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NON C'E' MONDO Ecco un bell’esempio di romanzo rosa-horror (un genere non troppo frequentato, soprattutto da noi) che trae origine dalla love story per
eccellenza: quella di Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti resa immortale dalla tragedia “Romeo and Juliet / Romeo e Giulietta” (1594-95) di William Shakespeare. Una tresca “impossibile” nella Verona del XIV° secolo tra ragazzi appartenenti a due famiglie rivali che rivive magicamente - tramite una fenditura nell’ordito spazio-temporale - nella Verona dei giorni nostri per mezzo di un antico
pugnale (quello con cui Romeo uccise Tebaldo e col quale, più tardi, si tolse la vita Giulietta) e di un demone nero chiamato Crislor che, spesso incappucciato come un monaco, ha gli occhi rossi, parla con mille voci e vuole seminare il caos nel cuore degli innamorati. Una storia complessa, romantica, onirica, notturna, con le due suddette anime inquiete, una donna uccisa in chiesa da un tossico e il di lei marito che non si dà pace, due giovani punks troppo immaturi per amarsi davvero e uno scrittore
paralitico il cui nome, Ram, in lingua cimbra significa Corvo. Tutti legati da un comune destino di Eros & Thanatos. E poi c’è una strana botteguccia fra i boschi innevati dei Tredici Comuni delle montagne veronesi, gestita da un ometto simile a un pipistrello che sa molte cose. Troppe, forse… Quattro vicende di umana sofferenza che il giovane Autore (grande esperto dei Cimbri e delle loro leggende a base di orchi, fate e diavoli, come dimostra il suo illuminante articolo “I Cimbri e le
creature antiche” pubblicato su Planet Ghost Web Zine n. 0, Edizioni Ghost, Collegno, gennaio 2001) combina sapientemente fino al finale che non vi rivelerò. Un finale aperto a ogni interpretazione. Che soddisfa. Il Bardo scrisse “Mondo non v’è al di là delle mura di Verona…” e Coltri, utilizzando una scrittura sbarazzina e immaginifica al massimo, ribadisce il concetto con l’aggiunta di tematiche moderne alquanto efficaci. Già, perché il
Nostro ha solo 28 anni (Bussolengo, VR, 13 marzo 1973) e, figlio del suo tempo, scrive solo dal 1994. Un autore “fresco” e ribelle, dunque, assimilabile ai parimenti talentuosi Luigi Boccia e Roberto Genovesi. Nomi che gli appassionati già conosceranno: in caso contrario dovrebbero subito procurarsi, nell’ordine, “Confessionale nero” (Il Calamaio, Roma 1995) e “Inferi on Net” (Mondadori, Milano 2000). Ma dicevo di Coltri: redattore della rivista veronese Inchiostro fin dal 1995 e curatore della rubrica fantastica Weird Ink (visitabile on-line all’indirizzo http://drink.to/weird), ha poi creato nel ’99, per la gioia degli amanti dell’horror estremo,
l’interessante Crislor 999 Webzine (http://crislor999.tsx.org). Un sicuro talento di domani (con i piedi già ben piantati nell’oggi, si intende), che presto pubblicherà un paio di antologie personali fanta-horror, ma non solo. I suoi progetti sono infatti molti (tra gli altri un corso di scrittura creativa “di genere” con insegnanti del calibro di Gianfranco Nerozzi, Franco Forte ed Enrico Rulli) e, se volete seguire il mio spassionato consiglio, procuratevi subito una copia di questa sua opera prima (se non la trovate in libreria la potete comodamente ordinare in contrassegno a: Bonaccorso
Editore, via N. Mazza, 30/c, 37129 Verona - Tel. 045/597159 - www.edizioni-achab.it/bonaccorso.htm) e andate a scoprire il suo mondo alla home page www.fantascienza.net/users/rcoltri, oppure scrivetegli a questo indirizzo: crislor@tin.it. Non ve ne pentirete. E poi, va detto, il libro è confezionato con cura e auguriamo ogni bene a un editore piccolo ma coraggioso che potrebbe diventare un ottimo referente per quanti vogliano esordire nel genere che tutti amiamo.
a cura di Gaetano Mistretta
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