.

 


       Da che punto si comincia con una autobiografia sperando che non sia noiosa? Non lo so, ma partirei col dire che sono nato a Roma, il cinque luglio 1966, città dove tutt'ora vivo.

Non provengo da una famiglia di letterati o artisti, ma è colpa prevalentemente di mia madre e mia sorella se ho imparato a leggere prima di iniziare le scuole elementari. Come? Papà stanziava il budget, mia sorella dava le direttive giuste tra comics e hard rock, quindi mia madre eseguiva il grato compito di rifornirmi quotidianamente di fumetti, favole, libri. Divorando un colossale mix composto da Supereroi Marvel, Topolino, atlanti ben illustrati di anatomia  umana e animale (chissà perché), scopro nascere in me un incredibile desiderio di creare.

Inutile dire che all'età di sei anni sono fermamente innamorato e atrocemente affamato di tutto ciò che è horror.

Scrivo e disegno fumetti di mia invenzione, tra cui improbabili riduzioni di alcuni film trasmessi in TV (Belfagor, Gianni e Pinotto contro i mostri, Frankenstein contro l'Uomo Lupo, Il boia scarlatto, tra i più devastanti), lottando contro il proibizionismo dei miei. Riproduco qualsiasi immagine mi capiti sotto mano, mentre quelli a tema libero mi vedono impegnato esclusivamente sullo scheletro umano.

Leggo di tutto. Possiedo ancora i miei Eureka Pocket, gli Horror Pocket, i pocket del Dottor Horror, Horror, Kriminal, Satanik, Corriere della Paura (il Master), la trilogia di Zio Tibia (il vice Master), Alan Ford, Batman, Superman, Cucciolo, i Puffi e altre misteriose pubblicazioni dei '70.

Terminato di sminuzzare l'immaginario Marvel con la saga Gli Eterni di Jack Kirby, scopro Il Male, che mi suggerisce tra il '76 e il '77 di andare a scoprire i grandi italiani: Pazienza, Liberatore, Scozzari, Mattioli, Breccia, Battaglia, Manara, e senza respiro mi aggiro per Totem, Eureka, Metal Hurlant, dove incontro Moebius, Caza, Corben e tutti gli altri, tra Ramones e Sex Pistols.

All'epoca andavano molto i disaster movie, soprattutto nipponici, niente più che un passatempo; ma il politically correct King Kong è sufficiente a darmi un'ulteriore apertura sui temi del fantastico. Apro la caccia al cinema horror ma, visti i divieti, la mia alimentazione viene necessariamente (in)soddisfatta da tutto ciò che possa informarmi sul cinema che mi sto perdendo. Quando supero con gran sollievo la soglia minima necessaria, il rock elettronico detta legge. Non c'entra nulla ma posso entrare al cinema a vedere i film vietati ai 14. Anni fortunati che segnano la nascita di una nuova generazione di capolavori horror da maestri irraggiungibili, esordienti e non: Ridley Scott, Carpenter, Cameron, Lynch, Cronenberg, Hooper, Romero. Eccetto Alien, per alcuni di questi debbo attendere gli eventi-arena, poiché gli '80, con l'evoluzione degli effetti speciali innalzano non solo l'immaginario di autori e registi, ma anche il divieto ai minori a 16 (o 17, non ricordo di preciso) anni, come La cosa di Carpenter. Nell'estate dell'82 la spunto in una sola notte nella famosa arena romana Massenzio. Mega schermo come mai si è visto prima, ingresso senza divieti a costo quasi zero (6.000 lire tre o quattro film), bagno di folla:  Alien, La cosa, Scanners, senza pietà nella stessa sera. Personalmente l'input che ne ricevo è mastodontico, e come non bastasse, grazie a mia sorella scopro in quel periodo Stephen King, Kafka, Poe, Lovecraft. E poi Clive Barker.

 

Nel 1985, in piena frequentazione del liceo scientifico, per salvarmi dal suicidio sicuro (o l'omicidio, ancora non ho deciso) verso cui i miei disastri scolastici stavano portandomi, frequento un laboratorio di fumetto a Roma, denominato Phantasmagorie, condotto da Francesco Coniglio (editore di Splatter, Primi delitti, Mostri, Madre Mostro, Lupo Alberto, Cattivik, Torpedo, Blue) per approfondire la sceneggiatura e il disegno.

Aprendo sui docenti la diga della mia personale psichedelia faccio colpo e vengo spinto a lavorare sodo.

Il corso mi aiuta a uscire dallo stato brado, così, successivamente entro a far parte dello staff di Coniglio lavorando su varie iniziative editoriali per ragazzi, per un periodo di due anni.

 

Più o meno, fine 1988. Quando un pomeriggio decido di fare visita presso i nuovi studi di Coniglio, mi presento a lui con un mazzetto di fogli dattiloscritti. Piccole annotazioni seminarrate che intendevo trasformare in sceneggiature e poi fumetti. Uno si intitolava Caramelle, gli altri due La mia baby sitter è un orco, Poldo & Wile Coyote. Francesco legge il materiale, poi sobbalza sulla sua scrivania. Mi prega di non toccarli, tranne qualche lieve accorgimento, quindi annuncia che, visto il successo di Lupo Alberto, sta progettando un mensile di «... fumetti come piacciono a te!». Mi chiede di scrivere altri racconti per farne una raccolta, e nel frattempo di riprendere la collaborazione quotidiana in redazione.

Di lì a poco nasce, anzi esce Splatter.

Coordino la parte redazionale, in parallelo a Roberto Dal Prà che gestisce la pratica dei fumetti. Il lavoro è tanto, ma le soddisfazioni non si fanno attendere. Mi assumo la gestione della corrispondenza coi lettori. Un fiume in piena, un'esperienza galvanizzante e per me importantissima. L'approvazione da parte dei lettori sul mio Primi delitti (10.000 copie vendute tra il 1989 e il '90), convince prima Francesco che me a bissare con una sfornata di racconti: Madre Mostro. Mentre Primi D narra l'omicidio firmato da bambini e bambine, scandalo nazional-popolare, non so se ricordate, per cui il Parlamento condanna il libro come "istigazione a deliquere a danno dei giovani lettori psicologicamente influenzabili", con Madre M do libero sfogo alle rappresentazioni forse più violente che fino ad oggi abbia mai concepito.

Coi due libri ed il successo alla mano comincio a corteggiare, in un certo senso, il cinema. Michele Soavi intende mettere su schermo Primi delitti, a Dario Argento viene commissionata la prefazione di Madre M, ma evidentemente se ne è dimenticato. Purtroppo il film Primi delitti resta ancora un progetto.

 

Conclusa l'esperienza ACME, fresco di successo vengo contattato dalla Granata Press, interessata a portare avanti il discorso horror made in Italy. Progetto un mensile-contenitore, con un personaggio seriale portante (ancora inedito) da accostare a storie minori, ovviamente horror. Il progetto decade in favore di un'altra operazione dedicata al noir, ma Luigi Bernardi resta interessato ai miei primi due romanzi: Prigioniero del buio, che esce nel 1992, e Il dipinto ucciso, nel 1993. Il primo, che scoprirò sorprendentemente simile al film Relic del 1997, è una personale re-visione dell'Uomo Nero; un crocevia tra horror e giallo. Il secondo è invece orrore puro, molto contorto il concetto e pesantissima la lettura. Attualmente i due libri sono introvabili, ma disponibili nel mio software.

A cavallo tra i due romanzi produco una serie di racconti concepiti per una trasmissione domenicale radiofonica RAI, Appuntamento a Carfax. Da questa raccolta provengono Macaone, Lacrime antiche, Il canto dei morti, Spazzatura, oggi riuniti in Inconnu.

 

Negli anni seguenti mi aggiro per case editrici con un nuovo progetto a fumetti, con un altro personaggio seriale (anche questo ancora inedito), ma senza trovare consensi per la realizzazione.

Contemporaneamente mi aggiro per altre dimensioni, diciamo artistiche, come musicista in una band piuttosto nota (dal 1992 al 1999).

Dato che le proposte editoriali non hanno concretamento, l'attività concertistica diventa occupazione redditizia, ma non mollo la mia ricerca letteraria.

Nonostante la vita pazzesca con la musica (che ho scoperto non basarsi sul sesso, la droga e il r'n'roll, ma sullo scazzo continuo, lo stress e vergognosi e truffaldini perpetui magheggi sul danaro che un povero cristiano cerca di guadagnarsi faticando solo sulle proprie qualità, nonché tradimenti piccoli e grandi da parte di chiunque pur di primeggiare economicamente e moralmente - ma tutto questo merita una biografia a parte e la farò), scavo continuamente nel mio computer alla ricerca della storia importante.

Dopo numerosi aborti trovo la strada giusta. Ne escono (non in libreria) tre lavori di stazza massiccia, per un totale complessivo di 950 cartelle, attualmente in cerca di pubblicazione. Trattasi di un romanzo punk (1993, quando ancora il cyberpunk non era nato), il cui titolo originale mi viene casualmente rubato da autori che conosco, un romanzo fantahorror e un terzo di cui sto ripensando il titolo, concepito nel 1990 e sviluppato dal 1997 al 1999.

Mentre i tre lavori orbitano nella burocrazia editoriale delle majors, creo un'opera teatrale (inedita anche questa), a base di rock e una grottesca trama sul cannibalismo.

Per quanto riguarda il disegno, ispirato da un paio di disegni su carta nera visti ad un noto vernissage, decido di ricominciare. Scopro le sterminate possibilità della base nera. Così, dal '93 ad oggi produco una collezione di disegni prepotentemente decadenti, onirici, sanguinari, alieni, turbati, sofferenti, primitivi, col pastello a olio o il pestilenziale correttore bianco. Metto su piccole mostre, a Roma, per qualche associazione culturale. L'ultima mi ha visto ospite della libreria Sottomondo di Treviso (luglio 2000).

 

A cavallo del successo del mio gruppo, nel '96 non posso non tornare a fare visita al mio amico Francesco Coniglio, al quale sottopongo il romanzo punk, e assieme i miei resoconti da rockstar (si fa per dire) che lo divertono assai. Del romanzo punk asserisce «E' piombo fuso», ma l'editore Castelvecchi con cui è a quel momento socio, non è disponibile alla narrativa.

Più interessato è alla ripubblicazione di Primi delitti, come testimonianza di uno scandalo parlamentare oggi ridicolo quanto allora.

Il libro esce nella primavera del '97, con una personale pulizia della raccolta originale e l'inserimento di prologhi per qualcuno dei racconti e la creazione di due inediti: Dal primo all'ultimo sangue, e Abramo lo Scrotalo, sempre in tema fanciullezza omicida.

Sulla scia della pubblicazione di Castelvecchi ho modo di conoscere Sergio Lacavalla, eccellente giornalista di Rockstar e Max. Sergio mi mette in contatto col cantante Garbo, che sta lavorando su un progetto che vuole fondere musica e letteratura, il Nevroromanticismo. Garbo mi chiama in squadra, così vengo a contatto con parte dei famosissimi e temutissimi cannibali, Aldo Nove e altri, che, se ben ricordo, intendono proseguire il progetto con Garbo, a partire dal suo disco Up the line verso strade nazional-commerciali formato libro. La faccenda si estingue ma nessuno mi ha mai saputo dire  perché. 

 

Siamo giunti al 1999. La mia esperienza musicale col gruppo volge all'epilogo, proprio mentre comincio a soffrire della mia mancata e negata (da alcuni) possibilità di espressione, così ho tempo ed energie da dedicare alla mia individuale attività compositiva, dimensione a cui principalmente mi sento di appartenere. Creo una favola, ne disegno lo svolgimento in 250 tavole a colori, con l'idea di fare una semianimazione muta da commentare con una live band che suona a sincrono con le immagini proiettate su schermo. Il progetto si trasforma in Tobia, il nostromo del tempo, cortometraggio di 13 minuti per la Caterina Ponti Productions.

Nell'anno 2000 opero l'ennesima revisione dei miei romanzi e li rimetto in circolo, mentre l'inossidabile amico Coniglio mi propone la pubblicazione in libreria di un'antologia dei fumetti di Splatter e immediatamente una di Mostri, dai titoli omonimi. Recuperato il materiale tra tonnellate (autentiche) di bozze, scarti, impaginati di anni di produzioni ACME, Macchia Nera e quant'altro Francesco Coniglio ha partorito in vita sua, ne curo la selezione, in base ad alcune scelte mirate, e ne traccio una sorta di biografia che sarà aperta da una prefazione d'autore (ancora non ne è ufficiale la firma) per ciascuno dei due futuri libri.

A proposito di antologie, sta uscendo in questi giorni (novembre 2000) Passi nel delirio, dalla Addictions. In mezzo a una bella rosa di autori compaio con un racconto inedito, Quattro secondi. Il curatore e amico Graziano Braschi mi coinvolge nell'operazione via mail, ma non specifica il tema conduttore della raccolta e né che ve ne sia uno. Mi metto all'opera al volo, ma solo in procinto di spedire il mio racconto, quasi allo scadere del termine utile di consegna, mi viene il sospetto. Per motivi vari non faccio in tempo a contattare Braschi, è lui a farlo per primo annunciandomi che il racconto è approvato. Mi rilasso. Scoprirò in seguito che il tema è il serial killer.

E poi eccoci a Inconnu, davanti ai vostri occhi, e ai miei. Un esperimento pieno di esitazioni e incertezze (da parte mia), vista l'età anagrafica di gran parte del materiale. Spero la selezione vi piaccia.

La pubblicazione virtuale sarà d'auspicio, sarà efficace per continuare a mettere in moto sogni e incubi?

Confido, ovviamente, in una risposta positiva.

 

 

Paolo Di Orazio, novembre 2000

 

   

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