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UN'INDAGINE RISIBILE scritto da Alessandro Tacconi
"Genial è quella risata. . .La sola esistenza che ha Genial". "Risata infettiva eh?". "Sì lui è una malattia. . . Un virus". Il commissario ispettivo Garneau tentava di spiegare quel volto distorto e pietrificato, abbandonato a terra come una vecchia maschera di lattice. In un
cortometraggio era stata filmata una faccenda analoga, ma nessuno aveva avuto il tempo (il coraggio?) di visionare ancora il documento. C'era pericolo d'infettarsi, mandando all'aria l'intero sistema immunitario terrestre. "E' lui il peggiore o il migliore, secondo come si consideri -seguitò il funzionario, osservando le scarpe scure dalla larga pianta del cadavere- La
perfezione dovrebbe essere bandita da simili faccende". "Chi più splende meno si espande. Hi hi hi!" ghignò l'assistente dallo sguardo biondo stinto come i suoi capelli mesciati di fresco. "E' in grado di sottrarsi alla vista, penetrando nell'intestino e disgregando ogni organo interno, una volta che si è adagiato sul molle fondo del
ventre umano. Questo fa parte del suo potere. Nessuno può sopravvivergli. Egli sceglie coscientemente, secondo la propria discrezione. Grazie alla sua impermanenza ha ottenuto forse il dono più desiderabile: l'immortalità. La
diminuzione gli è indifferente, poiché si ricrea per autopropulsione. Egli è il virus perfetto. . . Egli è l'ANTIUOMO, nato dalla carne umana grazie ad un gorgoglio ilare e sfrenato". "Lei non ha mai assistito ad una sua resurrezione?" domandò Pentoux, l'assistente. "La sua nascita è un tributo allo spirito: folle e inconcepibile. Le biblioteche esoteriche affogano nello studio delle sue multiformi
manifestazioni". La sala ampia e illuminata a neon, risplendeva di un freddo bagliore color pistacchio. I resti del cadavere sul lettino ricordavano la chiazza di un gelato
sciolto dal sole. "Non è gioia la sua -continuò Garneau- sebbene il riso sia la veste prediletta in morbida macchina-pompa-sangue. E' autocreazione che divora se stesso
per una furibonda compulsione. Egli è orgasmico nel dilatarsi e nel reprimersi dei sussulti, non può fare a meno di stritolare il suo molle e algido contenitore. E' per essenza
propulsione, dimenìo, scarica d'ogni valore fuori da ogni orbita, che sia oculare o terrestre, finché non risorge nuovamente. Hanno tentato di definirlo a livello filosofico per costringerlo almeno ad un teorema bidimensionale. Hanno tentato". "Mi chiedo se sia possibile catturare la perfezione? E' certo che ne verrà dell'ottimo materiale per qualche film, non appena si saprà tutta la
faccenda". Il commissario continuò, come se stesse ripassando mentalmente gli appunti del suo dossier "Egli rinasce grazie alla frequenza acustica. Riuscire a
sottomettere una tal entità è una questione davvero delicata. Neppure in tempi come il nostro, dove gli esperimenti in vitro assomigliano sempre più a dei giochi d'azzardo con la natura e la vita, sembra ci siano troppe possibilità d'isolarlo e sopraffarlo. E' una fiamma ardente che ha la potenza eruttiva di un concerto di squillanti giovinastri, prima che si assomiglino troppo gli uni agli altri". Garneau infilò la mano nella tasca sinistra dei pantaloni estraendone un pacchetto di mentine: l'alito non era mai abbastanza profumato, soprattutto se c'era
di mezzo un cadavere. "Genial si ciba di loro -proseguì l'ispettore- usufruendone come di un servizio, perché in ultimo ha fame solo di se stesso. Contamina, assorbe e
rigetta nell'arco di un'unica seduta: una magnifica implosione chiassosa e sguaiata. Un professore di storia medioevale del Connecticut ha ravvisato un'analogia sconcertante: la precisione con cui i saraceni nel XIII secolo scuoiavano donne e
anziani cristiani e il risultato finale dell'opera di Genial. Non è escluso che abbia appreso quella tecnica, grazie alle cronache conservate nei monasteri di Cappadocia e dell'altopiano iraniano. Si è preparato per il suo ingresso nel mondo civilizzato, ha atteso che i tempi fossero maturi. Doveva aver sviluppato già allora una conoscenza
avanzatissima, per questo motivo rifiutò la degenerazione fisica. L'oscura e nauseante potenza, che annichila gli individui comuni, doveva essere salvaguardata". "Divenne l'oscuro e solitario reggente e il custode imperituro del suo immenso potere". "Proprio così. Giunsero le città di cemento, il cibo prepagato e la linea di fuoco su cui appoggiare i soldatini di carne, per vincere un palloncino
gonfio di petrolio o una cassa d'obbligazioni. Era giunto il tempo, essendo evocato proprio da questo. Sorse dal fondo del proprio limbo. Fu attratto. Il tempo chiamò a sé l'arcana divinità
distruttrice. Era stato covato, perché desse la morte a chi lo aveva tenuto al caldo per tutti quei secoli. La sua balia e tutrice aveva custodito quell'unico desiderio: la morte del cancro umano". Il commissario ispettivo e l'assistente piegarono come una coperta sgualcita il resto squassato dell'ultima vittima di Genial, buttandolo nel sacco nero per
le analisi rituali di laboratorio. Genial annusò intorno l'imminente nascita e... rise.
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