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INSEGUENDO CIELI PIU' LUMINOSI

scritto da Operatore Cinque

 

 

1

- Ho quattordici anni , lo giuro. Li ho compiuti il mese scorso .

Il poliziotto guardò meglio la bambina che aveva davanti .

La guardò veramente bene solo adesso , dopo averla inseguita per un’infinità di cunicoli e buchi nei muri .

Sembrava così ... Piccola . Piccolissima .

L’avrebbe presa comunque , alle colonie degli extramondi servono bambini , tanti bambini .

E lui è un poliziotto , e questo è il mestiere di un poliziotto : trovare bambini per gli extramondi , bambini che non abbiano ancora compiuto quattordici anni   , è la legge “ dei 14 “ .

E' solo al raggiungimento del quattordicesimo anno d'età che si acquistano i diritti civili, secondo la nuova legge. Però nessun “ orfano “ è schedato , è questo il punto .

In pratica se un poliziotto dice che non hai quattordici anni , non hai quattordici anni .

Senza troppa burocrazia .

Ma lui è pur sempre un poliziotto e perciò le chiede , e glielo chiede con una voce stanca , con la voce di una nottata cattiva passata a “ cacciare “ , le dice : - E che mese era il mese scorso ?

La bambina non lo sa , nessun orfano lo sa mai . Vivono fuori del tempo , fuori dei calendari con su scritto in file ordinate i giorni della settimana e quando la luna è piena e cose di questo genere di cui sono pieni tutti i calendari da quando è nato il tempo e gli uomini hanno inventato i calendari .

Era un vecchio trucco e funziona con tutti gli orfani .

Da una finestra al primo piano , voce di donna : Lasciate stare i miei gatti !

La finestra naturalmente non si aprì .

A nessuno sarebbe venuto in mente che le finestre fossero fatte per aprirsi e non invece per essere inchiodate , a nessuno che “ vivesse “  a Quartiere Zero .

E naturalmente non c’erano gatti in quel vicolo , né ce ne sarebbero stati in una qualsiasi altra parte di Quartiere zero .

Un cibo troppo gratis per sopravvivere alla particolarissima selezione naturale di Quartiere zero : uomo mangia Gatto , uomo mangia anche topo e tutti quegli insettini buffi con tante buffe zampette.

Naturalmente ... Naturalmente ... Era tutto già vissuto tantissime altre volte , in precedenti cacce , persino nelle cacce degli altri cacciatori , vissuti prima di lui e di quelli che verranno dopo .

Perché era come una memoria atavica di tutti i poliziotti .

Ce l’hai nel momento stesso in cui entri a far parte del Corpo .

- Vieni , piccolina , non ti farò del male .

Ed era vero , almeno in parte , cioè per quella parte in cui si sarebbe fatta convincere a seguirlo , con le buone .

Dipende soprattutto da te , pensa , non mi è mai piaciuta la violenza gratuita .

Non particolarmente .

Ma la bambina ( Lo giuro dinanzi a Dio , ho quattordici anni . Non sto facendo niente di illegale ... Erano rimorsi d’ufficio , rimorsi come il rimorso di aver investito un gatto , o un cane , sempre se non si fossero mangiati anche tutti i cani , il rimorso del tipo : Poverini , si , ma comunque non me ne frega un cazzo ! ) invece si fece subito avanti :

- Vi prego , signore , credetemi ! Davvero ho già quattordici anni

Certo , certo e io sono un negro , pensa il poliziotto , ed è impossibile che lo sia , perché si sono mangiati anche tutti i negri , e perciò se io non posso essere un negro , tu puoi benissimo avere quattordici anni .

E con la voce più gentile che gli hanno insegnato in Accademia , dice : Vedrai , andrà tutto bene ...

Questa bambina ha occhi grandissimi , pensa , ipnotici .

- Com’è che ti chiami ? Ce l’hai un nome ?

Un nome ce l’hanno tutti. Anche gli orfani . I nomi sono roba gratis!

Stiamo dando spettacolo , pensa , è meglio sbrigarsi , ormai l’avranno capito tutti chi sono e che sto facendo . L’avrà capito anche quella cretina preoccupata per i suoi gatti .

- Goccia , mi chiamo così : come un rubinetto che perde .

- Ma che nome cariiiiiiino , senti , ti piacerebbe fare un giretto sulla mia macchinina , è proprio qui vicino e ci sono tante cose belle per una bella bambina come te ...

Una gabbia , per dirne una , piccola scimmietta .

 

2

Ma i poliziotti non sono gli unici a cercare “ orfani “ per gli extramondi .

Le Compagnie pagano bene e i soldi non hanno mai fatto schifo a nessuno .

Specialmente a Natascia .

Natascia e basta : come tutti gli “ Orfani “ ,  per quelli sopravvissuti , non aveva un cognome né un numero di matricola , né le è mai venuto di pensare , nella sua lunga vita di diciassettenne , davvero lunga per chi è vissuto sempre a Quartiere Zero , che le potessero servire a qualcosa , nome e cognome .

Anche Natascia aveva assistito a quel divertente spettacolo tenutosi nel vicolo di sotto , ma , spiando dall’alto come un ragno cattivo , non si era affatto divertita .

Anche a lei quell’orfana serviva , una “ signora “ ha sempre mille spese da fare .

Il  suo problema era che quel poliziotto aveva una pistola e lei no .

E il problema di quel poliziotto , problema che lui però non sapeva ancora di avere e perciò due volte problema , era che Natascia aveva sempre vissuto a Quartiere Zero e lui invece no .

E a Quartiere Zero non bastava entrarci e trovare un orfano , bisognava anche portarlo fuori per poter dire di averlo davvero preso .

Già , il difficile è portarlo fuori , il difficile è riuscire a uscire .

Natascia guarda la luna sprofondare nel pantano dei grattacieli grigi , denti storti che spuntano dalla terra , sembrerebbe dalle viscere stesse di Madre terra , e la loro ombra , un’ombra storta anch’essa e strana , si allunga verso la sua sinistra .

Una luna che per Natascia è solo una grande palla gialla che galleggia assurdamente nel cielo .

 

3

- Hai mai visto un western senza sceriffi e pistole ?

- Cosa ? No , non mi sembra .

- é perché non ce ne sono . Tu , per esempio , ce l’hai una pistola ?

Hai mai sparato a qualcuno ? E ti è piaciuto ?

- Zitta , le bambine belle sono quelle che sanno stare zitte .

Non capiva , il quadrante del navigatore era a posto , dava i soliti beep e i puntini luminosi e funzionava come ci si aspetti funzioni un navigatore : che ti porti a destinazione .

Ma lui aveva l’impressione che stessero girando in tondo.

Qui i palazzi sembrano tutti uguali perché sono tutti uguali, si diceva cercando di tranquillizzarsi.

- C’è qualcosa che non va ? Chiede la bambina .

- No , tutto bene , perché ?

- No , niente , è che non capivo perché giriamo in tondo .

- Non stiamo girando in tondo .

- Vuoi dire che non lo stiamo facendo apposta ? Oh cazzo !

 

4

Non esiste un western senza indiani .

Lo sanno tutti .

Non esistono perché così è e basta .

E non esistono computer - navigatore che non soffrano il solletico .

Non è nemmeno difficile farli impazzire : girano sulle frequenze AM , quelle che uno quando accende la radio , si chiede : - Ma che ci stanno a fare ?

E ora la macchina del poliziotto si era persa a Quartiere Zero e il navigatore non l’avrebbe mai capito , anzi , se avesse potuto , avrebbe continuato a girare in tondo , con sua massima soddisfazione .

Il fatto è che i computer - navigatore non sono molto furbi : Sanno andare dal punto A al punto B passando per C , e non molto di più .

Non sanno improvvisare , ma Natascia non si sarebbe aspettata di più da un computer assemblato dall’Asian Pacific .

Succhia una sigaretta , poi con un accendino fa per accenderla .



 

5

- Com’era quella storia dei western di cui dicevi prima ?

- é proprio come ti dicevo , io le noto queste cose . E’ una specie di hobby .

Ma non sono cose importanti , perciò nessuno le sa .

- Si , non sono cose importanti .

Guardò fuori , impotente , avrebbe voluto poter fare qualcosa , qualsiasi cosa , tanto per tenersi occupato .

Ma era la macchina a guidare , come sempre , guidare personalmente la propria macchina è illegale , va contro la morale pubblica .

Rimase zitto , sperando fosse la bambina a dirgli quello che voleva chiederle.

La guardò , si , ora non sembrava una bambina piccola , aveva occhi da adulta , e con quegli occhi lei lo guardò a sua volta .

Allora le chiede : - Se , e dico se , ci fossimo persi , e non ci siamo persi , cosa dovremmo fare ?

- Se ci fossimo persi , e grazie a Dio non lo siamo , potremmo sempre fermarci a chiedere informazioni a qualcuno ed è qui che comincerebbero per noi i guai seri .

Ma , per fortuna , come dici tu, non ci siamo persi .

- Già .

Il poliziotto guardò ancora fuori , ma senza vedere niente in particolare .

Pensa: prima o poi la benzina finirà ... Non poteva certo durare in eterno .

 

6

Erano tre ore che guardava quel grosso scarafaggio d’acciaio , seguendolo passando da un tetto a un altro .

E pregava : - Bevi , bevi la benzina . Da bravo , mangia tutta la pappa ...

E finalmente il dio che aveva pregato la ascoltò e lo scarafaggio si fermò .

- E ora cosa farai ? Non puoi usare la radio , no se io non voglio .

Questo è sicuro come è sicuro che io quel poliziotto me lo faccio quando voglio .

 

7

Pensa , dai , fai presto : - Cosa devo fare ? Cosa posso fare ?

- Fa caldo , si soffoca .

L’aria condizionata si è già fermata , maledizione .

- No che non fa caldo .

- E invece ti dico di si .

Un gruppo di bambini si avvicinò alla loro macchina .

Si ricorda : C’è un fucile nel portabagagli .

Aprì la portiera , uscì fuori e girò intorno alla macchina , dal lato davanti , perché il lato da cui era sceso non era illuminato dai fari unidirezionali fissati sui palazzi e avrebbe potuto esserci di tutto in quella pozza di buio .

Un gruppo di bambini lo urtò , intenzionalmente .

- Stronzi di orfanelli , avessi solo una retina vi piglierei tutti .

Fece per allontanarli da sé , ma resistettero , anzi lo spinsero di nuovo , con più forza .

Per non perdere l’equilibrio , dovette appoggiarsi sul cofano .

Goccia , dall’altra parte del finestrino chiuso , stava cercando di dirgli qualcosa .

Teneva le mani e la faccia attaccate al vetro .

Lui cercò di capire cosa stesse dicendo leggendole le labbra quando si sentì mordere il culo .

Si girò di scatto e fil di ferro gli entrò nella carne della gamba , poco sotto l’inguine .

Osservò con stupore il suo assalitore , gli assalitori : non erano bambini !

- Schifosi nani , provò a gridare , ma fu preso a pugni e calci .

Con due balzi raggiunse il portabagagli e cercando di far entrare per il verso giusto la chiave , non si accorse dell’ombra di un grande ragno nero che era atterrata dall’alto sui suoi assalitori e li aveva dispersi facilmente .

Molto facilmente : tutti a quartiere Zero conoscevano Natascia .

Il poliziotto riuscì finalmente ad aprire il portabagagli e vi affondò dentro , con gioia , entrambe le braccia , ma il fucile non c’era .

Avrebbe dovuto esserci , ma lui non avrebbe mai saputo perché non c’era .

Armeggiò con la fondina della pistola , ma aveva le mani sudatissime ... la pistola gli cadde , si buttò subito a carponi per riprenderla e fu solo allora che vide davanti a se due gambe lunghissime , bionde .

Natascia lo guardò con disprezzò .

- Che coglione , gli disse prima di prenderlo a calci in faccia .

 

8

Goccia strillò spaventata .

Anche lei , naturalmente , conosceva la fama di Natascia .

Ed era una conoscenza che la terrorizzava .

Natascia si rialzò da sopra il poliziotto che aveva tempestato di calci con i suoi stivali militari e la fissò dal lunotto posteriore della macchina .

Il suo volto era proprio quello di un grande ragno , biondo e pure il suo corpo si raddrizzò con i movimenti a scatti , allucinati , degli insetti : le sottili braccia per ultime .

La portiera da dove era uscito il poliziotto era ancora aperta .

Saltò sul tettuccio e vi allungò dentro una mano , ma anche Goccia si era mossa con sveltezza e tirò a se con forza la portiera .

Natascia fece appena in tempo a ritirare la mano .

La bambina aprì l’altra portiera , quella dal lato suo e scappò fuori , tesa come una freccia .

Ma Natascia , in piedi sopra la macchina , non la rincorse .

Non ce n’era bisogno , era già sua .

Lei lo sapeva .

Il poliziotto si lamentava rumorosamente ed attirò l’attenzione di Natascia , che gli scivolò accanto , tra le sue dita girava la lama di un coltello : - Facciamo un giochino , ti va ?

Nessuno badò alle urla del poliziotto , non era il solo ad urlare quella notte a quartiere Zero , come tutte le notti .

E durarono poco , Natascia non era in forma quella sera , le sue mani impazienti non riuscirono ad impedirsi di arrivare ai punti vitali , non riuscì a dosare il dolore per farlo durare a lungo , lei sapeva come continuare la tortura anche per giorni senza sentirsi stanca , lasciando in vita la vittima , ma non quella sera .

Era distratta da troppi pensieri .

Le urla durarono relativamente poco .

 

9

- Hai fame , vero ?

La vecchia non sembrava cattiva e il suo fuoco era caldo nella notte fredda .

Era un fuoco che ti alita amore e amicizia  sulla faccia , in morbide vampate .

Sul naso gelato e gocciolante , sulla labbra spaccate in cicatrici di freddo , sui lobi insensibili delle orecchie ...

E che buon odore di cibo !

- Vieni , fammi compagnia . Siediti qui , dai , non avere paura .

Goccia si sedette a fianco della vecchia e sentì i vestiti della vecchia bollenti , le si accoccolò contro .

Una mano incartapecorita scese ad accarezzarle i capelli , e fu come una benedizione , fu come per i campi assetati la pioggia .

- Nonnina ...

- Sei una brava bambina . La mia bambina .

Vuoi mangiare ? Ma certo che vuoi ! C’è un sacco di roba da mangiare qui !

E con l’altra mano rimestava nella pentola , inquietando il brodo , e per un attimo una testina di neonato riemerse , ritornando quasi subito giù .

 

10

Per quello che rimaneva di quella notte , le due dormirono abbracciate , abbracciate come fossero le ultime due persone vive al mondo .

E , in quella notte di assassini , avrebbero potuto benissimo esserlo .

Fu molto dolce .

Goccia si sentì felice e protetta .

 

11

- Dove stai andando ?

Lei credeva dormisse ancora , in fondo era così vecchia !

- Nonnina , sono in pericolo .

E corse ad abbracciarla stretto stretto .

Non voleva piangere , ma le lacrime furono troppo forti per quella volta , più forti di lei , e pianse .

La nonna ricambiò il suo abbraccio e la lasciò piangere .

Sapeva che piangere può fare bene , gli incendi non si possono sempre spegnere , vanno lasciati bruciare , aspettando che si estinguano .

- Anch’io non ho nessuno al mondo . A nessuno importa di una vecchia inutile come me .

- A me importa ! Protestò Goccia .

- Si , a te importa .

La voce della vecchia era calma e ferma , ed era la voce di una madre che si prepara a combattere per la sua bambina .

 

12

Decisero di rimanere nascoste in quello stesso scantinato dove si erano trovate , anche se sapevano benissimo che non poteva essere un vero nascondiglio .

Ma a volte , per chi è piccolo farsi ancora più piccolo , a volere scomparire , è l’unico modo per sperare di passare senza troppi danni la fine della tempesta .

Farsi così piccoli che chi ti vede , perché tu non ti nascondi , non scappi , potrebbe anche non accorgersi di te , anche se sta cercando proprio te .

Sfortunatamente per loro , Natascia se ne sarebbe sicuramente accorta .

La sua più grande forza , la forza di ogni ragno , è la pazienza : lunghe veglie sonnambule su ragnatele vibranti di musica al vento melodioso , infinite serie di corde d’arpa .

Con la stessa sensibilità delle dita di un’arpista .

E la stessa Natascia , col suo portamento era in un certo senso una figura materna del tipo com’è il grembo di un’arpista china sul suo strumento .

Ma una maternità sbagliata , un parto - aborto .

 

13

Chiunque moriva a quartiere Zero , ed erano in tanti ogni giorno , veniva trascinato fuori , nella strada , ad aspettare scuri camion , psicopompi di anime dannate .

E gli abitanti di quartiere zero accettavano quel fatto , allo stesso modo degli antichi eroi greci le Parche . Credere in un destino molto più grande di ogni piccolo uomo , e a confronto del quale ogni uomo si sentiva ancora più piccolo , un destino “ disumano “ .

E c’era da pensare che lì , a quartiere Zero , si morisse solo per onorare una sorta di quotidiano sacrificio , offerta ai dioscuri di quei camion neri .

I “ Netturbini “ che raccoglievano i cadaveri , si servivano di bastoni con uncini .

I cadaveri di regola non dovrebbero gridare .

Vedere i camion arrivare di gran corsa da dietro i dormitori orientali , con grandi occhi da branchi di sciacalli a caccia , ed erano appunto di carogne che si nutrivano , il loro bottino , faceva sempre un certo effetto a Goccia . Non aveva poi molto da fare nel suo nascondiglio , tranne starsene nascosta e perciò metteva una scatola da imballaggio sotto l’unica finestra , che si apriva al livello della strada , e guardava il mondo andare avanti .

E stava proprio guardando uno di quei camion avvicinarsi , terribile incubo diurno di un’ora della mattina ai margini ancora della notte , quando qualcosa rotolò nella strada e scattò verso l’altro lato. Il rombo del motore lo sbranò ancor prima che il camion stesso gli passasse sopra ,alzandosi di tono , musica cupa e gotica di un organo di chiesa tutto scintillante dell’oro dell’ottone .

Per un attimo quel mucchio di stracci rimase davanti al camion , dando l’impressione di aver fermato irrimediabilmente il tempo per la sua salvezza , con le mani tese in avanti , contro il camion . Poi scomparve sotto il camion . Per sempre .

 

14

Il ragno scende a prendere la sua vittima solo dopo che questa , impazzita di terrore , si sia rivoltata freneticamente nella ragnatela , incollandosi .

E perciò solo quando fu il secondo giorno che la Nonna e Goccia non mangiavano, non avendo il coraggio di uscire fuori per procurarsi qualcosa, Natascia soffiò sulla casetta di paglia dell’allegro porcellino . Non ci fu bisogno di presentazioni quando si ritrovarono tutti e tre davanti .

La Nonna indietreggiò fino al fuoco acceso e Natascia la seguiva , lentamente , e quando non ci fu più spazio per indietreggiare ancora , la spinse nel fuoco .

Goccia corse verso la porta , le sembrava che la distanza che la separasse fosse enorme , insuperabile , perché a ogni suo passo si moltiplicava .

Venne afferrata per i capelli e sollevata , e si trovò tra le braccia di Natascia .

Natascia compì un semicerchio ruotando sul piede perno per evitare l’ondata d’acqua bollente indirizzata verso la sua schiena e , sempre tenendo con forza Goccia per non farla scappare , con un pugno colpì alle tempie la vecchia , che aveva ancora in mano la pentola , forse con l’intenzione di usarla come arma .

Crollò a terra d’un botto solo .

 

15

Era come un sogno .

Volare da un palazzo ad un altro , per i tetti .

Volare come pipistrelli , allungando a croce due braccia come ali di plastica nera .

Goccia vedeva il piatto petto della sua rapitrice alzarsi e abbassassi ritmicamente , apparentemente senza sforzo .

Era come un sogno .

Un gran brutto sogno .

L’avrebbe portata al mercato degli orfani , dove c’erano i compratori .

Goccia guardò il cielo sopra di lei e le sembrò immenso : una immensa prigione .

Razzi come siringhe verniciate di bianco salivano in continuazione verso le stelle estreme e gli extramondi .

E si chiese quanto potesse essere lontano l’infinito .

 

16

Saturno .

Sarebbe andata su Saturno . Così aveva sentito dire dall’uomo che l’aveva comprata .

Ma poi che importanza poteva avere saperlo ?

Non pianse , solo perché Natascia ne avrebbe riso o forse , più semplicemente , non avrebbe capito.

Perché per Natascia era difficile capire cosa fosse sbagliato , e perché fosse sbagliato fare una cosa sbagliata .

Quella sarebbe stata per Goccia la sua ultima notte sulla Terra .

Ripensava alla Nonna , e a come si erano amate da subito , senza riserve e alla brutta fine che aveva fatto . Le dispiaceva , molto .

Aveva freddo , Natascia dormiva vicinissima a lei , pronta a svegliarsi completamente , in un istante , se lei avesse fatto il più piccolo rumore .

Ma Goccia non pensava all fuga adesso , non gliene importava più niente di salvarsi .

- Si , Saturno o un altro qualsiasi degli extramondi , purché si faccia presto .

Aveva freddo e pensava alle notti , pochissime purtroppo , quando aveva dormito abbracciata alla Nonna . Quelle notti non aveva avuto freddo .

Quelle notti non aveva nemmeno pensato al freddo .

- La mia bambina ...

Alzò la testa : questa voce !

Qualcuno era entrato nella stanza e aveva colpito duramente Natascia , lasciandola intontita .

E colpì ancora e ancora .

- Scappa , scappa !

E Goccia saltò in piedi e corse fuori e poi corse lungo varie strade , cambiando direzione a casaccio ,e quando pensò di essere al sicuro continuò a correre .

Era un nuovo giorno e Quartiere Zero si stava ripopolando , era il giorno in cui volevano mandarla su Saturno su uno di quei razzi contrabbandieri che continuavano a levarsi anche dopo l’alba , sfidando gli intercettori della polizia .

Ma invece lei era ancora sulla Terra e ci sarebbe rimasta , ed era come se all’ultimo momento le avessero detto : - Non devi più morire . Non morirai . Vattene , puoi andare .

Era un giorno che era una nuova occasione per lei .

Adesso non pensava alla sua fortuna , né a cosa avrebbe fatto e se ce l’avrebbe fatta .

A tutto questo avrebbe pensato dopo .

Perché ora per lei esisteva di nuovo un dopo .

Era troppo eccitata e presa a vedere i suoi piedi correre , perché i suoi piedi potevano correre e portarla lontano , non voleva già pensare a quando si sarebbe fermata .

Perché , ed era un pensiero bellissimo che le era venuto in mente correndo , si può anche correre per sempre . Se ci credi .

Tutto può succedere , il giorno del tuo quattordicesimo compleanno .

 

(copyright by Operatore Cinque)

 

 

RACCONTO SELEZIONATO (9° POSTO) PER IL CONCORSO PREMIO NARRATIVA GHoST 2002

 

 

OPERATORE CINQUE

L'autore nasce il 29.06.976 a Napoli.

Ha in corso di pubblicazione due libri, una raccolta di racconti ("il pungispilli") con la Michele Di Salvo Editore e un romanzo erotico per la Eroxè Pro Image Editore ("L’Arma"). Ha vinto vari premi letterari per racconti.

 

  

 

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