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MOGLIE

scritto da Enzo Moschetta

 

 

"Che hai fatto… sei sconvolto hai dormito in un cimitero stanotte…"

"Devo confessare l’ho fatto."

"Era ora ."

"L’ho uccisa. Lei diceva che non potevo uscire e che mi era proibito andare in un bar ."

"Mica hai lasciato tracce ?"

"Tutto il sangue che ha buttato dalla gola dopo che l’ho sgozzata. Stava riempiendo la vasca da bagno e allora le ho messo un secchio sotto il collo per raccogliere il sangue e l’ho presa per i capelli e le ho ficcato la testa dentro. Si muoveva nervosamente. Faceva gli ultimi scatti con il collo."

"deve essere stato bello. Hai fatto una stronzata a non chiamarmi. Stiamo superando i film dell’orrore. Hai messo un sottofondo?"

"Ho messo la radio e l’ho tenuta accesa per tutto il tempo. Ho messo la radio prima di avvicinarmi a lei, stava in cucina a tagliare i pomodori, dovevi vederla da dietro come l’ho vista io. Dopo il terzo figlio è ingrassata, si è gonfiata come una palla. Avevo paura che tagliandola con il coltello mi sarebbe scoppiato in faccia tutto quel grasso. Il culo era diventato enorme, se stavamo seduti sul divano a guardare la partita mi soffocava, si fotteva i ¾ del divano .

Ingrassano tutte ‘ste puttane. Dopo che hanno partorito diventano buddha con la pace dell’anima. Realizzate… sono realizzate… Non vogliono più scopare, mangiano e diventano grasse che anche a te passa la voglia." 

"Si è accorta di qualcosa?"

"No, le ho dato l’ultimo bacio come Giuda. Mi è sempre piaciuto Giuda: il più grande bastardo del mondo ma  Gesù l’ha fregato: è stato più bastardo di lui. Quando gli ha detto ciò che devi fare fallo presto capisci… con questa battuta l’ha fottuto gli è andata in tilt la coscienza e s’è impiccato.

"Fammi salire l’adrenalina, dimmi tutto."

"Le ho detto ti odio e l’ho sgozzata. Ho preso il coltello che aveva tra le mani, il suo coltello, e zack! Tutto nella gola. Non ha fatto tanto rumore, ha solo urlato per poco perché gli ho interrotto l’urlo affondando di nuovo il coltello. Andava e veniva la lama con la ferita che si allargava. Pensavo a una fica vergine che butta sangue e al coltello come cazzo tagliente ."

"Mi ricordo come gridava quella notte quando a casa tua siamo venuti io Cristine e Annet tutti ubriachi. Cristine che aveva visto tuo figlio di 8 anni e voleva scoparselo e Annet che vomitava sul tacchino di tua moglie. Gli occhi le si erano gonfiati dall’odio. Ho avuto paura: così come stava poteva ammazzarmi. Non te l’ho mai detto ma quella notte ho sempre cercato di starle lontano. Quando se ne andava in cucina mi veniva da tremare. Pensavo che sarebbe tornata con una pistola e ci avrebbe ammazzati tutti. Voleva farlo, lo leggevo nei suoi occhi ."

"Te lo dico io cosa le rodeva a quella stronza. Erano le gambe di Cristine, l’invidia. Sapeva di non avere gambe così. Vedersele davanti mentre lei stava seduta e Cristine che danzava alcolica, ha avuto paura che la tradissi."

"Dove l’hai lasciata?"

"E' ancora stesa là, in cucina, aspetta di essere reincarnata per finire di tagliare i pomodori. Giace a terra nel sangue: ora ha i capelli rossi. Ha sempre desiderato avere i capelli rossi.

Prima di venire qui le ho girato la faccia: ha la bocca chiusa sembra soddisfatta. E' restata là a terra per 3 giorni. Solo mezz’ora fa ha chiuso la bocca."

"Che cazzo di donna."

"Ora sto meglio. Era una cosa che andava fatta ."

"Portami da lei ."

"Che vuoi fare…"

"Fammela vedere, mi è venuta voglia di chiavarmela ."

 

 

    

   

Enzo Moschetta

Enzo si diletta a scrivere racconti che rientrano più nel genere surreale pulp noir.

Questo racconto ci è sembrato piuttosto curioso e a tratti coraggioso.

 

  

 

 

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