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L'IMPAGLIATORE Una città di mare (Genova, nelle intenzioni dell’Autore) dove si accumula l’immondizia per un lungo sciopero dei netturbini; il commissario di polizia Giacomo Amaldi, umanissimo e
disincantato, che ancora non si è ripreso dal traumatico ricordo del suo primo amore ucciso da uno psicopatico; una studentessa dalle grosse tette perseguitata da un maniaco telefonico (che alla fine, e questo è bellissimo, avrà modo di redimersi); un cinico docente di Antropologia che viene chiamato ad aiutare gli inquirenti; l’indagine - manco a dirlo insabbiata - sull’incendio di un orfanatrofio; un
poliziotto morente in un letto d’ospedale che sa più di ciò che crede… C’è poi, ovviamente, un insospettabile serial killer con il sadico hobby della tassidermia che un giorno, dopo aver commesso una spettacolare strage per puro caso, decide di assemblare un feticcio umano con le parti corporee delle sue vittime. L’impagliatore di Luca Di Fulvio è un serial killer folle e feroce quanto quelli di Ellroy o Thomas Harris (benché l’Autore non ami certi paragoni) e il punto forte del romanzo - scrittura a parte - è che tutto si svolge in Italia, tra placide campagne dove andare a caccia, vecchi quartieri degradati dove la cittadinanza si ribella contro la spazzatura che sta sommergendo le loro vite, coppiette appartate e guardoni come nella vera storia del Mostro di Firenze, scandali politici e una moltitudine di fili da (ri)allacciare per giungere all’emozionante finale. Senza dubbio un capolavoro da leggere più e più volte, per assaporarne ogni ingrediente.
a cura di Gaetano Mistretta
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N A R R A T I V A |
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