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JANA MÀSTA

scritto da Daniela Piu

(copyright by Daniela Piu)

 

GHoST ANTHOLOGY: RACCONTO TRATTO DALL'ANTOLOGIA "LE NOSTRE TENEBRE"

 

 

Ho passato la mia infanzia nella convinzione che tutto sarebbe stato perfetto come allora, per sempre. Trascorrevo le mie giornate a inventare giochi con le tante sorelle della mia età e a spiare quelle più grandi, imitandone i gesti, nell'immenso giardino che circondava la nostra casa. Nostra madre era bellissima e non usciva mai dalla sua grotta, dato che periodicamente partoriva un'altra di noi. Solo dopo aver spiato a lungo mi resi conto che i suoi parti erano sempre concomitanti con l'arrivo di stranieri ma, finché non la vidi in azione, non capii com’erano collegati. Queste persone non restavano a lungo, solo il tempo di aiutare mia madre a concepire un'altra figlia. Vidi una notte che noi nascevamo dal sangue, tanto sangue che sgorgava dal corpo dei nostri ospiti e che mia madre beveva ingordamente con un'espressione strana sul viso. Mi nascosi spesso dietro l'ulivo accanto all'ingresso, dove avvenivano questi singolari concepimenti, e ogni volta, dopo tre giorni, si festeggiava una nuova nascita. Era bellissimo vivere con tante sorelle sempre intorno e imparare da esse ogni giorno nuove cose. L'occupazione che preferivo era la tessitura di coperte d'oro per le nuove arrivate; sbagliavo spesso, ma nessuno si adirava con me e si ricominciava da capo, cantando tutte insieme la canzone inventata quel giorno. Avevamo delle voci simili, ma i cori che riuscivamo a formare erano di una intensità...

 

(continua su Cyber Ghost e nell'Area Soci GHoST)

 

 

 

 

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